In questa serie che stiamo affrontando sulla persona e l’opera dello Spirito Santo, stavo meditando su quanto sia grave tentare d’adorare Dio in un modo da lui inaccettabile, e continuo a tornare al trentaduesimo capitolo del libro di Esodo, quando Mosè si trovava sul monte per ricevere la legge di Dio e ad avere comunione con Dio ed il popolo aveva fatto un vitello d’oro e quando Mosè scese e trovò il vitello composto dall’oro gettato nel fuoco, le persone diedero una sorta di spiegazione piuttosto interessante. La risposta del popolo fu più o meno una cosa del genere: “Beh, sai, abbiamo gettato il tutto nel fuoco e... questo n’è venuto fuori”, quella era la loro spiegazione, come se fosse stata una sorta d’esperienza esoterica.
Il Signore parlò a Mosè e disse: “Devi andare giù perché il popolo si è corrotto. Si sono fatti un vitello fuso, l’hanno adorato, gli hanno offerto sacrifici ed hanno detto: ‘Questo è il tuo Dio o Israele, che ti ha fatto uscire dall’Egitto’”.
Si trattava d’un travisamento totale della natura di Dio. Ma era più di quello, era un travisamento totale dell’opera di Dio, perché cominciarono a fare cose empie, cose immorali e brutte attorno a quel vitello d’oro e Dio ne richiese il massacro di migliaia come ricorderete, e prima che il giorno finisse molte migliaia di persone morirono e la promessa di Dio era che ne sarebbero morte altre migliaia. Il punto è che: Non si può tramutare Dio in qualsiasi cosa si voglia. Non puoi rendere Dio a tua immagine, secondo delle specifiche personali.
Ed in un certo senso, questo è quello che sta accadendo da alcuni anni a questa parte nel cosiddetto movimento Carismatico, ed in particolare, non è solo il fatto che hanno manomesso Dio Padre, spogliandolo della sua sovranità, della sua autorità assoluta, ma hanno anche manomesso la persona di Gesù Cristo riducendolo della sua gloria, ma in particolare hanno anche deciso di fare dello Spirito Santo una sorta di vitello d’oro. Lo Spirito Santo, nel movimento Carismatico, è completamente irriconoscibile se confrontato con l’insegnamento biblico riguardante questo terzo membro della Trinità. Lo Spirito Santo di cui parlano, quello che si sono creati è un vitello d’oro, “Oh è andata così, si sono buttati nel fuoco dell’esperienza umana e guarda un po’ che Spirito Santo ne è uscito”, e io direi che nessun movimento negli ultimi 50 anni ha fatto più danno alla causa del Vangelo, alla causa del Regno ed alla causa della verità Biblica del movimento Carismatico, ha avuto implicazioni di vasta portata.
Innanzitutto, questo movimento con la sua posizione aberrante di Dio, che non è sovrano, la sua posizione aberrante del Vangelo, una posizione Arminiana secondo la quale le persone possono tirarsi su da sole con le proprie forze, e certamente una posizione aberrante dello Spirito Santo, ma quel movimento ha anche richiesto d’essere accettato, richiesto d’essere accettato nel mondo evangelico che in gran parte ha fatto finta di niente ed ha detto: “Dai, vieni con noi, siamo tutti uno in Cristo”, ha richiesto d’essere accettato e con l’accettazione del movimento Carismatico è anche venuto il Cavallo di Troia, ed il Cavallo di Troia è entrato nella città, ed una volta aperto si sono liberate le truppe ed una miriade di cose sono morte e la Chiesa è stata poi corrotta da mille attacchi diversi, il suo discernimento è affievolito e la sua volontà di smascherare gli errori è in stallo.
E quello che poi succede è che la chiesa diventa letteralmente un rifugio per ogni tipo d’errore ed ogni tipo di autopromotori il cui sfacciato egoismo sostiene tali errori, e tale sfacciamento viene poi anche riversato nella chiesa tradizionale, cosicché anche coloro che non fanno parte di quel movimento iniziano ad imitare gli stessi modi di fare. Ha dato spazio a musica guidata da emozioni selvagge che viene chiamata adorazione anche se è tutto meno che quello, e gran parte non viene offerta genuinamente allo Spirito Santo, ma al suo vitello d’oro; ha inquinato la dottrina biblica della preghiera, e tra un paio di Domeniche sere parlerò della corruzione della dottrina della preghiera in questo movimento. Ha corrotto il concetto di fede, ha reso della fede una sorta di potere creativo tramite la quale si può parlare in esistenza qualsiasi cosa si voglia; ha dato l’opportunità di trovare popolarità ad ogni forma immaginabile ed inimmaginabile d’insegnamento anti-biblico, ed allo stesso tempo, continua a condannare le persone che lottano per l’integrità biblica.
Nelle generazioni precedenti, il movimento Carismatico sarebbe stato etichettato come eresia. Invece, ora sono a carico di ciò che è accettabile dominando i media con le loro deviazioni. Affermano - e questa è la parte più incredibile – affermano d’essere la forma più pura, potente e vera del Cristianesimo, e si assicurano di avere folle enormi affinchè sembri che Dio li stia benedicendo, e dicono che coloro che li rifiutano son in pericolo di bestemmiare contro lo Spirito Santo.
Ed è proprio quello il colmo, non è vero? Coloro che bestemmiano lo Spirito Santo ci accusano di bestemmiare lo Spirito Santo. Come ho detto, fanno l’opposto di quello che facevano i Farisei, loro attribuivano l’opera dello Spirito Santo a Satana, questi invece attribuiscono l’opera di Satana allo Spirito Santo. Sicuramente nella sfera pubblica, nella sfera mediatica non c’è nessun gruppo che ha mai distorto lo Spirito Santo di più di questo movimento. E alla luce di tutto questo, come ho detto la settimana scorsa, io non sono quì per difendere lo Spirito Santo, che sa badare a se stesso molto bene, ed il giudizio è certamente già pronunciato seppur possiamo solo attendere la sua realizzazione, ma l’incessante travisamento dei presunti miracoli dello Spirito Santo, delle presunte visioni date dallo Spirito Santo, persone che vedono cose passate, che vedono peccati passati visibili su schermi, profezie dallo Spirito Santo, viaggi in Paradiso, viaggi all’Inferno, rivelazioni divine in una miriade di forme, sogni in 3D sottoforma di rivelazioni divine, tutto questo è presente in questo movimento e si riversa nel mondo Evangelico a modi fontana. Un modo molto serio di trattare lo Spirito Santo, che non fa parte di tali cose.
Ma c’è una parola nel Nuovo Testamento che richiamo alla vostra attenzione, andate a Eerei 10:29 prima di passare a Romani 8. In Ebrei 10:29, c’è una parola che non si dovrebbe necessariamente estrarre dal testo, perché a primo acchitto sembra solo una piccola aggiunta alla fine di una serie di parole molto importanti, ma nel versetto 29 di Ebrei 10, si trova un tono molto serio nel leggere “Quale punizione più severa pensate che meriti colui che ha calpestato il Figlio di Dio?”. Arriviamo a questo punto e diciamo: “Wow”, questo significa che all’Inferno ci saranno gradi di punizione - e tra qualche settimana predicherò anche sull’inferno. All’inferno, ci saranno livelli di punizione differenti, l’inferno non sarà la stessa esperienza per tutti, ci saranno gradi di severità, ci saranno gradi più severi, e ancora più severi per coloro che vi si troveranno, ci saranno livelli di punizione.
La punizione più severa sarà inflitta a coloro che hanno calpestato il Figlio di Dio e considerato profano il sangue del patto. In altre parole, sarà verso coloro che hanno trattato con disprezzo il Suo sacrificio sulla croce che ratifica il Nuovo Patto fornendo la salvezza, coloro che l’hanno calpestandolo, considerato impuro, quello porterà all’Inferno più caldo. Ciò significa che qualcuno che vive in una qualche parte del mondo che non ha mai sentito parlare di Cristo perirà e andrà all’Inferno, perché senza Cristo si va all’inferno, ma l’inferno di quella persona non sarà un periodo di punizione severo come quello di coloro che hanno sentito il Vangelo, che hanno conosciuto il Vangelo, compreso il Vangelo e l’hanno rifiutato.
E quando arriviamo a quel punto del versetto diciamo: “wow, questo è un versetto davvero terrificante”, ma spesso però non arriviamo nemmeno alla fine del versetto, che dice: “e avrà disprezzato lo Spirito della grazia”, e qui c’è una pronuncia di giudizio altrettanto severa su coloro che insultano lo Spirito Santo. In questo versetto è evidente che rifiutare Cristo ed il suo sacrificio è un insulto allo Spirito Santo, perché, come ho sottolineato in Ebrei la scorsa settimana, Egli si è offerto per mezzo dello Spirito. Lo Spirito ha dato forza a tutta la sua vita, a tutto ciò che ha fatto e detto, ed era anche presente a dargli potenza, a rafforzarlo fino alla sua morte. E lo Spirito punta a Cristo dopo la croce, indica la sua morte, indica la sua risurrezione, punta a Lui come unico Salvatore, e questo è ciò che Gesù disse: “Lo Spirito testimonierà di me”, vi indirizzerà a Me, vi farà ricordare le mie parole, mi glorificherà. Quindi, quando si rifiuta Cristo, si commette un insulto contro lo Spirito Santo. Stai insultando lo Spirito Santo trattando con leggerezza e sminuendo il fatto che sta indicando all’opera gloriosa di Cristo.
E questo introduce il concetto del, “che cosa significa, ‘disprezzare lo Spirito della grazia’”? Tenete a mente che viene chiamato, “lo Spirito della grazia”, che indica l’idea che vuole compiere qualcosa che è un dono di grazia. “Avete disprezzato lo Spirito della grazia”, questa parola nel Greco è una parola interessante enubrizō, si pronuncia così in Greco, “enubrizō”, la cui radice verbale è ubrizō, e voi già la conoscete questa parola, per lo meno l’avete già sentita perchè c’è una forma Italiana di hỳbris, l’avete mai vista? O letta? Non viene usata spesso ma è un’ottimo termine perchè hỳbris è una translitterazione italiana che significa, “audacità”, significa, “insolenza”, significa, “trattare con disprezzo”, aver un attitudine d’inimicizia. Infatti, il verbo Greco, e potete verificare nel lessico, ma vedrete che “ubrizō” significa “adirare, insultare”, la parte dell’Inferno più calda sarà riservata a quelle persone che hanno insultato lo Spirito Santo. Ma questo non è ubrizo, che significa “adirare, o insultare”, questo è enubrizō, e quando si mette una preposizione al principio di un verbo Greco si ottiene un’intensificazione della parola, è così che funzionano le preposizioni,
Per cui enubrizō significa insultare violentemente - insultare violentemente. Fidati non vorresti mai trovarti ad insultare violentemente lo Spirito Santo... eppure chiunque rifiuta Gesù Cristo, rifiutando la conoscenza del Vangelo e voltando le spalle a Gesù Cristo ha commesso un atto violento d’audacia ed insolenza oltraggiosa contro lo Spirito Santo. Non c’è da stupirsi se l’Inferno sarà più caldo. Non solo hanno commesso un atto d’audace insolenza contro al Padre che ha detto: “Questo è il mio diletto Figlio”, o anche contro il Figlio stesso calpestando il sangue del Patto, ma anche sono stati audacemente insolenti ed oltraggiosi nei confronti della parola stessa dello Spirito Santo, un insulto violento. Non credo che la gente capisca che non si può calpestare la Trinità, questo avvertimento è molto chiaro. Per coloro che insultano lo Spirito Santo c’è un avvertimento di un giudizio severo.
Ora, so che il contesto si sta parlando di coloro che insultano lo Spirito Santo rifiutando Cristo. Ma ogni insulto contro lo Spirito Santo costituisce una violazione di ciò dovrebbe essere appropriato nei confronti dello Spirito Santo benedetto e puro. Tali oltraggi si verificano continuamente contro di Lui, dev’essere adorato, dev’essere onorato, dev’essere innalzato, dev’essere lodato, dev’essere ringraziato, dev’essere glorificato in ogni momento, proprio come il Padre ed il Figlio, per tutto ciò che è, e per tutto ciò che compie. Ciononostante, è - da un lato - la persona dimenticata dall’altro è la persona della Trinità più maltrattata. E quindi penso che sia giunto il momento di capire veramente in cosa consiste la sua opera. Dev’essere amato ed onorato da coloro che serve. Dev’essere adorato e venerato come colui che ci ha dato la vita, colui che vive in noi, colui che ci santifica, che ci guida, che ci rafforza, che ci abilita e ci suggella alla gloria eterna nel giorno in cui Lui stesso, lo Spirito Santo, ci risusciterà dai morti.
Tutto questo si trova qui in Romani 8, e ve l’ho letto. Questa è una panoramica del Suo aiuto potente e benevolo, dello Spirito della grazia. Chi mai insulterebbe - oltraggiosamente, audacemente insulterebbe lo Spirito Santo? Solo un pazzo.
Ora andiamo a Romani capitolo 8 con tutto questo in mente, questi passi - uno dall’Antico e uno dal Nuovo. Romani capitolo 8 inizia con questa grande dichiarazione di confidenza: “Non c’è dunque piú nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesú”, e questo non fa altro che stabilire il tono fin dall’inizio del capitolo; ci troviamo in uno stato privo di condanna. Se siamo in Cristo Gesù, non saremo mai condannati – mai! È così che il capitolo inizia ed è così che finisce, se andate al versetto 34, vediamo la domanda finale: “Chi ci condannerà?” Ebbene, se non è Cristo a farlo nessuno lo farà, e ripercorre la litania di cose giù fino alla fine, dove dice che nulla può separarci dall’amore di Cristo. Quindi inizia dicendo che non siamo sottoposti ad alcuna condanna, e termina proponendo ed eliminando tutti i modi possibili nei quali potremmo esser condannati, e quindi abbiamo un’affermazione di non condanna dal versetto 1 al versetto 39.
Questo è uno di quei capitoli nei quali ogni credente dovrebbe viverci; dovreste vivere in questo capitolo! È una promessa gloriosa di privazione di alcuna condanna per coloro che sono in Cristo, questa è la vostra sicurezza, è qui che dovete vivere e gioire del fatto che siete destinati alla gloria eterna. E come avviene tutto questo? Per mezzo del ministero dello Spirito Santo. Sì, sì, in base alla volontà del Padre. Il Padre ha scelto. Sì, sulla base del sacrificio di Cristo, che ha fornito la sostituzione necessaria per la nostra punizione, ma anche tramite l’applicazione dello Spirito Santo. Il piano intero è stato progettato dal Padre, ratificato dal Figlio ed applicato dallo Spirito. Oggi sono colui che sono in Cristo perché Dio mi ha scelto, Cristo è morto per me, ma oggi sono colui che sono in Cristo perchè lo Spirito Santo mi ha ricreato. Questa è la magnificenza del ministero della Trinità.
Così, mentre entriamo nel capitolo 8 e parliamo di ciò che è accaduto nella nostra salvezza per portarci in questo stato privo di condanna fino alla gloria, ci verrà presentato il fatto che è stato tutto compiuto dallo Spirito Santo. Vi accompagnerò in questo capitolo ed imparerete che lo Spirito Santo ci libera dalla morte, e l’abbiamo visto la volta scorsa, giusto? Nei versetti 2 e 3, lo Spirito Santo ci libera dalla morte - dal peccato e dalla sua conseguenza, la morte. Oggi impareremo che lo Spirito Santo ci permette di obbedire alla legge cambiando la nostra natura. Lo Spirito Santo ci libera dal peccato e dalla morte, ci dà la vita. Lo Spirito Santo ci permette, oggi stesso, di portare a compimento la legge cambiando la nostra natura. In terzo luogo, lo Spirito Santo un giorno ci porterà all’immortalità, e nel frattempo, lo Spirito Santo ci capacità a vincere contro il peccato. Lo Spirito Santo conferma la nostra adozione, garantisce la nostra gloria ed aiuta le nostre preghiere. È per questo che ci ritroviamo privi di condanna, grazie allo Spirito Santo.
Sapete, la strana ironia è che le persone che celebrano ed attribuiscono tutte queste follie allo Spirito Santo negano in gran parte la vera opera dello Spirito Santo. Non credono necessariamente che la rigenerazione sia un’opera divina, pensano che nell’uomo ci sia sufficiente grazia preventiva a permettere che il tutto si riduca alla sua volontà di credere, e non all’opera dello Spirito Santo, alla fede di ogni individuo, e questa sarebbe la teologia Arminiana. Direbbero anche che, così come si può fare qualcosa di veloce per ottenere la salvezza, la si può anche perdere velocemente. Non si ha alcuna garanzia di gloria. Infatti, se si dovesse morire senza confessare un solo peccato, con tutta probabilità si andrebbe all’Inferno, perchè in realtà non si è in una condizione priva di condanna in maniera assoluta e permanente, ma si è in uno stato privo di condanna solamente in un senso condizionale. Se si soddisfano le condizioni, ci si rimane, ma non appena si fallisce, si è condannati.
Quindi coloro che sostengono tutte le cose errate sullo Spirito Santo sbagliano sia la teologia che il resto. Non hanno idea di ciò che lo Spirito Santo sta compiendo in modo permanente, che ci libera dalla morte e ci da vita eterna, permettendoci di obbedire alla legge cambiando in modo permanente la nostra natura, elevandoci un giorno all’immortalità. E nel frattempo, ci abilita alla vittoria, conferma la nostra adozione in modo permanente, ci garantisce la gloria eterna e, nel frattempo, assicura tale gloria intercedendo in nostro favore sempre secondo la volontà di Dio e, come risultato, assicura la nostra salvezza in eterno.
Quindi, se volete comprare la versione Carismatica dello Spirito Santo, non la troverete mai in Romani 8. Se andate a Romani 8, vedrete il vero Spirito Santo, non il vitello d’oro, vedrete la vera opera dello Spirito Santo.
La volta scorsa abbiamo parlato del fatto che ci libera dal peccato e dalla morte dandoci la vita - versetti 2 e 3 - “Perché la legge dello Spirito della vita” - lì viene chiamato Spirito della vita in Cristo Gesù perché “libera dalla legge del peccato e della morte”, il termine “legge” non è usato nel senso di un codice morale o di una legge, ma come principio, il principio o potremmo dire la realtà o il potere dominante, e quindi si dovrebbe leggere così: “Perché la realtà dello Spirito della vita, o la potenza dello Spirito della vita in Cristo Gesù, vi ha liberato dalla potenza del peccato e della morte”, siete stati tolti dal regno del peccato, che produce la morte spirituale ed in fine una morte eterna ed avete ricevuto la vita dallo Spirito della vita.
Com’è possibile? “La legge non poteva farlo”, dice il versetto 3 che la legge non poteva perché la carne è troppo debole, non si può osservare la legge, per cui, Dio l’ha osservata. Come? “mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne”. Abbiamo detto l’ultima volta che la legge può condannare il peccatore, la legge condanna il peccatore, quello è il suo scopo, è quello che fa, però non può condannare il peccato. Ma in Cristo, Dio condanna il peccato, Cristo venne in sembianza di carne di peccato, seppur non peccaminosa, e si è offerto in sacrificio per noi, come sostituto, ha preso il nostro posto, e visto che Cristo ha preso su di sè la pena per i peccati di tutti coloro che crederanno, lo Spirito dà loro vita perché la giustizia di Dio è stata soddisfatta. Questa è la grande dottrina dell’espiazione sostitutiva, la dottrina della giustizia imputata che ci viene data sulla base dell’opera di Gesù Cristo.
E dunque Dio tramite la morte di Cristo ha fatto ciò che la legge non poteva fare. La legge non può salvare perché la carne è debole e non possiamo osservarla, Romani 3: “mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato”, ma Dio ha compiuto ciò che la legge non poteva compiere. La legge condanna il peccatore, ma Cristo, tramite la sua morte, ha condannato il peccato. La legge uccide il peccatore, ma Dio in Cristo uccide la potenza del peccato, una verità incredibile, e questa è l’opera dello Spirito Santo.
Voi vivrete per sempre in cielo, siete stati perdonati, siete stati ricoperti dalla giustizia di Cristo, siete passati dall’essere morti all’essere vivi, da spiritualmente morti a spiritualmente vivi, da eternamente morti a eternamente vivi, e tutto questo solo per opera dello Spirito Santo, deciso da Dio, ratificato da Cristo e applicato dallo Spirito Santo. Siete un prodotto dell’opera dello Spirito, e questa è la prima cosa.
Ora, c’è un secondo aspetto di cui cercherò di parlarvi un pochino, ma c’è molto da dire. Numero due: ecco cosa succede come risultato, Egli ci rende capaci di obbedire alla legge di Dio dandoci una nuova natura - Ci rende capaci di obbedire alla legge di Dio dandoci una nuova natura, ci cambia. Ora, ascoltate bene a questo perché è una verità davvero fondamentale, molto importante. Versetto 4: “affinchè” – ora questa è la conseguenza, dice visto che siete vivi, visto che vi è stata data la vita, visto che siete stati giustificati, ora che i vostri peccati sono stati pagati, ora che la morte è stata soddisfatta, la giustizia è stata soddisfatta, che l’ira è stata soddisfatta, ora siete vivi per mezzo dello Spirito Santo, siete nati di nuovo, avete ricevuto la vita, siete stati rigenerati, e tutto questo è possibile grazie al sacrificio di Cristo e dunque, per quanto vi riguarda, il peccato è condannato, voi no.
Ora, quali sono i risultati? Si tratta di un cambiamento così drammatico, e questo si riferisce alla giustizia imputata, ma si tratta di un cambiamento così drammatico, di un cambiamento di rigenerazione che ha un’altra componente che potremmo chiamare “giustizia impartita”, non bisogna confondere le due cose perché sono diverse, ma notate il versetto 4: “affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi”, non in Cristo. Il comandamento della legge è stato adempiuto prima in Cristo, e cosa richiedeva? “Il salario del peccato” è, che cosa? “la morte”, quindi quel requisito è stato adempiuto in Cristo. Egli ha preso il nostro peccato, è morto nella nostra morte, ha pagato la nostra pena ed ha ricevuto la nostra punizione.
Ma ora, di conseguenza, il requisito della legge può essere adempiuto in noi. E questo è perchè non siamo più le stesse persone che eravamo. Questa salvezza non è solo una cosa forense. Non è solo una dichiarazione divina, non è solo un cambiamento di status. Non è solo il passaggio da una sorta di casella divina ad un’altra. Non è solo una cosa categorica, è questo che intendo dire quando dico “forense o legale”, ma è anche “reale, esperienziale”, questa è la conversione.
Alcuni anni fa ho insegnato una serie sull’esser liberati, su tutti i modi in cui veniamo letteralmente trasferiti, trasformati. Ora guardate a cosa può accadere, dice: “la giustizia della legge”, ovvero, la giustizia della legge non è altro che la giustizia di Dio, riflessa nella sua legge, lo capite? La legge di Dio è semplicemente il riflesso della sua natura. Qualunque cosa sia giusta o sbagliata, come indicato nella rivelazione della Sua legge, è il riflesso di Colui che è santità perfetta. Come può essere? Come può il comandmaneto della legge adempiersi in noi? Perché prima di questo miracolo che abbiamo ricevuto vita dello Spirito Santo, non potevamo obbedire alla legge. Romani 3 dice che non c’è nessun giusto, neppure uno, nessuno che faccia il bene, nessuno che cerchi Dio, non c’è nessuno che può fare nulla di retto, Isaia dice che la nostra giustizia è come un panno sporco. Mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato. Non possiamo piacere a Dio. Siamo estranei alla vita di Dio. Siamo corrotti, e facciamo quello che fa nostro padre il Diavolo, seguiamo i suoi desideri e le sue brame. E come potremmo mai, tutto d’un tratto, obbedire alla legge?
Questa è la seconda grande opera dello Spirito Santo. Non solo siamo stati separati forensemente dalle conseguenze del peccato, ma siamo anche stati effettivamente separati dal potere del peccato. Questa è la santificazione, è successo qualcosa di reale. Siamo morti, Romani 6, giusto? Siamo morti con Cristo, e siamo risorti per camminare in... cosa? Nella stessa vecchia vita? No, in una nuova vita. Siamo risorti per vivere una nuova vita, siete nati di nuovo, non siamo più gli stessi, siamo una nuova creazione. 2 Corinzi dice che “Se uno è in Cristo, è una nuova creazione” (capitolo 5 versetto 17). Quindi siamo nuovi, ed ecco come viene definita questa nuova realtà, ascoltate quì, versetto 4; com’è che ora possiamo soddisfare i requisiti della legge? Dice: “Perché non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito”, abbiamo una potenza residente completamente nuova. Siamo una nuova creazione e siamo diventati il tempio dello Spirito di Dio. È una combinazione di una nuova persona, noi stessi, e di un’altra nuova persona, lo Spirito Santo, che si trova in noi.
E gente, per favore, questo è un fatto, quest’affermazione alla fine del versetto 4 è un fatto, notate, non è un comando, non è una richiesta, è un fatto. Non camminate secondo la carne, ma secondo lo Spirito. Quando sei un Cristiano, sei diverso. Sono 40 anni che cerco di far capire questa cosa. Non dirmi che sei un Cristiani se non sei diverso, non dirmi che sei un Cristiano se cammini secondo la carne. Non dirmi che sei un Cristiani se la tua vita assomiglia a quella di tutti coloro che non sono Cristiani, con l'eccezione che ti presenti in chiesa una volta ogni tanto.
Questo non si tratta di una responsabilità, o ci arriveremo quando arriveremo ai versetti 12 e 13, perché ci sarà una responsabilità, proprio come per la salvezza che è un’opera di Dio, ma non a prescindere dalla nostra fede. La santificazione è un’opera dello Spirito ma non è separata dalla nostra obbedienza. La Bibbia è scritta dallo Spirito Santo, senza prescindere dalla volontà degli scrittori. Siete sicuri di andare in cielo ma non a prescindere dalla vostra perseveranza. È sempre così, non è vero? C’è sempre un lato di responsabilità umana in ognuna delle grandi verità. Ma per ora quello che la Parola sta dicendo è che: “Non camminerete più secondo la carne, ma secondo lo Spirito”, camminare è l’espressione più antica per descrivere la direzione quotidiana, la condotta quotidiana, la propria disposizione, la propria inclinazione, è un fatto - è un fatto.
Infatti, il versetto 5 espande questo stesso fatto, “Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito”, e quindi ecco... ecco qui vediamo espansione categorica, camminate secondo lo Spirito perché la vostra mente è impostata sulle cose dello Spirito. Pensiamo in modo diverso e di conseguenza agiamo diversamente. E di nuovo, questa non è una richiesta, non è un comando, è un fatto. È come Efesini 2:10, che siete stati salvati per grazia mediante la fede, e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinchè nessuno se ne vanti, ma è per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato affinché voi camminiate in esse. È inevitabile che la vostra vita, che la vostra la vostra direzione, che la vostra la vostra disposizione, che la vostra la vostra inclinazione, che il vostro comportamento ed i vostri affetti cambieranno, cambierà tutto, tutto.
Questo è un versetto così critico. Non so come si possa trovare qualcosa di più utile per comprendere le realtà di base di chi siamo in Cristo se non azzecchiamo questo versetto. Non stiamo parlando di una virtù personale, di una sorta di cosa isolata che si spera un credente possa far realizzare nella sua vita. Stiamo dicendo che questo è il modo in cui vivrai se sei un credente, questo è il modo in cui vivrai. E in tutta onestà, questo è il motivo per il quale un vero penitente, un vero credente per cominciare viene a Cristo. Ci sono due cose in ballo: che cosa volevi quando sei venuto a Cristo? Che cosa cercavi? Beh, uno: volevi esser salvato dall’Inferno eterno. Non è vero? Due: volevi essere liberato dal tuo peccato, è l’atteggiamento delle beatitudine. Le persone che erano nel regno avevano fame e sete di giustizia, piangevano per il loro peccato ed erano sconvolte per la loro miseria.
Guarda, se il predicatore dice: “Dio vuole che tu sia felice”, allora abbiamo moltitudini di persone che vogliono essere felici e quindi tutti accorrono a Gesù, “Gesù, rendimi felice!” Se il predicatore dice: “se sei malato, hai problemi matrimoniali, frustrazioni finanziarie o se ti senti solo, “guarda a Gesù!”, che soddisferà i desideri del tuo cuore”, allora tutte le persone che si sentono sole, che hanno problemi matrimoniali, o che non vogliono sentirsi sole accorreranno a Gesù. Molti considerano la gioia più elevata essere collegata alla soddisfazione personale, giusto? La gioia più elevata sarebbe quella di stare bene, oppure quella di esser felici, oppure quella d’esser sposati con l’uomo perfetto o di avere quella casa che desidero tanto. La gioia suprema sarebbe quella di avere una promozione. Beh, se questo è quello che offri nel nome di Gesù, certamente riempirai lo stadio di Houston e tutti entreranno di corsa. Canteranno tutte le canzoni, correranno da Gesù, e spereranno che in cambio gli darà loro tutte le cose che li rendono felici.
Le persone che sono salvate non stanno cercando la felicità, stanno cercando la santità, è questo quello che cercano, c’è una grande differenza, una grande differenza, cercano la santità. Vogliono sfuggire al potere e alla pena del loro peccato. Ecco perché Ebrei 12:14 dice: “Ricercate la santità, senza la quale nessuno vedrà il Signore”, non ci si arriva percorrendo la via della felicità, ma percorrendo la via della santità. Finché le persone non sono costrette dal loro peccato a cercare un Salvatore e a perseguire la giustizia, non arriveranno mai veramente a Cristo, veramente. Cristo ha scontato la pena della legge di Dio per noi, affinché noi potessimo osservare la legge di Dio per mezzo della potenza dello Spirito Santo in noi. Cristo ha soddisfatto la pena al nostro posto; lo Spirito adempie la legge dentro di noi.
Quando il peccatore lascia il tribunale di Dio, il tribunale della pura giustizia di Dio, con il perdono per il peccato, non ha finito con la legge, non ha finito con la legge. Non ha finito affatto. La legge morale di Dio va dritta proprio al cuore del regno. Va dritta proprio al cuore di ogni vero Cristiano. La legge morale di Dio non è mai – ascoltate bene – non è mai più a suo agio che al centro del regno della grazia, perché la legge di Dio è un riflesso di Lui stesso e della sua volontà. La legge morale non può renderci santi, ma Dio può permetterci, tramite la rigenerazione alla presenza dello Spirito Santo, può permetterci di diventare progressivamente più santi e di adempiere la legge, e questo è un dato di fatto. Se sei un credente, sei nel processo della santificazione progressiva.
Che cos’è che lo sostiene? Cos’è che lo rende possibile? L’esposizione alla verità, giusto? 2 Corinzi 3:18, “Contemplando la gloria del Signore” – e dove la vediamo? Dove devi guardare per trovare la gloria di Dio? Dov’è rivelata? Nelle Scritture. Più la guardiamo, più siamo trasformati a sua immagine di gloria in gloria, in gloria, in gloria, secondo l’azione dello Spirito Santo. Quale strumento usa lo Spirito Santo per santificarci? La Parola. Quando guardate alla Parola e vedete la maestà, la gloria di Cristo, di Dio e dello Spirito Santo nella Parola, e vedete la gloria rivelata, siete letteralmente modellati in quella stessa immagine di gloria in gloria, salendo e crescendo, e questa è la santificazione progressiva ovvero l’opera dello Spirito Santo.
E cosa significa essere santificati e separati dal peccato? Significa diventare obbedienti alla legge di Dio, obbedienti alla volontà di Dio, fare ciò che piace a Dio che ci ha rivelato ciò che gli compiace. Ascoltate, l’obbedienza alla legge non è - non può essere il fondamento della nostra giustificazione, ma è il frutto della nostra giustificazione, ed è la prova della nostra santificazione. Coloro che sono giustificati sono anche santificati sotto l’influenza dello Spirito Santo, per la cui potenza viviamo e possiamo adempiere alla legge divina, e non è un fardello. Cosa disse Davide? “Oh, come amo la tua legge. Mi diletto nella tua legge”, Salmo 119, più e più volte, 175 volte, e poi nel versetto finale trovatosi ad ammettere la sua miseria. Amiamo la legge, è la nostra inclinazione, è il nostro desiderio, è la nostra fame, è proprio ciò che vogliamo.
E a grandi linee la si può pensare così: I comandamenti amorevoli di Dio, che sono giusti, che sono veri, che sono santi e che sono buoni, furono rivelati ad Adamo per proteggere la sua comunione e la sua gioia nel Giardino. Ora voi capite che Adamo non conosceva niente per intuito; non si può arrivare a Dio con l’intuito. Ecco perché Dio camminava e parlava con lui sul far della sera. Che cosa facevano? Vi dirò una cosa: non era Adamo a parlare con Dio, era rivelazione divina. Era Dio che riversava l’agenda su Adamo. Quella mattina, quando Adamo si svegliò e trovò davanti a sè una creatura mai vista prima, sapeva che doveva prenderla in moglie perché, perchè Dio gliel’aveva detto. Adamo sapeva quali erano le sue responsabilità nel Giardino perché Dio gliel’aveva detto. Adamo sapeva cosa non doveva fare perché gliel’aveva detto. Adamo sapeva quello che sapeva perché Dio gliel’aveva detto. Dio era sempre la fonte della verità. Dio diede ad Adamo dei comportamenti che erano il riflesso della volontà di Dio e di ciò che gli sarebbe stato gradito.
Quindi diremmo che i comandamenti amorevoli di Dio che diede ad Adamo, avevano lo scopo di portargli gioia nell’obbedienza, giusto? Poi la caduta, e cosa successe? Le regole non cambiarono. La legge era la stessa, ma ora era negativa, era restrittiva, era proibitiva, e non produceva più comunione con Dio, ma separazione, era tutto andato a male. Non produceva più gioia, ma dolore. Non aveva più un’anticipazione futura di benedizione continua, ma una di dannazione. Nell’Eden, la stessa legge, la stessa rivelazione di Dio produceva amore, comunione, gioia, speranza, benedizione. E dopo la caduta, quella stessa legge era adesso negativa, proibitiva, restrittiva, separava l’anima da Dio, condannava l'uomo, lo rendeva colpevole, senza pace, senza speranza, destinato al giudizio.
E poi arriva il Vangelo. Quegli stessi comandamenti, gli stessi comandamenti che Dio ha dato nell’Antico Testamento, comandamenti coerenti con la sua natura, che ci hanno dannato e condannato, ora diventano le stesse cose che desideriamo fare perché definiscono la nostra comunione con Dio, e la nostra gioia, non è vero? “Queste cose vi scrivo”, ha detto Giovanni, “affinchè la vostra gioia sia completa”; “Felice è l’uomo che ascolta la mia Parola e la osserva”, se volete una relazione con Dio, se volete gioia in quella relazione, benedizione, speranza, dovete fare le cose che Lo compiaciono. E le cose che lo compiaciono e l’onorano sono le cose che ha rivelato come giuste, buone e sante. Prima non potevate farle, era tutta una condanna. Ora però vi è stata data la vita, siete una nuova creazione. Avete la capacità di fare ciò che non avreste mai potuto fare nel passato, e non solo avete la capacità di farlo perché siete una nuova creazione, ma avete anche un assistente, un aiutante divino: lo Spirito Santo.
È stato Agostino a dire: “La grazia è stata affinchè la legge fosse adempibile”, ed ora può esser adempiuta perchè lo Spirito Santo ha cambiato la nostra natura e dimora in noi. Non voglio esagerare, ma capite che si tratta di un ministero molto personale? Un ministero molto, molto personale per ognuno di noi? Il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo - non solo la Chiesa nel suo insieme, ma voi come individui. Lo Spirito è lì per aiutare la nuova creazione a compiere la legge di Dio. Questa è la vostra inclinazione, questa è la vostra disposizione, questo è ciò che amate, questo è ciò che volete se siete nati di nuovo. Il conforto che ci viene dallo Spirito Santo è legato alla nostra obbedienza. La sicurezza che viene dallo Spirito Santo è legata alla nostra obbedienza, la gioia è legata alla nostra obbedienza, l’assenza di paura, d’ansia e di dubbi è legata alla nostra obbedienza. E ne abbiamo la capacità perché siamo stati fatti nuovi ed abbiamo lo Spirito Santo dimorante che ci capacita, che dono straordinario!
Ora torniamo per un attimo al versetto 5, nel mondo ci sono solo due tipi di persone – e la prossima volta ci soffermeremo di più sul versetto 5 – ma ci sono due tipi di persone, coloro che sono secondo la carne, che si concentrano sulle cose della carne, e coloro che sono secondo lo Spirito, che si concentrano sulle cose dello Spirito. E, naturalmente, la mente fissata sulla carne è morta e la mente fissata sullo Spirito è vita e pace.
Giusto per semplificare un po’ la vostra prospettiva del mondo, voglio aiutarvi un pochino quì, mio nonno diceva sempre che al mondo ci sono solo due tipi di persone: i santi, e gli anti. Forse è un po’ una semplificazione eccessiva, ma ci sono solo due tipi di persone al mondo. I due tipi di persone sono quelli che vivono secondo la carne e coloro che vivono secondo lo Spirito. Le persone che vivono secondo la carne e che fanno tutto ciò che la carne detta - la concupiscenza degli occhi, la superbia della vita, e la concupiscenza della carne - sono cose del mondo, come ci dice 1 Giovanni. Sono le persone che lo seguono, che seguono il loro padre, il diavolo. Sono dei bugiardi come lui e sono assassini come lui, nel cuore se non anche nella realtà, seguono i suoi desideri, e questi sarebbero un tipo di persone, le persone che operano secondo la carne.
E dunque, c’è solamente un altro gruppo di persone, coloro che operano secondo lo Spirito. Ascoltatemi bene: Dio non divide mai le persone per razza – mai! Dio non divide mai le persone per sesso. Le divide in base a preferenze sessuali, perché è peccato, ma non divide mai le persone per cultura, istruzione, razza, sesso, condizione economica, etnicità status sociale - niente di tutto ciò. Tutte le persone sono divise in due categorie: coloro che vivono secondo la carne e coloro che vivono secondo lo Spirito. Quelli che badano alle cose della carne e quelli che badano alle cose dello Spirito. Quelli che camminano secondo la carne e quelli che camminano secondo lo Spirito. I Cristiani sono le persone che operano nello Spirito, vivono nello Spirito, pensano nello Spirito, camminano nello Spirito, tutto qui! Questa è l'unica differenza riconosciuta da Dio. In Cristo non c'è né Giudeo, né Gentile, né Greco, né maschio, né femmina, né schiavo, né libero. Ed amo proprio questo della nostra chiesa, non facciamo distinzioni, tranne questa.
David Brown, molti anni fa, scrisse: “L’umanità dev’esser sotto l’influenza predominante di uno o dell’altro di questi due principi. E a seconda di quale dei due faccia da padrone, la loro vita e le loro azioni saranno caratterizzate di conseguenza”, e poi Hodge, il grande teologo, disse: “L’inclinazione dei pensieri, degli affetti e delle occupazioni è l’unica prova decisiva del carattere” - L’inclinazione dei pensieri, degli affetti e delle occupazioni; quello che pensate, quello che volete, e come camminate.
E come ho detto, potete dare anche un’occhiata al versetto 5 - e lo esamineremo un po’ di più, ma potete vedere nel versetto 5 la parola “mente”, “volgono la mente”, e poi la vedete di nuovo nel versetto 6, “mente”, e poi la vedete di nuovo nel versetto 7, “mente”, due volte nel versetto 6. Mente, mente, mente, mente – quello che produce il “camminare, camminare, camminare, camminare” è la mente, la mente, la mente, la mente. Il camminare indica il comportamento, la “mente” indica il pensiero. “Secondo”... indica alla natura. Quindi, se camminate secondo la carne, cioè secondo la vostra natura non convertita e non rigenerata, e pensate cose carnali, fate cose carnali; se invece viviamo secondo lo Spirito come nostra natura, pensiamo alle cose dello Spirito e camminiamo nelle vie dello Spirito. Questa è una chiarezza meravigliosa nel flusso del pensiero di Paolo. E quindi eccoci qui, volendo con tutto il cuore, anelando, desiderando d’adempiere alla legge di Dio, perché abbiamo desideri che non avevamo prima della nostra conversione, desideri che sono stati posti dalla trasformazione della nostra natura e dallo Spirito Santo, che è sempre presente, che dono - che dono.
Trattiamo lo Spirito Santo come merita d’essere trattato. Onoriamolo per ciò che fa veramente senza attribuirgli ogni sorta di cose orribili che non accetterebbe mai, mai... Che non siamo mai noi ad essere colpevoli d’averlo insultato; ne vedremo di più la prossima volta.
Padre, ti ringraziamo di nuovo questa mattina. La tua Parola è per noi luce e vita. Quanto siamo ricchi grazie alla verità che ci è stata presentata settimana dopo settimana. Una verità stupefacente, gloriosa, di cui i nostri cuori sono affamati, accolgono, amano; e quando la mastichiamo e ci meditiamo sopra ci porta gioia, ci guida e produce lode, adorazione e ci porta a cantare. Grazie per tutto questo, grazie, o Spirito Santo, per la tua opera, sii onorato in questa generazione, sii onorato, sii innalzato, sii esaltato perchè ne sei degno. Amen.
FINE
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