È bello esser di nuovo insieme a voi per aprire la Parola di Dio. Quando non sono qui presente, esser in chiesa mi manca profondamente, e faccio del mio meglio per trovare una qualche esperienza che possa sostituire Grace Church. Quando ero confinato a casa e non potevo andare da nessuna parte, cos=ì com’è stato fin da dopo l’intervento, mi è capitato spesso di chiedere a qualcuno nella famiglia di preparare un computer a modo di poter ascoltare lo streaming di Grace, cosa che ho amato e che abbiamo fatto spesso; ma in altre occasioni, mi ritrovavo a cercare qualcosa in televisione che potesse esser di sostituto, e quello era molto difficile.
Voglio che sappiate che la Scrittura, nella mia mente, è profonda, è semplicemente profonda, è di una ricchezza inaudita, ed è profonda al punto da superare tutte le idee, tutte le filosofie, tutte le opinioni, tutte le intuizioni di tutti gli esseri umani messi insieme. Eppure mi è stato quasi impossibile trovare qualcuno che esplorasse le profondità della Scrittura.
Opinioni, tante. Intuizioni, in abbondanza. Ma era quasi impossibile trovare qualcuno che comprendesse la bellezza e l’altezza della Scrittura. La predicazione superficiale ciba una prospettiva superficiale della Scrittura, una comprensione superficiale dei suoi grandi, grandissimi tesori. Quindi è bello essere qui di nuovo, ed è bello essere con coloro che amo e dai quali sono amato qui a Grace Church.
Ora, dopo aver detto tutto questo sul conto delle profonde verità delle Scritture, e ce ne sono molte, devo aggiungere un’altra nota a piè di pagina. Proprio ieri ho letto un libro scritto da Leland Ryken, e ve lo raccomando... È un libro sul lavoro di traduzione inglese. Discute la filosofia della traduzione, la filosofia della traduzione. Per esempio, perché la King James, la Nuova King James, la NAS e l’ESV sono traduzioni con equivalenze formali parola per parola, a differenza di altre traduzioni che sono identificate come ‘d’equivalenza dinamica’, è un libro che vale la pena di leggere, non so se cel’abbiamo nella libreria.
L’autore me ne ha inviato una copia, ma vale la pena di leggerlo per capire che ci sono persone, anche nella traduzione della Bibbia, che hanno una prospettiva bassa della Bibbia. Ritengono che il potere prevalente che regna sulle Scritture è il lettore contemporaneo, piuttosto che l’autore. Quindi l’idea della traduzione non è quella di darci ciò che l’autore intese, ma di darci ciò che il lettore vorrebbe ricevere.
Quindi ci sono traduzioni come quella del Messaggio, o The Living Bible, The New Living Translation, NIV, TNIV, The Message, Good News for Modern Man, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera. Tutti quei testi cercano di rendere il lettore sovrano e vogliono inserire la Bibbia nel contesto moderno e nel linguaggio moderno, a prescindere dall’intenzione dell’autore.
Oserei dire che sono le traduzioni più popolari e sono quelle che dominano il mondo evangelico e che tradiscono la stessa mancanza di comprensione del fatto che quando si leggere la Bibbia si vuole essere certi di leggere quello che intese l’autore, quello che lo Spirito Santo ispirò, e non qualcosa che è la versione del pensiero di un qualche comitato contemporaneo a rigaurdo di quello che pensano che i lettori vorrebbero leggere. Si tratta quindi di una questione molto, molto importante che si riassume in questo punto.
E siamo molto grati, io sono molto grato, per le influenze nella mia vita nel corso degli anni, e per le influenze dei ministeri che abbiamo avuto insieme qui a Grace Church che ci hanno portato alla convinzione che vogliamo sapere cos’è che Dio intese dire con ciò che ha detto, e vogliamo sapere cosa disse in origine e come lo disse, vogliamo che sia Lui il sovrano della Sua Parola, non il lettore moderno.
Quindi usiamo una traduzione letterale. Ho predicato dalla NAS, dalla New King James, sarebbe una traduzione letterale. La ESV, English Standard Version, è una un po’ più nuova... un po’ più poetica, più strutturata, ma è comunque una traduzione ‘d’equivalenza formale’, così come la chiamano loro, una traduzione parola per parola, piuttosto che una sorta di parafrasi. Ecco perché usiamo quelle che usiamo, ed ecco perché io uso la NAS e la New King James, che è un altro testo eccellente di equivalenza formale.
Quindi ci rivolgiamo alla Parola di Dio e lì ci troviamo tutto quello che abbiamo bisogno di conoscere, e non abbiamo bisogno di una Bibbia che sia in stile contemporaneo. Non abbiamo bisogno di una Bibbia aggiornata. Possiamo tornare all’originale per trovare un po’ tutto quello di cui abbiamo bisogno.
E una delle cose che dobbiamo capire è l’importanza dell’adorazione, e nell’esaminare l’importanza dell’adorazione, vogliamo capire com’è che la Domenica faccia parte di tutto questo, com’è che il giorno del Signore sia iniziato. Ho predicato un messaggio sul Sabato, perchè ci sono persone che sono confuse su quella questione, e stasera invece voglio parlarvi un po’ del giorno del Signore. Non sarà un messaggio lungo, non sarà un lungo servizio, ma voglio che sappiate cos’è che la Scrittura insegna perchè penso sia una cosa molto importante.
È Domenica, giusto? E voi siete qui. E la Domenica siamo sempre qui e c’è una ragione per questo, non mica un caso, c’è uno schema. Ed ovviamente non è uno schema qui a Grace church, lo è praticamente in tutte le chiese degli Stati Uniti, ed è stato il modello tradizionale consolidato nel tempo, che risale ai tempi del Nuovo Testamento. Il popolo di Dio, i credenti nel Signore Gesù Cristo, celebrano il culto la Domenica.
Nella mia vita sono stato un po’ da per tutto nel mondo. Sono stato in Kazakistan, nell’Asia centrale, ed anche li, i credenti adorano la Domenica. Hanno sempre praticato il culto Domenicale e continuano a farlo ancora oggi. Sono stato molte volte nel Regno Unito: in Inghilterra, Irlanda, Scozia, ed anche li i credenti adorano la Domenica.
Sono stato in Bielorussia, un Paese incredibile, straordinario, che di recente è salito alla ribalta per la sua mentalità anticristiana, persino persecutoria mostrata dai leader nei confronti della chiesa, ed anche li i credenti si radunano la Domenica. Anche in altri Paesi dell’ex Unione Sovietica, in Russia, Ucraina, i credenti s’incontrano la Domenica. S’incontrano la Domenica in India, in Cina, nelle Filippine, nella Nuova Zelanda, in Australia,
S’incontrano la Domenica sulle montagne dell’Equador, tra gli Indios del villaggio di Colta, dove io e Patricia abbiamo visitato. S’incontrano la Domenica in Brasile, sia nelle giungle che nelle città, s’incontrano la Domenica in tutto il Sud America, e persino in Israele.
Com’è successo tutto questo? Perché non s’incontrano in giorni diversi? Perché alcuni non si radunano il Giovedì, altri il Martedì, altri il Mercoledì ed altri ancora il Sabato? È sempre stato così, ed è sempre stato così nel corso di tutta la storia della Chiesa cristiana.
E mi ricordo che questo era un po’ un peso per me durante la mia infanzia, perchè c’erano persone che ponevano un sacco di restrizioni sulla Domenica. Tutti si riunivano di Domenica. E quando ero un bambino, mi vestivano con quest’abito, con la camicia bianca, il papillon e dovevo rimanere così per il giorno intero, per tutta la Domenica. Mi ricordo che c’erano grandi restrizioni su quello che potevo o non potevo fare.
Non potevo uscire, non potevo giocare a cel’hai in cortile. Quando vivevamo a Philadelphia non potevamo nemmeno giocare a palla, non potevamo nemmeno giocare a step ball, che andava un po’ di moda tra i bambini del quartiere, dovevamo semplicemente rimanere seduti. L’unico peccato che potevamo commettere, e che potevamo davvero commetere, era la golosità, l’ingordigia. La giornata era praticamente un lungo pasto. Uscivamo dalla chiesa verso le 12:30, andavamo a casa e mangiavamo fino a quando non era il momento di ritornare in chiesa alla sera, ma doveva esser un giorni in cui tutto si fermava, e lo mettevamo da parte per la contemplazione del Signore, per la lettura delle Scritture, per la lettura di storie bibliche, di libri cristiani o di teologia, per parlare delle cose del Signore e, soprattutto, per incastrare la giornata al mattino e alla sera con il culto in chiesa, e poi alcuni avevano la Scuola Domenicale o magari il gruppo giovani prima della sera così che il tutto riempiva un po’ la giornata.
Era più o meno così in tutta la nazione, in tutti gli Stati Uniti d’America. Mi ricordo che quando arrivai qui a Grace Community Church nel 1969, c’era solamente un centro commerciale nella San Fernando Valley, il Panorama City Mall. Era il primo centro commerciale costruito nella zona, Panorama City, era una cittadina dove erano state costruite delle casette che avevano l’obbiettivo di ospitare i veterani che uscivano dalla Seconda Guerra Mondiale.
E costruirono il primo centro commerciale che non era mai aperto di Domenica, non era mai aperto di Domenica, così come ogni altra cosa, la Domenica i negozi erano tutti chiusi. Non c’erano eventi organizzati la Domenica. Non c’erano sport per i bambini la Domenica. La comunità non organizzava nessuna attività la Domenica. In realtà c’erano leggi che lo impedivano, leggi approvate dagli Stati individuali e dai governi.
La Domenica era sempre molto diversa dal Sabato. Il Sabato i negozi erano aperti. La gente andava in giro il Sabato. Tutti gli eventi, tutte le occasioni sportive erano programmate il Sabato, le gite, le attività ricreative, i lavori in casa. La Domenica era un giorno molto, molto diverso, e così era riconosciuto, era considerato in questo modo dai nostri antenati nel Regno Unito e in Europa, fino ai tempi della Riforma o anche prima.
E mi ricordo l’anno in cui le leggi locali della San Fernando Valley cambiarono per consentire l’apertura dei negozi la Domenica. E poi consecutivamente la Domenica ovviamente divenne un po’ come il Sabato con pochissime differenze. Ma, letteralmente, per secoli, il culto e la comunione Domenicale tra cristiani di tutto il mondo era un po’ l’abitudine della Chiesa.
E ci si potrebbe chiedere se tutto questo sia un qualcosa d’arbitrario. È semplicemente andata così? Sarebbe piuttosto difficile convincersi del fatto che sia tutto successo un po’ per caso, dal momento che troviamo questo stesso schema ininterrotto in tutti questi paesi diversi, in lingue diverse durante il corso di tutti questi secoli.
Com’è nato il tutto? Chi l’ha iniziato? E perché continuamo a praticare il culto la Domenica? E perchè continuiamo ad avere una sorta di deferenza nei confronti della Domenica in una settimana lavorativa di cinque giorni che termina il Venerdì? È successo tutto questo per caso?
Ebbene, più o meno in questi ultimi 25 anni, molte chiese hanno iniziato a ridurre la Domenica. Hanno ridotto la Domenica ad un’esperienza di un’ora non invasiva che se si vuole, si può sperimentare nel mentre si va in spiaggia in costume da bagno. Hanno ridotto la Domenica ad un’ora che si può togliere di mezzo e, per accontentare anche le persone che non vogliono nemmeno intaccare la Domenica mattina, hanno iniziato ad avere servizi di culto al Sabato sera. Si può anche andare al servizio del Sabato sera e così facendo non si deve nemmeno prestare attenzione alla Domenica. Così facendo si può passare l’intera giornata in spiaggia ed avere il culto al Sabato serva quando è buio, perchè tanto non si può uscire a giocare comunque. Questa è una tendenza tipica contemporanea.
E la gente sembra non fare molta differenza tra il riunirsi di Sabato o di Domenica, non sembra esser affatto un problema. Ci sono molte persone che vorrebbero lasciare la Domenica completamente libera per i giochi, le attività ricreative e per andare al centro commerciale, o per poter andare dove vogliono, e quindi avere un piccolo servizio di culto al Sabato sera sembra accontentarle per bene.
Ma ha davvero importanza? È importante che lo facciamo di Domenica? Non potremmo farlo anche un altro giorno o tutti gli altri giorni?
Ora, per rispondere a questa domanda dobbiamo riprendere un po’ da dove siamo rimasti l’ultima volta. Andate per un attimo a Colossesi 2. Seguiremo alcuni passi scritturali e lascerò che siate voi a trarre le conclusioni, Colossesi 2:16, “Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a Sabati, che sono l’ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo”.
Vi ricordate quello che vi ho detto l’ultima volta a proposito del Sabato? Che non c’è più, giusto? Non c’è più. Quindi, di qualsiasi cosa stiamo parlando, quando parliamo della Domenica, non stiamo parlando del Sabato. Il Sabato era il settimo giorno della settimana, fu istituito sotto la legge Mosaica. Pensateci, tra la caduta dell’uomo e Mosè, in quell’arco temporale, non c’erano leggi Sabatiche. Non c’era alcun obbligo d’osservare il Sabato. Quello avvenne con la legge Mosaica. Già passarono dei secoli, nessuno dei patriarchi aveva alcun tipo di legge sul Sabato.
Il settimo giorno, dopo la creazione, vi ricordate che Dio si riposò e benedì il giorno. Perché? Lo benedì come giorno che sarebbe sempre stato un memoriale del fatto che Dio aveva creato l’universo in sei giorni, e che il settimo giorno sarebbe sempre stato un promemoria del fatto che Dio è il nostro Creatore. E abbiamo già parlato di questo nell’ultima sessione. Il Sabato è il settimo giorno della settimana, mentre la Domenica è il primo giorno, ed ogni Sabato che arriva è un buon giorno per ricordare, prima di tutto, che Dio è il Creatore.
E questo fa parte del nostro patrimonio storico, ecco perchè la gente non lavora nel fine settimana, perché il Sabato era il giorno in cui si poteva godere della creazione, in cui si poteva avere ricreazione. Non si doveva andare a lavorare. Questa era una struttura tipica cristiana. Si poteva uscire con la famiglia, fare un picnic o giocare una partita a calcio, godere dell’esterno, godere della creazione di Dio. Questo era parte integrante del ricordo di Dio come il Creatore.
Vi ho anche suggerito che quando arrivò la legge mosaica, Dio ordinò un giorno Sabbatico affinchè il popolo di Dio potesse osservare ed obbedire a Dio. Dio mise dei vincoli per ricordargli della loro peccaminosità. Quindi ogni Sabato ha una duplice funzione, ci ricorda il fatto che Dio è il creatore e ci ricorda anche il fatto che siamo peccatori, e lo siamo davvero.
Ma il Sabato non c’è più. Colossesi 2:16-17: “Nessuno dunque vi giudichi in quanto a Sabati”, non c’è più. Fa parte del giudaismo ed è stato sostituito dal nuovo patto. Ed il nuovo patto ha un giorno completamente diverso. Il Sabato, come ho detto, ci ricorda del fatto che Dio è il Creatore e che Dio è il legislatore, e ci ricorda anche della bellezza della creazione di Dio, la magnificenza della sua creazione e la peccaminosità del nostro cuore.
Ma quando arriviamo al nuovo patto, c’è un’altra osservazione da fare: non vediamo Dio come Creatore, e non vediamo Dio come legislatore, ma nel nuovo patto, Dio si definisce come? Cosa? Salvatore. Quindi il nuovo patto ha il suo giorno, un giorno nel quale ci concentriamo su Dio come nostro Salvatore.
Bene, adesso vediamo un po’ com’è che è successo tutto questo. Andate alla fine del Vangelo di Matteo, alla fine del Vangelo di Matteo. È abbastanza dire che l’argomentazione storica è quella che la Chiesa ha preso questo tema sul serio, la Chiesa ha preso seriamente la Domenica fin dai tempi del Nuovo Testamento. Ed eccoci qui, 2.000 anni dopo, e la Chiesa si sta ancora radunando la Domenica... direi che è ovvio che è un qualcosa piuttosto radicato.
Ma in Matteo 28, vediamo che è il giorno dopo il Sabato, cioè la Domenica, “verso l’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte.
Ma l’angelo si rivolse alle donne e disse: ‘Voi, non temete; perché io so che cercate Gesú, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. E andate presto a dire ai suoi discepoli: ‘Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete’, ecco, ve l’ho detto”.
“E quelle se ne andarono in fretta dal sepolcro con spavento e grande gioia e corsero ad annunziarlo ai suoi discepoli. Quand’ecco, Gesú si fece loro incontro, dicendo: ‘Vi saluto!’ Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l’adorarono. Allora Gesú disse loro: ‘Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno’”.
È l’alba della Domenica mattina, una scena familiare, vero? È la Domenica nella quale Gesù resuscitò ed apparve a Maria Maddalena, a Maria la madre di Giacomo, questo è il giorno della risurrezione.
Versetto 7: “Andate presto a dire ai suoi discepoli: ‘Egli è risuscitato dai morti’, fate in fretta perchè oggi succederanno tante cose. Era l’alba, vi ricordate? Prima di questo evento, la Domenica era irrilevante nel calendario Ebraico, nessuna importanza, nessuna! Non aveva alcuna posizione speciale nè da un punto di vista religioso, nè da un punto di vista sociale. Era come tutti gli altri giorni.
Ma da quando il nostro Signore risorse dai morti, il primo giorno della settimana quel giorno non sarebbe stato più lo stesso. Perchè se il settimo giorno commemoriamo la creazione, o se commemoriamo la legge il settimo giorno, vogliamo certamente commemorare la resurrezione, non è vero? Se si celebra Dio come creatore e Dio come legislatore, si vuole certamente celebrarlo regolarmente e ancora più gioiosamente come Salvatore.
A proposito, nel versetto 9 vediamo il primo servizio di culto Domenicale. Si avvicinarono, presero i Suoi piedi e Lo adorarono. Un piccolo servizio, ma comunque un servizio di culto.
Aprite le vostre Bibbie a Luca 23, quello che stiamo cercando di fare è ristrutturare la scena, e non c’inoltreremo in tutti i dettagli, perchè abbiamo già visto un po’ tutto quello che accadde quando abbiamo concluso il libro di Luca, ma la cosa fondamentale di quel versetto, il versetto 7, è “presto”, spargete il messaggio perché questa giornata sarà piena. Dobbiamo iniziare presto.
Luca 23:55, “Le donne che erano venute con Gesú dalla Galilea, seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come vi era stato deposto il corpo di Gesú. Poi, tornarono indietro e prepararono aromi e profumi. Durante il Sabato si riposarono, secondo il comandamento. Ma il primo giorno della settimana - Luca 24:1 - la mattina prestissimo, esse si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparati. E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Mentre se ne stavano perplesse di questo fatto, ecco che apparvero davanti a loro due uomini in vesti risplendenti; tutte impaurite, chinarono il viso a terra; ma quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato; ricordate com’egli vi parlò quand’era ancora in Galilea, dicendo che il Figlio dell’uomo doveva essere dato nelle mani di uomini peccatori ed essere crocifisso, e il terzo giorno risuscitare’.
“Esse si ricordarono delle sue parole, e tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri. Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro. Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne. Ma Pietro, alzatosi, corse al sepolcro; si chinò a guardare e vide solo le fasce; poi se ne andò, meravigliandosi dentro di sé per quello che era avvenuto”.
Come vi ricordate, Pietro e Giovanni, si recarono al sepolcro, così come raccontano gli altri scrittori del Vangelo, e una volta che andarono, si resero conto che la risurrezione era avvenuta. Di nuovo, era Domenica mattina presto, le donne erano le prime, tornarono indietro, riferirono la testimonianza, poi ne arrivano altre, arrivano gli apostoli e al mattino prestissimo fu noto a tutti che il Signore era risorto e che era ancora vivo, il che significa che aveva compiuto la redenzione sulla croce, che era stato risuscitato per la nostra giustificazione. Che aveva vinto il peccato, la morte e l’inferno. Che aveva portato i nostri peccati nel suo corpo sulla croce, si è fatto peccato per noi ed è risorto dai morti in maniera trionfante.
Ed è ancora presto... Ed ancora quello stesso giorno, versetto 13: “Due di loro”, quello stesso giorno, era ancora il primo giorno, era Domenica – “due di loro andarono a un villaggio di nome Emmaus, e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesú stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano. Egli domandò loro: ‘Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?’ Ed essi si fermarono tutti tristi[b]. 18 Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: ‘Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?’” Come fai a non sapere quello che sta succedendo?
Egli disse loro: ‘Quali?’ Essi gli risposero: ‘Il fatto di Gesú Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose”.
E ovviamente, quello era importante perchè, vi ricordate perchè? Egli disse che sarebbe risorto il terzo giorno e quindi è probabile che loro nn avessero ancora quell’informazione, o che non ci credevano.
Infatti dice: “certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon’ora al sepolcro, non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo”, in realtà non ci credevano mica, non ci avevano creduto. “Allora Gesù disse loro: ‘O insensati e lenti di cuore – versetto 25 – a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette, non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?’ E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.
Quando si furono avvicinati al villaggio dove andavano, egli fece come se volesse proseguire. Essi lo trattennero, dicendo: ‘Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno sta per finire’. Ed egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero; ma egli scomparve alla loro vista.
Che giornata! Che giornata, ragazzi, al mattino apparve agli Apostoli e alle donne. Nel pomeriggio apparve a questi due sulla strada di Emmaus, ai due discepoli che rimangono innominati, Cleopa, e l’altro senza nome. Ma c’è ancora di più. C’è ancora di più.
Secondo il versetto 32, ‘essi dissero l’uno all’altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr’egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?’ E, alzatisi in quello stesso momento, tornarono a Gerusalemme e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, i quali dicevano: ‘Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone’. Essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane’”.
Quella sì che era una Domenica. O, a proposito, abbiamo il primo culto Domenicale e anche il primo sermone Domenicale. Dal versetto 25 al 27: “O insensati e lenti di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Non doveva il Cristo soffrire tutto ciò ed entrare nella sua gloria?’ E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano’”, il primo sermone della prima Domenica era un sermone espositivo.
Il primo culto, la prima Domenica, e non è finita, non è finita. Essi, avendo capito che Gesù era vivo, “tornarono a Gerusalemme - “qualcosa come 11 kilometri” - e trovarono riuniti gli undici e quelli che erano con loro, e dissero loro: “il Signore è veramente risorto”.
Poi la situazione divenne molto interessante, versetto 36, “Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesú stesso comparve in mezzo a loro, e disse: ‘Pace a voi!’ Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito . Ed egli disse loro: ‘Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io’. E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: ‘Avete qui qualcosa da mangiare?’ Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; egli lo prese, e mangiò in loro presenza”. E adesso lo sapevano, sapevano che tutte le cose scritte “sul mio conto sulla legge di Moseè, nei profeti e nei Salmi erano compiute”.
E anche la cronaca di Giovanni è piuttosto interessante. Andate a Giovanni capitolo 20, e anche in questo caso non stiamo cercando di studiare ogni minimo dettaglio, ma di vedere un po’ il quadro generale. Giovanni capitolo 20 versetto 1: “Il primo giorno della settimana Maria Maddalena andò al sepolcro ed era ancora buio, poco prima dell’alba, e vide la pietra già tolta dal sepolcro. Corse e andò a comunicarlo a Simon Pietro e agli altri discepoli... e vediamo ancora la stessa storia meravigliosa. Questo è il racconto di Simon Pietro che arrivò, trovò le fasce per terra e il sudario, e questo era il moento quando Maria Maddalena fu confrontata da Gesù, e dice al versetto 18: “Ho visto il Signore”.
Ed ora riprendiamo lo stesso racconto che abbiamo lasciato in Luca 24, qui al capitolo 20, versetto 19, “La sera di quello stesso giorno – i due erano tornati alla stanza superiore da Emmaus ed era – il primo giorno della settimana”, annotatevi questo per favore. Al versetto 19, “La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana”, non c’è da stupirsi che Gesù abbia detto: «Andate, e fate in fretta a dirlo a tutti», perchè con tutto quel correre avanti e indietro, il tempo stava scorrendo, ed era importante che tutte queste manifestaziooni del Cristo visibile avvennero in quel primo giorno.
Quindi è “il primo giorno della settimana e le porte erano chiuse”, vi ricordate che Luca disse che avevano paura e si spaventarono quando arrivo? Certo, perché le porte erano chiuse. Entrò tramite le mura, “Venne, e gli disse: ‘Pace a voi’, e gli disse quello, perchè senza dubbio, quando apparve erano in preda al panico, avevano paura perché pensavano che fosse morto ed erano in preda al panico perchè la porta era chiusa.
“e detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. Allora Gesú disse loro di nuovo: ‘Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi’”, ribadendo di nuovo l’incarico, e poi: “soffiò su di loro e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo’”, e quella era un’ anteprima, una promessa dell’arrivo dello Spirito Santo... Che giornata! Che giornata!
Il Venerdì sera, quando Gesù è morto, le loro speranze saranno distrutte, schiacciate e disfatte. Il massimo che potevano immaginarsi era quello di potersi riposare quel Sabato, perché non potevano fare alcun lavoro, o intraprendere alcun tipo di viaggio, e quindi anche le donne che volevano ungere il Suo corpo dovevano aspettare la fine del Sabato, e quello era un po’ il meglio che potevano fare, era una cosa carina da fare, un atto di bontà e rispetto del corpo di colui nel quale avevano riposto la loro fiducia ed ungerlo.
Però alla fine di quella Domenica, tutti sapevano che Gesù era risorto dai morti... Pietro lo sapeva, Giovanni lo sapeva, Maria Maddalena lo sapeva, le altre Marie lo sapevano, le altre donne lo sapevano, gli altri discepoli lo sapevano. E prima della Domenica sera anche il resto dei discepoli lo sapevano, con un’unica eccezione: chi? Tommaso. Tommaso era assente.
Riprendiamo da Giovanni 20:21, “Allora Gesú disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». E Detto questo, soffiò su di loro e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo’”, versetto 24: “Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesú”, un dubitatore, probabilmente, se ne stava li in un angolo e diceva: «Avevo ragione. Avevo tutte le ragioni per dubitare».
“Gli altri discepoli dunque gli dissero: ‘Abbiamo visto il Signore!’ Ma egli disse loro: ‘Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò’”, questo era incredibile! Versetto 26: “Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa”. Che giorno era? Domenica. Nei sette giorni intermedi non successe nulla. Era solamente quell’ottavo giorno che i discepoli si radunarono di nuovo.
Si radunarono anche gli altri giorni? Ovviamente! Cioè, si stavano nascondendo, “Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: ‘Pace a voi’. Poi disse a Tommaso: ‘Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente’. Tommaso gli rispose: ‘Signor mio e Dio mio!’ Gesú gli disse: ‘Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!’”
Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi – disse Giovanni – che non sono scritti in questo libro”. Ma il punto che voglio farvi notare è che la Domenica divenne improvvisamente un giorno molto, molto speciale. Gesù fece due apparizioni miracolose post-risurrezione ai discepoli, entrambe di Domenica, entrambe di Domenica. Di Domenica scoprirono che era risorto dai morti. Era di Domenica che riconobbero che l’Antico Testamento si stava compiendo, era di Domenica che il Padre affermò la sua opera di redenzione sulla croce. Era di Domenica che promise loro che avrebbero ricevuto lo Spirito Santo per ricever potenza nel loro ministero futuro. Era di Domenica che il passato del suo ministero e della sua morte acquisì senso... e che Domenica!
Quella Domenica Gesù risorse dai morti. Apparve di mattino, pomeriggio e sera. Si rivelò vivo alle donne, in quella stessa Domenica tenne il primo servizio di culto, predicò il primo sermone, incontrò due discepoli, spezzarono il pane insieme, si rivelò loro e poi scomparve miracolosamente.
Quella stessa sera s’incontrò con gli undici, meno che Tommaso e per due volte pronunciò pace su di loro e mangiò con loro. Sicuramente insegnò diverse volte quella Domenica, noon solo sulla strada per Emmaus, ma senza dubbio anche nella stanza superiore, quando gli disse che era venuto per adempiere a tutte le promesse dell’Antico Testamento.
In quella Domenica, disse ai Suoi discepoli che il perdono dei peccati era ora disponibile grazie a ciò che aveva compiuto, e che era disponibile verso tutti coloro che si sarebbero ravveduti e che avrebbero creduto. In quella Domenica proclamò la grande commissione, del fatto che avrebbero dovuto andare a proclamare il Vangelo. Lanciò, per così dire, la missione mondiale illimitata di evangelizzazione, incaricando i suoi discepoli ed apostoli di prendere il Vangelo e di proclamarlo fino alle estremità del mondo.
E quella Domenica, come ho detto, promise loro che avrebbero avuto la potenza dello Spirito Santo. Il nuovo patto era stato ratificato. Il perdono dei peccati per tutti i peccatori di tutte le epoche che si sarebbero rivolti a Dio era stato compiuto, che giornata! Che giornata! Era una Domenica, e prima di allora la Domenica non aveva assolutamente alcun significato, nessuno. Ma da quel giorno in poi la Domenica assunse un significato completamente diverso. La Domenica non sarebbe più stata la stessa.
La Domenica divenne, nella loro mente, il giorno della resurrezione del nuovo patto, perchè Dio aveva scelto quel giorno. Se il settimo giorno era stato designato da Dio per dilettarsi in Lui come Creatore, e poi era stato corrotto dalla caduta, se il settimo giorno era stato designato da Dio per incutere timore nel cuore a causa della violazione della sua legge santa, ecco qui c’è un altro giorno. Non era un giorno per celebrare la creazione o per celebrare il peccato, o la peccaminosità del peccato, era un giorno per celebrare la salvezza. La risurrezione era l’alba di un nuovo giorno, e così il nuovo patto aveva un nuovo giorno, il Sabato era finito ed il nuovo giorno era arrivato, ed era un giorno di celebrazione dell’opera di Cristo.
Ora, non è tutto qui. Perché otto giorni dopo? Il Signore stava dicendo qualcosa sul conto della Domenica, stava istituendo un giorno di commemorazione per il nuovo patto. Andate ad Atti 2 e lasciate che rafforzi un po’ questo concetto, Atti 2: “Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempí tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco - come di fuoco, non di fuoco vero e proprio, ma sembravano di fuoco... che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi”, questa era la venuta dello Spirito Santo.
Così come Gesù aveva promesso quando dice che “respirò su di loro” in Giovanni 20, quella era la sua promessa. Era una promessa che si realizzò nel giorno di Pentecoste. E qui abbiamo un adempimento profetico monumentale.
A proposito, tornate al capitolo 1 versetto 8, dice: “Riceverete potenza - Atti 1:8 - quando lo Spirito Santo verrà su di voi”, stava arrivando, e non molto tempo dopo che Gesù fece quella promessa, lo Spirito venne. E come sappiamo tutti, lo Spirito venne per dare ai credenti il potere di adempiere all’incarico di proclamare il Vangelo glorioso, oltre che per affermare la loro fede, per suggellare la loro fede, per dargli sicurezza e fiducia, per dare loro una testimonianza interna della validità del Vangelo.
Gesù aveva fatto questa promessa più volte. Giovanni 14:16, “ed io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi”, letteralmente: «Verrò a voi nello Spirito Santo, ovvero lo Spirito di Cristo».
Gesù fece quella promessa, Giovanni 14, Giovanni 15, Giovanni 16, ancora, e ancora, e ancora. Lo Spirito verrà. Prenderà dimora in voi. Vi battezzerà letteralmente nel mio corpo, facendo di voi la Chiesa. Vi darà doni, doni spirituali e abilitazioni. Vi darà potere per l’evangelizzazione, e come promesso, lo Spirito venne.
Ed è affascinante, non è vero? Il fatto che è avvenuto il giorno di Pentecoste? Il giorno in cui è nata la Chiesa, il giorno in cui i discepoli hanno ricevuto il potere. La prima volta che Cristo battezzò i credenti tramite lo Spirito nel suo corpo. Questo è il giorno in cui il regno prese vita. Questo è un giorno glorioso e meraviglioso!
E ricordate che nel capitolo 2 versetto 14 Pietro si alzò e predicò quel grande sermone sul significato della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. E dice al versetto 23: “quest’uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto,”
E poi continua a predicare un esposizione della promessa della resurrezione del Messia dal Salmo 16. Ed ebbe un impatto fenomenale, “Udite queste cose – versetto 37 - furono compunti nel cuore... gli disse: ‘Ravvedetevi, e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo... e tremila persone si convertirono.”
Perché vi sto dicendo tutto questo? Vi siete mai chiesti che giorno della settimana fosse la Pentecoste? Sapete che giorno della settimana era? È capitato che fosse Domenica. È capitato che fosse Domenica. Secondo Levitico 23:16, la festa delle settimane, la pentecoste, era designata per dedicare le primizie del raccolto di grano, cioè Maggio, Giugno. Si chiama Pentecoste, “pente” ovvero “cinque”, perché si verificò 50 giorni dopo il Sabato, che precedeva la festa delle primizie... Quindi c’era il Sabato, più 50 giorni, un calcolo semplice. Un Sabato più 7 Sabati, 49, cadrebbe di Sabato, giusto? Quindi il 50 sarebbe il primo giorno della settimana successiva, è di nuovo Domenica.
La Pentecoste cadde di Domenica. Per quanto quello sia stato unico, tutti quei riferimenti ci ordinando di osservare il primo giorno della settimana come se avesse un qualche tipo di significato speciale Mosaico. Non abbiamo alcun comando nel Nuovo Testamento riguardo al primo giorno della settimana. Abbiamo solamente il fatto ovvio che Dio riempì quel giorno con gli eventi più significativi nella fondazione della Chiesa, ovvero la risurrezione di Gesù Cristo e l’arrivo dello Spirito di Dio.
Gli eventi della risurrezione, la nascita della Chiesa ed il suo potenziamento, il completamento della salvezza, la venuta dello Spirito Santo; tutte queste realtà gloriose fondamentali che sono al centro della nostra redenzione, sono le realtà che hanno sostituito le ombre e le forme del Sabato. Ed esse avvennero di Domenica e quindi, il Signore scelse il suo giorno.
E proprio come vi ho detto questa mattina, quando nominò i dodici apostoli, lasciò da parte i capi d’Israele. Quando il Signore stabilì il primo giorno, lasciò indietro il settimo giorno. La legge Mosaica sul settimo giorno era terminata.
E la cosa peggiore che possono fare coloro che si definiscono Cristiani, è quella di prendere le restrizioni previste per il Sabato Mosaico ed imporle sulla Domenica. Questo è il contrario dell’intenzione del nostro Signore. Non permettete che nessuno v’imponga il Sabato, non siete più sotto la legge Mosaica. Non siete più sottoposti alle costrizioni, le cerimonie, le restrizioni ed i vincoli della legge Mosaica.
C’è un nuovo giorno, ci siamo lasciate il Giudaismo alle spalle. Ci siamo lasciati alle spalle il Sabato. Ci siamo lasciati alle spalle le guide d’Israele. Abbiamo un nuovo patto, abbiamo nuovi ministri di questo nuovo patto ed abbiamo un nuovo giorno. E non è per niente come il Sabato Mosaico.
O si, possiamo ancora... credo considerare il settimo giorno, il Sabato, un po’ come quel promemoria del fatto che il Signore ha creato tutto in sei giorni. Penso che sia una cosa meravigliosa. Possiamo ancora ricordare che fu la legge di Dio a cadere sul capo delle persone per quanto riguarda il Sabato, ed è bene ricordare che siamo peccatori, ma non c’è nulla nel Nuovo Testamento che prenda le restrizioni ed i vincoli dell’antico patto del Sabato Mosaico e che li imponga al primo giorno della settimana.
Tenete presente, per favore, che da Genesi 2, dove Dio si riposò, fino alla legge Mosaica, centinaia... secoli, secoli dopo, per tutto quel periodo, non c’erano alcune restrizioni comportamentali sul Sabato. Era solamente il giorno dedicato per ricordare Dio come il creatore, anche se gli uomini erano peccatori. Non c’erano alcune restrizioni, non c’erano alcuni vincoli. Tutto quello venne con Mosè. Iniziò tutto con Mosè e si concluse con l’abolizione dell’antico patto, l’istitutzione e la ratifica del nuovo patto.
E quindi la Domenica del nuovo patto, è un po’ come... un po’ come il vecchio Sabato della Genesi. Vi ricordate che Dio benedì il giorno del Sabato, lo rese un giorno benedetto nel ricordare il Creatore. Ebbene, benedì il primo giorno e lo rese un giorno per ricordare il Redentore. Quando originariamente, Dio istituì il giorno del riposo, quello era un giorno di riposo. Sotto Mosè, invece era un giorno per tutto meno che un giorno di riposo. Ma per noi il giorno del Signore dev’essere un giorno di gioia, un giorno di benedizione, dev’esser un giorno privo di restrizioni esterne. In un certo senso, in Cristo è stato riscattato un po’ il riposo originariamente identificato nell’Eden.
Qual è lo scopo del primo giorno? L’anima dev’essere rinfrescata. L’anima dev’essere rinfrescata con gioia, con la pace, con del piacere spirituale. L’anima dev’essere rinfrescata con la verità divina. L’anima dev’essere rinfrescata nel culto, nell’insegnamento, nella predicazione della Parola di Dio. Questo è un dolce dono da parte di Dio.
E dobbiamo essere molto grati del fatto che viviamo in un paese che ha ancora della vestigia d’impegno per la Domenica. Sta passando in fretta, non è vero? Ma è sempre stato concepito come un giorno di riposo. Non è un giorno che dovrebbe esser infuso di restrizioni, di vincoli presi in prestito dalla legge Mosaica. Quello è sempre stato un po’ il problema con la teologia pattista, non sanno dove iniziano o finiscono le cose nuove.
In Galati 4:9, “ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo?” Non tornate a quelle cose lì. “Osservate i giorni, i mesi, le stagioni e gli anni”, non fatelo! “io temo - dice Paolo – di essermi affaticato invano per voi”, voglio dire, ho sprecato il mio tempo per liberarvi in Cristo? Tornerete a osservare i giorni, i Sabati, i mesi, le stagioni, gli anni? Non siamo affatto sotto la legge del Sabato.
Bè, la Domenica della risurrezione era una Domenica molto speciale. La Domenica successiva era anch’essa una Domenica molto speciale. La Pentecoste fu una Domenica molto speciale. Certamente dopo la Pentecoste, la Domenica era ben radicata nel cuore del popolo di Dio. Adoravano solo la Domenica? No, no. Quanto spesso? Ogni giorno. Atti 2:46, “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.”
Vedete, loro lo stavano sperimentando ogni giorno, ed è quello che dovrebbe essere la Domenica. Dovrebbe essere un giorno in cui ci si riunisce. Dovrebbe essere un giorno in cui ci si dedica alla dottrina degli apostoli, alla comunione, allo spezzare il pane, alla preghiera. Dovrebbe essere un giorno in cui si mangia insieme con gioia, con sincerità di cuore, lodando Dio. Dovrebbe essere un giorno felice, un giorno gioioso, non è un giorno di restrizioni, non è un giorno nel quale ci troviamo sotto la minaccia della legge, è un giorno in cui celebriamo la nostra redenzione.
E quindi si radunarono ogni giorno, ma non ci volle molto prima che arrivassero a un giorno speciale. Andiamo insieme ad Atti 20, Atti 20. Qui vediamo solamente un poì più di dettaglio sulla storia. Ma Luca scrive che, insieme a Paolo, “partimmo da Filippi e cinque giorni dopo i giorni degli Azzimi arrivarono a Troas e ci rimasero sette giorni”, ora guardate qui, versetto 7: “Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane”
Non è interessante? Nessuna legge era stata stabilita, ma qui ci troviamo bene al centro del ministero dell’Apostolo Paolo. Sono passati anni dalla risurrezione di Gesù Cristo e non era nulla dincredibile, era solo un dato di fatto: “Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane”, era quello che facevano, si stavano ancora incontrando.
E tra l’altro, avevano il culto serale. Probabilmente rimanevano insieme il giorno intero. Come si fa a sapere che si tratta di un servizio serale? Perché predicò “fino a mezzanotte”, dice, predicò “fino a mezzanotte”, e c’erano molte lampade nella stanza superiore dov’erano riuniti. E c’era un giovane di nome Eutico che stava seduto sul davanzale della finestra”, quel nome significa ‘buona fortuna’. “Eutico seduto sulla finestra si addormentò” non proprio il luogo ideale per addormentarsi, “fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire” – vedete? Anche il predicatore più grande di tutti fece addormentare le persone, quell’uomo fu colto da un sonno profondo e cadde dal terzo piano e venne raccolto morto”.
Ora quello era un culto serale che continuò e continuò e continuò... e quel poveretto non ce la faceva più, allora Paolo scese, gli si gettò sopra ed abbracciatolo, disse: ‘Non vi turbate, perché la sua anima è in lui’... lo risuscitò dai morti... E sapete cosa? “Poi risalí, spezzò il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato lungamente sino all’alba, partí”. Mi piace quello. Quell’uomo non sapeva che fine fare con quello che voleva dire. Se qualcuno cade dalla finestra e muore, lo resusciti e lo riporti con il resto del gruppo. Io non ho finito e voi non avete finito di ascoltare, “il giovane fu ricondotto vivo, ed essi ne furono oltremodo consolati”.
Si stavano riunendo la Domenica e la riunione continuava e continuava, e continuava, perchè stavano lodano Dio e amavano quello che stavano ascoltando, la dottrina degli apostoli. Quello non era un incontro di un’oretta sulla via verso la spiaggia, gente. Erano affamati delle cose di Dio. La chiesa di Troas è esemplare del modello del culto Domenicale nella Chiesa primitiva e da allora.
Andiamo a 1 Corinzi capitolo 16, 1 Corinzi capitolo 16. Paolo sta scrivendo ai Corinzi e gli sta scrivendo a riguardo dell’offerta, della colletta: “Quanto poi alla colletta per i santi”, Paolo stava cercando di raccogliere dei soldi per i santi poveri di Gerusalemme ed alcune delle chiese gentili avevano soldi che potevano mandare per soccorrere quei poveri santi di Gerusalemme.
E quello che successe è che a Gerusalemme c’erano dei pellegrini durante la Pentecoste e molti di loro si convertirono, e ovviamente non volevano più ritornare nelle loro città, perchè mai tornare? C’era una sinagoga Ebraica e c’erano dei templi pagani, ma non c’erano chiese, c’era solo una chiesa a Gerusalemme, e dunque rimasero.
Come avrebbero vissuto? C’erano dei credenti a Gerusalemme che, quando accolsero Cristo, furono cacciati dalle loro case, e qualcuno doveva accoglierli, e quindi per quel motivo, fornire aiuto per prendersi cura di quelle persone era un po’ una sfida. Vi ricordate che alcune persone vendettero le loro terre, presero il ricavato e lo diedero agli apostoli affinché lo distribuissero per prendersi cura delle persone, come abbiamo imparato nei primi capitoli di Atti.
Quindi Paolo aveva l’idea di raccogliere i soldi per i santi di Gerusalemme, così come diresse le chiese della Galazia, volva anche che i Corinzi lo facessero. E quindi vediamo che cosa gli disse:
“Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi, a casa, metta da parte quello che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci siano piú collette da fare”, vorrei che lo facciate durante il culto Domenicale. Le offerte venivano fatte il primo giorno della settimana.
Ovviamente non è un giorno in cui siamo più santi degli altri. Non è un giorno in cui ci sono delle restrizioni su come dobbiamo comportarci, è solamente un giorno in cui celebriamo la nostra salvezza, è un giorno in cui glorifichiamo Dio, in cui ci concentriamo su ciò che Cristo ha fatto per noi, ed è per questo ci raduniamo e preghiamo. Per questo ci raduniamo e cantiamo inni. Per questo ci riuniamo e leggiamo le Scritture. È per questo che ci si raduna e si parla delle cose di Cristo e si gode di comunione l’uno con l’altro e si condivide quello che si sta imparando, è un giorno in cui si guarda alla realtà più importante della nostra vita, la nostra salvezza.
Ebbene, alla fine quel primo giorno divenne così prezioso per la Chiesa che ricevette un nome proprio. Andate al capitolo 1 dell’Apocalisse. Ottene un nome proprio, Apocalisse 1, Giovanni nel versetto 9 si trova sull’isola di Patmos a causa della Parola di Dio e della testimonianza di Gesù, perché è stato esiliato dai nemici del Vangelo.
E nel versetto 10 dice: “Fui rapito dallo Spirito nel – cosa? – giorno del Signore”, nel giorno del Signore. Alcuni pensano che questo si riferisca al “giorno del Signore”, il giorno escatologico del giudizio, improbabile, improbabile... Giovanni non ha sperimentato il giudizio finale del Giorno del Signore sull’isola di Patmos. Inoltre, il Giorno del Signore, tē hēmera tou kuriou è una frase distinta, il Giorno del Signore è tē kyriakē hēmera, frase completamente diversa usata solamente qui. Non si tratta del giorno escatologico del Signore, questa non è un’affermazione escatologica. Questo è il Giorno del Signore e non offre neanche una spiegazione.
Ora, quand’è che Giovanni sta scrivendo? Sta scrivendo 30-40 anni dopo Paolo, attorno al 96 d.C., alla fine del primo secolo, e a quel tempo non si chiamava più Domenica, o in qualsiasi altro modo. Per i credenti era ormai “il giorno del Signore”. Non c’è nemmeno bisogno di ulteriori spiegazioni.
E nel secondo secolo, giusto un paio d’anni più tardi, visto che Giovanni scrisse nel 96, troviamo un sacco di testimonianze del fatto che si trattava del modo abituale di riferirsi al primo giorno della settimana. Il primo giorno della settimana era il giorno del Signore, il giorno in cui onoriamo il Signore. Questo titolo per la Domenica si trova comunemente in molti, moltissimi scritti paleocristiani, ed è continuato nel corso di tutta la storia della Chiesa fino ai giorni nostri.
Non chiamo mai la Domenica, Domenica, la chiamo, il Giorno del Signore, e voi me lo sentite dire spesso. Il giorno del Signore, il giorno del Signore. Fu nel giorno del Signore che Giovanni ricevette la sua visione, la sua prima visione fu di Gesù, il Signore della Chiesa, giusto? Che cosa sta dicendo lì? “Fui rapito nello Spirito nel giorno del Signore ed udii dietro a me una voce potente come il suono di una tromba”, si girò e vide Cristo servire nei candelabri, vide Cristo servire nella sua chiesa. Vede il Signore della chiesa servire la Sua chiesa ed ebbe una visione del Signore che si muoveva nella sua chiesa durante la Domenica. È il Signore che diede inizio a quella visione e lo fece di Domenica, nel giorno del Signore.
Giovanni ebbe molte visioni nel libro dell’Apocalisse. Nessuna fu identificata con un giorno specifico, nessuna, questa era l’unica. Questo è il giorno del Signore perché è il giorno della resurrezione, è il giorno dello Spirito Santo. Non è il mattino del Signore. Non è il pomeriggio del Signore. Non è la sera del Signore. Non è l’ora del Signore. È il giorno del Signore.
Che cosa significa per te? C’è una ragione per la quale non facciamo il culto al Sabato sera. Sarebbe sbagliato? No, non è legge, non è necessariamente sbagliato. Ma non voglio essere quello che rompe la tradizione. Non voglio essere quello che rompe questo tributo meraviglioso e glorioso al Cristo risorto. Cristo dovrebbe essere innalzato 24 ore su 24, e 7 giorni su 7, giusto? E dovrebbe essere innalzato il Sabato mattina, il Sabato sera e tutti gli altri giorni della settimana. Ma mi sembra che Dio abbia messo la sua mano onnipotente sul primo giorno della settimana ed abbia detto: «Questo è il mio giorno. Questo è il mio giorno».
E i culti della Domenica sera stanno scomparendo un po’ dappertutto, se esistono ancora... è difficile trovarne uno... Ma come ho già detto, non è la mattina del Signore, è il giorno del Signore e secondo Ebrei 10:25 vogliamo assicurarci di non abbandonare, “la nostra comune adunanza, come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda tanto più che vediamo avvicinarsi il giorno”, man mano che ci avviciniamo al ritorno di Gesù Cristo, dovremmo aumentare la nostra comunione, non diminuirla, giusto? Stiamo andando nella direzione sbagliata, gente! I culti diventano sempre più brevi, più superficiali e meno numerosi, quando dovrebbero diventare più profondi, lunghi e frequenti.
Ma di nuovo, siamo proprio a quello che ho detto pocanzi, la predicazione superficiale tradisce le realtà profonde della Scrittura. La chiesa è piena di persone superficiali e di una comprensione superficiale dell’alta priorità dell’adorazione. Quindi, finché avrò vita e respiro, ci sarà sempre il culto della Domenica mattina ed il culto della Domenica sera.
E per il servizio della Domenica sera vi siamo venuti incontro e non abbiamo costruito un secondo piano, così che non dovete preoccuparvi di cadere e morire. La cosa peggiore che potrebbe capitarvi è quella di cadere e di sbattere la testa sulle panche nel mentre state prendendo posto, ma di quello ce ne possiamo occupare per bene.
Che cosa si aspetta il Signore da parte nostra nel suo giorno? Quello che posso dire è che ciò che si aspetta è un po’ ovvio, non è vero? Che lo celebriamo come Salvatore, che ci rallegriamo della sua croce, che gioiamo della sua risurrezione, che preghiamo insieme, che abbiamo comunione, che spezziamo il pane insieme intorno alla sua tavola e che ascoltiamo la dottrina degli apostoli, che ascoltiamo la predicazione della Parola ed accogliamo la sua verità gloriosa. Non sto parlando di legalismo. Non stiamo parlando dell’imposizione di antiche leggi Sabbatiche del vecchio patto. Ma certamente la grazia non richiede meno della legge, no è vero?
Credo che la domanda sia: quanto amate Cristo? Quanto è forte il vostro desiderio per l’adorazione? Non abbiamo intenzione d’imporre regole esterne. Tutto ciò che riguarda il nuovo patto è meglio dell’antico, tutto, compreso il giorno, compreso il giorno, perchè questo giorno non è pesante, è gioioso.
E so che la pensate così, perché quando Clayton viene qui la Domenica mattina e riempie questo sta con i musicisti, cantate con tutte le vostre forze per la gioia che si trova nel vostro cuore. Non vorrei mai vedere le persone vengano al culto come se fosse sosta sulla strada per qualsiasi altra cosa debbano fare durante la giornata. Quello non significa che non puoi fare qualche lavoretto nel pomeriggio, non significa che non puoi godere di un po’ di svago, di comunione e di fare altre cose, ma significa solo che c’è un giorno che Dio stesso ha ordinato affinchè vi concentriate principalmente sulla gloria della vostra salvezza. Cogliete ogni occasione possibile per riempirlo di adorazione, di lode, di comunione e di verità divina.
Non siamo sotto le regole dell’antico patto, non siamo sotto un sistema di condanna. Non abbiamo bisogno di ombre. Abbiamo la realtà, il vero riposo in Cristo. E questo è un giorno di riposo, non di riposo per celebrare la creazione, ma di riposo per celebrare la nuova creazione, la salvezza.
Quindi, invece di chiederti cosa non dovrei fare la Domenica, chiediti cosa dovrei fare. Cos’è che il mio amore per Cristo mi richiede? Cos’è che il mio cuore per Cristo mi richiede di fare? Non è vietato lavorare. Non è vietato giocare. Ma la cosa più importante è quella di dire che questo è il giorno più importante di tutti, il giorno in cui troverò la mia più grande gioia, e qual è la mia gioia più grande? La mia gioia più grande è quella di adorare e di essere in comunione con il popolo di Dio. E non potete farlo se portate solamente il vostro corpo qui, senza il vostro cuore. Esaminate il vostro cuore. È questo davvero il giorno del Signore per te? Spero di sì.
Padre, grazie di nuovo per la tua Parola, per il suo ristoro, per la sua bellezza, per la sua semplicità, per la sua ricchezza, per la sua coerenza che ci coinvolge. E anche se la studiamo settimana dopo settimana, anno dopo anno, essa ci giunge con una freschezza che porta gioia ai nostri cuori. Questo è il Tuo giorno. Vogliamo riempirlo con tutte le cose che si concentrano su di Te, che ci portano a dilettarci in Te, ad amarti, ad amare il tuo popolo, ad amare la tua verità, mettendo da parte i nostri cuori dalle cose del mondo, fissando i nostri affetti sulle cose di lassù, per esser determinati, naturalmente, non da ciò che non facciamo, ma da ciò che facciamo, per non essere determinati da ciò che non ci è permesso fare, ma da ciò che il nostro cuore desidera fare.
E questa sera guardo a queste persone e mi rendo conto che queste sono qui perchè è qui che vogliono essere. Tra tutti i posti in cui potrebbero essere, è qui che vogliono essere perché ti amano, perchè vogliono onorarti. Questo è il tuo giorno.
Che tutte le nostre vite siano ricolme di una comprensione speciale, di una comprensione speciale di quanto sia meraviglioso il promemoria settimanale della nostra salvezza eterna incorporato nel giorno del Signore. Dacci un amore per questo giorno, perché in esso c’è un chiaro amore per Te. Ti ringraziamo nel nome di Cristo, amen.
FINE
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