Stiamo seguendo una serie sullo Spirito Santo che è nata dalla preoccupazione del mio cuore nei confronti dei modi terribili in cui lo Spirito Santo viene disonorato nel mondo evangelico di oggi. Il movimento Carismatico è in prima fila nell’abusare lo Spirito Santo, nel rattristare lo Spirito Santo, nell’insultare lo Spirito Santo e persino nel bestemmiare lo Spirito Santo. E a questo punto sembra proprio che si tratti di un abuso sfrenato ed implacabile nei confronti dello Spirito Santo. Come ho detto all’inizio della serie, il peccato imperdonabile che Gesù ha menzionato nel Vangelo di Matteo era quello di attribuire a Satana le opere dello Spirito Santo, e credo che oggi esista un’inversione di quel peccato, ovvero quello di attribuire allo Spirito Santo le opere di Satana. Questo è ovunque nel nostro mondo e gli abusi sono evidenti un po’ per tutti.
È molto popolare dire qualsiasi cosa si voglia sul conto dello Spirito Santo, è popolare assegnarli qualsiasi cosa si voglia per acquisire autorità sulle persone. Al giorno d’oggi, disonorare lo Spirito Santo è come uno sport. Ci sono attacchi a Dio Padre, il “Teismo Aperto”, che sarebbe un attacco teologico che fondamentalmente insegna che Dio non è onnisciente, non sa ogni cosa, non conosce il futuro, è un attacco teologico. Ci sono attacchi a Dio Figlio. Uno, chiamato “la Prospettiva Paolina” che nega la morte espiatoria di Cristo sulla croce, che attacca la natura stessa di Dio, proprio come fa il “Teismo Aperto”, attacca la natura dell’opera di Cristo, ed è un attacco alla dottrina dell’espiazione, dell’imputazione e della giustificazione.
E provenienti dalla chiesa ci sono sempre stati attacchi di natura teologica nei confronti del Padre e del Figlio; ma gli attacchi allo Spirito Santo, pur essendo dottrinali, non si presentano come dottrinali, non sono identificabili come dottrinali. Sono solamente cose di natura esperienziale che vengono implacabilmente attribuite allo Spirito Santo. Attaccano tragicamente Dio, il Dio glorioso che è tre in uno. In sostanza, il movimento Carismatico ha rifiutato la vera identità dello Spirito Santo, ha rifiutato la vera opera gloriosa dello Spirito Santo e l’ha sostituito un Dio falso, l’ha sostituito con un falso Dio... c’è un Dio falso identificato come lo Spirito Santo che non è lo Spirito Santo, è un Dio creato dalle persone nella chiesa odierna, è un vitello d’oro è un travisamento di Dio Spirito.
Ed il movimento ignora liberamente la verità sullo Spirito Santo e con sconsideratezza erige un idolo dello Spirito nella casa di Dio, bestemmiando lo Spirito Santo usando il Suo stesso nome. Ci sono così tante illustrazioni di questo fenomeno che si fa fatica a stargli dietro. C’è un nuovo libro che è l’attuale bestseller, in cima alla lista del New York Times, è un libro scritto dal mondo cristiano intitolato “Il Paradiso per davvero” (Heaven Is For Real); è un libro che, presumibilmente racconta il viaggio in Paradiso di un bambino di quattro anni durante un’appendicectomia, è andato ed è tornato, e si potrebbe pensare che un libro del genere non riuscirebbe nemmeno a cadere dallo scaffale, tanto meno che qualcuno lo prenda e lo compri, ma solamente nei primi nove mesi ha venduto cinque milioni di copie. Cinque milioni di copie di un libro che racconta la storia di quello che un bambino di quattro anni ha visto in Cielo durante la sua visita mentre era sottoposto all’appendicectomia.
Dice che ha visto il Padre e che aveva ali come Gabriele, ha visto Gesù che aveva gli occhi azzurri ed era alto solamente la metà di Michele ed era più basso di Gabriele, ma anche se era più passo era comunque più potente di loro e cavalca un cavallo arcobaleno che solo Lui poteva cavalcare. Ed ha visto anche lo Spirito Santo. E lo Spirito Santo era una nube trasparente di colore blu che fluttuava sparando raggi di potenza verso la terra. Cinque milioni in nove mesi? È da qui che traiamo la nostra prospettiva sullo Spirito Santo, su Dio Figlio, su Dio Padre e sul Cielo stesso? Da una bufala? Da una frode? Un bambino di quattro anni la cui immaginazione, senza dubbio, è stata stimolata ed ampliata dai suoi genitori...
Lo Spirito Santo è stato tramutato nell’ultima uscita dei giocattoli trasformabili, può diventare qualsiasi cosa si voglia, può assumere qualsiasi forma, può diventare qualsiasi cosa sia di conforto, qualsiasi interesse, può diventare qualunque cosa ti permetta di manipolare le persone per i tuoi scopi e puoi dargli la colpa. E come ne abbiamo già parlato nelle scorse settimane, questa è una sorta di bestemmia e d’insulto indegna di ogni vero Cristiano e certamente incoerente con ciò che la Scrittura dice, sia che si tratti di una grave eresia riguardo allo Spirito Santo, sia che si tratti di un’esperienza frivola e di un travisamento, ma in ogni caso, qualunque sia questo travisamento, questa falsità porta disonore allo Spirito Santo, che è degno di tutto l’onore, di tutta la lode e di tutta la gloria.
Abbiamo quindi cercato di avere una prospettiva chiara di chi sia lo Spirito Santo e di quale sia il suo ministero, in modo da poterlo adorare in spirito e verità. E come punto di partenza della nostra serie, da un punto di vista testuale siamo andati a Romani 8, quindi, se volete, potete aprire la vostra Bibbia a Romani 8. Sono stato molto incoraggiato dalla risposta a questa serie, ci avete rilasciato dei commenti meravigliosi, dicendoci che vi è di benedizione e che avete inziato a vedere le cose in modo fresco e nuovo e che questa serie sta cambiando il modo in cui vedete lo Spirito Santo e il modo in cui lo lodate, il modo in cui lodate in generale, che è una cosa molto, molto centrale per la vostra vita cristiana.
Arrivando all’ottavo capitolo di Romani, naturalmente notiamo che il libro di Romani è a riguardo del Vangelo ed i cinque capitoli iniziali parlano del Vangelo. Il primo paio di capitoli parla del bisogno del Vangelo e della peccaminosità degli esseri umani, e poi dal capitolo 3:21 al 5 - alla fine del capitolo 5 al versetto 21, parla della salvezza offerta in Cristo per soddisfare quel bisogno, quindi si può dire che è un libro a riguardo del Vangelo. Il capitolo di apertura presenta il vangelo di Dio, dal versetto 1 al 17, poi viene presentata la peccaminosità dell’uomo, e poi la soluzione nella meravigliosa morte e risurrezione sacrificale di Gesù Cristo; e quindi prima di arrivare alla fine del capitolo 5, hai già compreso per bene il fatto che la salvezza è per grazia tramite la fede in Cristo, non per opere, e questo è descritto molto, molto chiaramente, la via della salvezza è tracciata molto chiaramente.
E quindi quando si arriva al capitolo 6 del libro di Romani, si parla dei benefici del Vangelo, che si estendono fino al versetto 39 del capitolo 8. Quindi abbiamo il capitolo 6, il capitolo 7 ed il capitolo 8 che si focalizza sui benefici del Vangelo. In un senso molto generale, potremmo dire questo: Il 6 ed il 7 trattano i benefici negativi e l’8 quelli positivi. Il 6 e il 7 trattano i benefici negativi in questo senso: è una sezione dei non più: “non siete più sotto la legge, non siete più schiavi, o in schiavitù del peccato, non siete più sotto la maledizione, non siete più morti siete tornati in vita. Non siete più vittime della vostra carne”. Quindi, il 6 ed 7 pronunciano gli aspetti negativi, che sono certamente positivi nel loro effetto, ma sono articolati in modo negativo: libertà dalla legge, libertà dal peccato, libertà dalla punizione, libertà dalla morte.
Ma quando si arriva al capitolo 8, si entra negli aspetti positivi e l’opera santificatrice dello Spirito Santo diventa il tema centrale del capitolo 8, quella che sarebbe l’opera dello Spirito Santo in noi, per noi, con noi. Ed abbiamo scoperto che il capitolo 8 è più di un testo a sé stante, ma che è un punto di partenza che ci manda in tutto il Nuovo Testamento per trovare passi comparativi che ne espandano il suo contenuto; non ne vedremo molti di quelli perché ci stiamo limitando per poter completare lo studio di quest’ottavo capitolo, ma al di là di tutto vediamo la vastità delle cose che vi sono rivelate sullo Spirito Santo e come possono essere chiarite in maniera più particolare anche da altre parti del Nuovo Testamento.
Quindi stiamo esaminando la sezione che tratta i benefici della salvezza, ed è qui che l’opera dello Spirito Santo inizia a diventare più chiara per noi. Il Padre ha fatto il piano, il Figlio lo ha reso possibile e lo Spirito Santo lo fa funzionare. Ok? Il Padre l’ha progettato, il Padre ha dato inizio alla salvezza, il Figlio l’ha convalidata e lo Spirito Santo applica la realtà della salvezza. Il Padre è colui che ci ha scelti, il Figlio è colui che ci ha redenti e lo Spirito è colui che ci santifica. L’elezione è opera del Padre, la giustificazione è l’opera del Figlio, e la santificazione è l’opera dello Spirito. La Trinità intera è impegnata nella meravigliosa realtà della salvezza.
Quindi, quando entriamo nel capitolo 8 e guardiamo all’opera dello Spirito Santo nella vita del credente, mentre lo santifica positivamente, si arriva a questo punto: ci stiamo muovendo dalla grazia alla gloria, ok? Non siamo più sotto condanna (così inizia il versetto 1), non siamo più sotto la condanna a morte da parte della legge, siamo stati liberati dalla legge del peccato e della morte. Ci è stata data una nuova vita, siamo stati rigenerati, siamo nati di nuovo ed ora iniziamo a sperimentare il potente ministero continuo dello Spirito Santo che ci sta portando dalla grazia alla gloria. E questa è una cosa così importante da capire perchè è qui che viviamo.
Una giusta comprensione del ministero dello Spirito Santo è necessaria per lodare lo Spirito di Dio per le cose che sta facendo in questo momento nella nostra vita. Non si può lodare lo Spirito Santo come si dovrebbe e come si deve se non si comprende cosa sta facendo e cosa lo rende degno d’essere lodato.
Quindi, nell’ottavo capitolo, scopriamo queste cose: nei versetti 2 e 3 vediamo che ci libera dalla morte, dal peccato e dalla morte; nel versetto 4, ci rende capaci di obbedire alla legge. Non si tratta solo del negativo, dell’essere liberi dalla maledizione della legge, ma anche del positivo, ovvero l’esser resi capaci di obbedire alla legge. Dal versetto 5 all’11 invece, cambia la nostra natura. Dal versetto 12 al 13: ci abilita continuamente alla giustizia; e dal versetto 14 al 16, conferma la nostra adozione come figli di Dio; e questo ci porta giù al versetto 17, dove troviamo l’ultimo ministero identificabile dello Spirito Santo di questo capitolo, Egli garantisce o assicura la nostra gloria eterna futura. Egli garantisce o assicura la nostra gloria eterna futura e questo, ovviamente, è il dono dei doni di Dio, una salvezza inviolabile.
Abbiamo la garanzia della gloria eterna. Questo è il migliore di tutti gli elementi della salvezza, perché cosa sarebbe una salvezza perdibile? E come ho detto spesso, se potessimo perderla, la perderemmo. Se dipendesse da noi in qualche modo la perderemmo, perché nessuno di noi potrebbe mai fare quello che serve per assicurarsi con i propri meriti la salvezza da Dio. Quindi l’unica speranza che abbiamo per la gloria eterna, la parte finale della nostra salvezza, il capitolo successivo, è d’essere assicurati dallo stesso Dio che ci ha scelti, chiamati, giustificati e che un giorno ci glorificherà.
E quindi lo Spirito Santo è colui che mentre ci santifica, ci assicura allo stesso tempo. Quindi potremmo dire che le due opere dello Spirito Santo sono la santificazione e la sicurezza. Giù fino al versetto 13, possiamo dire che siamo santificati dallo Spirito Santo, a partire dal versetto 14, lì vediamo che siamo adottati come figli di Dio (che è una relazione permanente), lì potremmo dire che l’opera dello Spirito Santo è quella di metterci al sicuro. Ci conforma progressivamente ad uno standard di giustizia, che è modellato perfettamente da Gesù, e questo l’abbiamo già visto – e ci assicura, ci trattiene, questo è il significato di Efesini 1:13 quando dice che abbiamo ricevuto il sigillo dello Spirito. Quel sigillo non può essere spezzato. Abbiamo il sigillo dello Spirito. Abbiamo il pegno dello Spirito. Abbiamo la garanzia dello Spirito. Oppure, come dice quì al versetto 23, “abbiamo le primizie dello Spirito”; che sarebbe a dire che Dio ci dà le primizie di un raccolto più completo che verrà nella gloria, questa è la nostra garanzia della gloria futura.
Lo Spirito Santo, dunque, compie in noi questa duplice opera di santificazione, ovvero, il conformarci a Cristo, che è il modello. Ricordate, abbiamo detto che Cristo ha vissuto una vita di 33 anni per stabilire il modello di santificazione a cui cerchiamo di conformarci sotto il potere dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è dunque impegnato in quell’opera di conformarci a Cristo, che sarà perfezionata solo quando lo vedremo faccia a faccia. Ma qui vedremo anche che ci assicura la nostra gloria futura.
Chiunque ti dice che puoi perdere la tua salvezza non comprende cosa sia la salvezza. Chiunque dica che si può avere la salvezza e perderla non comprende la salvezza. La salvezza è un dono dato da Dio prima della fondazione del mondo, e tra poco leggeremo che tutti coloro che rientrano in questa categoria, coloro che sono stati scelti da Dio, saranno glorificati, perché coloro che ha predestinato, ha chiamato, e coloro che ha chiamato, ha giustificato, e coloro che ha giustificato, ha glorificato. Gesù disse: “Tutti coloro che il Padre mi ha dati verranno a me ed io non perderò nessuno ma li risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6). Siamo quindi debitori allo Spirito Santo benedetto per averci rigenerato, per averci dato vita e poi anche per averci santificato ed assicurato fino al giorno in cui Egli stesso ci trasformerà. Saremo elevati alla nostra condizione eterna tramite la potenza dello stesso Spirito Santo che ci ha rigenerato al momento della nostra conversione. È un’opera che il Padre ha progettao, il Figlio ha convalidato e lo Spirito ha messo in pratica.
Guardate ora dal versetto 17. Qui entriamo in una sezione sul ministero della garanzia dello Spirito Santo grazie alla quale possiamo essere certi che raggiungeremo la gloria eterna. Lasciate che ve la legga, a partire dal versetto 17, “Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui”, e con quest’ultimo rigo, Paolo introduce il concetto di gloria eterna, “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo. Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitú della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo. Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza. Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio”.
Ora tutto questo tratta la gloria futura. Inizia con quell’ultima affermazione che abbiamo già considerato insieme dal versetto 17, ovvero che “saremo glorificati con Lui”, e poi il versetto 18 parla della gloria che ci sarà rivelata. Versetto 19, parla della manifestazione in gloria dei Figli di Dio. Versetto 21, alla fine del versetto, “la gloriosa libertà dei figli di Dio”. Versetto 23 conclude dicendo che stiamo aspettando la redenzione del nostro corpo, i versetti 24 e 25 parlano della nostra speranza della gloria a venire che attendiamo con pazienza.
Adesso, siamo quindi introdotti ad una categoria di ministero dello Spirito Santo che ci assicura la gloria futura. Il versetto 23 indica che al centro c’è il dono dello Spirito Santo, l’anticipo della gloria futura. Impariamo anche nei versetti 26 e 27 che anche lo Spirito intercede per noi, ed anche questa è la sua opera per assicurarci, un’intercessione costante a nostro favore.
Una parola che salta all’occhio quando si legge questo brano, è la parola “gemere”, ci sono molti “gemiti” in questo passaggio. La creazione geme, nel versetto 19, geme è un modo di tradurlo, questa versione dice, “aspetta con impazienza” ma si sta parlando dei gemiti della creazione. E poi, nel versetto 23, troviamo che anche noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo. E poi giù al versetto 26, vediamo il gemito dello Spirito Santo. Questo indica che la creazione, noi e lo Spirito Santo stiamo vivendo certi gemiti, certe agonie, fino alla realizzazione finale della gloria, questo è il punto centrale di questo passaggio. Lo Spirito Santo dimora in noi come acconto della nostra gloria futura, e lo Spirito Santo è colui che ci porta fino a quella gloria futura, quello è il suo ministero. Non c’è dono più grande che Dio possa farci di questo. Come ho detto, che valore avrebbe mai una salvezza perdibile? La perderemmo sicuramente perchè non abbiamo potere in noi stessi per assicurare la nostra salvezza in nessun modo.
E qui vediamo che la creazione sta gemendo dal versetto 19 al 22, vediamo che il credente sta gemendo, dal versetto 23 al 25, e vediamo che lo Spirito Santo sta gemendo, nei versetti 26 e 27. Tutti questi gemiti sono una sorta d’indicaione di una realtà insoddisfatta. Tutta la creazione sente quell’insoddisfazione. I credenti percepiscono quell’insoddisfazione. Persino il benedetto Spirito Santo sperimenta tale insoddisfazione, questa è una verità meravigliosa, c’è così tanto qui, che è abbastanza scoraggiante per me cercare di spiegare tutto in una mattinata e non riusciremo a farlo, ma vi porterò fino a dove ho portato le persone nel primo servizio, e questo è un po’ lo standard per voi.
Guardiamo al gemito della creazione - guardiamo al gemito della creazione. Versetto 19: “Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio”, nel versetto 19 la creazione sta gemendo, la creazione è menzionata nel versetto 20 ancora nel versetto 21 e nel versetto 22. Quindi, in questi quattro versetti, la creazione è il soggetto, la creazione sta gemendo... di cosa sta parlando? E in che senso la creazione aspetta con impazienza?
Penso che, se i lettori fossero stati Giudei, sarebbero riusciti a comprendere quest’espressione, questo si tratta del gemito dell’anticipazione, questo è il gemito dell’insoddisfazione, di una sorta di condizione di sofferenza in attesa del compimento della promessa, ed i Giudei l’avrebbero certamente riconosciuta perché parlavano di due età della storia della redenzione, l’età presente e l’età a venire, era piuttosto semplice: c’era l’età presente e l’età a venire. L’età presente era l’età del peccato, della sofferenza, della decadenza, della corruzione, della caduta e del peccato. E l’età a venire era l’età dei nuovi cieli e della nuova terra, della giustizia, della purezza, della santità, della virtù, della gloria e dell’assenza della morte, della decadenza e della malattia, questa è l’età d’Isaia 65:17, “io creo nuovi cieli e una nuova terra”.
Coloro che conoscevano la Parola di Dio e stavano attendendo alcompimento di questa realtà sapevano cosa significava vivere in un mondo in gemito. Persino la natura è vista come in gemito, la natura qui è personificata, versetto 19: “Poiché il gemito” - oppure, “aspetta con impazienza”, come dice la Nuova Riveduta - “apsetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio”.
Ora, di cosa stiamo parlando quando parliamo della creazione? In che senso sta la creazione gemendo? E come ho detto, ne parla fino al versetto 22, che parte della creazione? Gli angeli? Loro sono esseri creati. No, non stanno gemendo, gli angeli santi non stanno gemendo perché per loro le cose non andranno mai meglio, giusto? Al momento si trovano attorno al trono di Dio, si trovano nella perfezione e nella santità eterna, non sono soggetti alla corruzione, non lo sono mai stati e pertanto, non stanno attendendo a nulla con impazienza, perché niente sarà mai meglio di quello che è.
Sta parlando dei demoni? Sta parlando degli angeli creati che però sono caduti? I demoni? No. Non stanno attendendo con impazienza la loro liberazione perchè non ci sarà alcuna liberazione, non c’è salvezza, non c’è liberazione, non c’è perdono, non c’è alcun futuro migliore per i demoni, solo il Lago di Fuoco.
Forse sta parlando dei credenti. No, non sta parlando dei credenti perché c’è una distinzione tra la creazione ed i credenti. Notate al versetto 19, “Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio” e quindi, la creazione è distinta dai figli di Dio, versetto 21, “la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitú della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio”, quindi la creazione che sta gemendo, che si sta lamentando e che sta attendendo con impazienza è distinta dai credenti.
Beh, forse si tratta dei non credenti, sta parlando di loro? Sta parlando dei non credenti? No, perché i non credenti non stanno sperando in Cristo, non stanno sperando per la gloria, non stanno sperando, non stanno attendendo qualcosa di meglio dal Cielo. Non ne sanno niente a riguardo, non ne hanno alcun desiderio, e per di più, se guardate al versetto 20 dice che “non sono stati sottoposti alla vanità di propria volontà”, o no, questo non è vero per i non credenti, loro sono peccatori volontari. Sono disposti ad alimentare la propria corruzione.
In definitiva, la creazione che aspetta con impazienza non si riferisce alla creazione razionale - non si riferisce alla creazione razionale e personale. Per cui ciò che rimane è la creazione non razionale sia quella animata che inanimata. Per cui quello che abbiamo qui è la personificazione della creazione, i cieli materiali, la terra materiale e tutto ciò che si trova in essi, il cielo e tutti i suoi corpi: la terra, l’acqua, la superficie, l’erba, i fiori, gli animali, gli insetti, i pesci, i fiumi, i torrenti - tutto ciò che si trova nella creazione animata, inanimata, impersonale, non razionale è la creazione. La creazione riceve un’identità, viene personificata in modo poetico.
Per esempio, in Isaia 35:1, Isaia dice: “Il deserto e la terra arida si rallegreranno”, ma com’è possibile per il deserto o che la terra arida essere qualcosa di consapevole? Questa è la personificazione. Oppure, ancora meglio sono le parole meravigliose e molto familiari d’Isaia 55:12, “i monti e i colli proromperanno in grida di gioia davanti a voi, tutti gli alberi della campagna batteranno le mani”, e vi assicuro che se mai inizierete a sentire i monti ed i colli in grida di gioia vi porteranno via con un camice bianco, non sta parlando di un qualcosa che è una realtà vera e propria, ma è una sorta di personificazione poetica.
La creazione, ovvero quella non razionale, impersonale, che sia animata o inanimata, includendo sia gli esseri viventi che i non viventi, come le rocce e gli animali... quel tipo di creazione sta attendendo con impazienza, è ardentemente in attesa, in trepidante attesa, questo è il gemito della creazione. E questo linguaggio è molto forte, quell’espressione “aspetta con impazienza” è un verbo Greco che significa – di fatto è una strana combinazione di componenti, significa guardare “lontano dalla testa”, in un certo senso indica l’allungare il collo, l’idea di alzarsi in punta di piedi per guardare nel futurom per guardare in lontananza ciò che non si può vedere immediatamente, l’allungarsi per cercare di vedere qualcosa che si sta attendendo con impazienza.
Si tratta quindi di una sorta d’attesa, è come se la creazione fosse in punta di piedi alla ricerca di qualcosa che desidera vedere... e chi è? Chi sta cercando di vedere? Le persone. È la “manifestazione dei figli di Dio”, questo sarebbe il momento quando saremmo tutti glorificati, la fine della storia dell’umanità, la fine del regno millenario, l’instaurazione dei nuovi cieli e della nuova terra, è questo che la creazione sta attendendo. Nel versetto 21, la mette giù così, “la gloriosa libertà dei figli di Dio”, quando tutti i figli di Dio saranno glorificati, la creazione ne trarrà beneficio, giusto? Perché ci sarà un nuovo cielo e una nuova terra.
Tutta la creazione, quindi, è vista come in punta di piedi, in attesa della rivelazione dei figli di Dio. Un’affermazione incredibile - un’affermazione cosmologica di proporzioni incredibili, la creazione animata ed inanimata si trova sulla punta dei piedi per cercare di cogliere il primo scorcio delle persone, in attesa della rivelazione, della manifestazione, dei figli di Dio nella loro gloria completa, e verrà, Daniele 12:3 dice che risplenderà come le stelle, e Matteo 13:43 dice che risplenderà come il sole, sarà una gloria sfolgorante. L’intera creazione è in attesa di quell’evento, lo aspetta con impazienza.
Perché? Perché la creazione lo attende con impazienza? Tornate al versetto 20 per un attimo, perché “la creazione è stata sottoposta alla vanità”, “La creazione è stata sottoposta alla vanità”, o alla futilità, mataiotēs, significa mancanza di proposito, il vuoto, l’inutilità, futilità, l’incapacità di raggiungere un obiettivo, incapacità di raggiungere uno scopo, non può essere ciò che vorrebbe; originariamente tutta la creazione era buona, giusto? Quando Dio creò, in Genesi 1, era buona, vi ricordate che ha detto, “vide che era buona”, e poi alla fine, nel capitolo 1 versetto 31, dice che era tutto molto buono. Ma era soggetto alla futilità. Non potè adempiere al suo proposito, non è più ciò che dovrebbe essere, ciò che sarebbe e ciò che potrebbe essere.
A proposito, quando nel versetto 20 dice che “è stata sottoposta”, quello è un verbo che indica un tempo passato, nella Nuova Riveduta è tradotto correttamente, si tratta di un punto specifico nel tempo, si tratta di un evento specifico di storia che ha preso luogo nel passato quando la creazione è passata dall’avere un proposito e dall’essere perfetta, fino a non avere proposito ed all’essere futile, è stata soggetta al decadimento, alla corruzione, alla frustrazione, alla morte e alla decadenza, alla distruzione.
Ora, possiamo dare la colpa alla creazione? È solo... è per caso qualcosa che è andato storto nel ciclo evolutivo? È forse successo quello? Che cos’è successo?
Tornate di nuovo al versetto 20, “È stata sottoposta alla futilità non di sua propria volontà - non di sua propria volontà”, non è colpa della creazione, qualsiasi cosa abbia sottoposto la creazione alla sua decadenza, alla sua incapacità d’essere gloriosa com’era originariamente previsto, qualunque cosa sia stata, non era colpa della creazione. La creazione era una vittima involontaria. Qualcos’altro ha fatto questo alla creazione, qualcun altro ha sottoposto la creazione a questa realtà, ma chi? Continuate a leggere, “non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l’ha sottoposta”. Chi sarebbe quel “colui”? Dio. Dio ha sottoposto la creazione alla sua vanità. Dio, secondo Genesi 3:17, 18 e 19, ha pronunciato una maledizione sulla creazione. Perché? A causa del peccato di Adamo ed Eva.
Quando Adamo ed Eva peccarono, una piaga si abbatté su di loro, una piaga mortale, una piaga così contagiosa che nessun essere umano che mai camminerà su questo pianeta potrà sfuggire; una piaga così contagiosa che nessuno potrà evitarla. Un po’ come vivere nel Medioevo, in una città colpita dalla peste nera, la peste non era solo nelle persone, dominava l’ambiente. La peste non era solo nell’uomo morente sul letto, la peste era ovunque nella casa, e non era solo in casa, ma era ovunque nelle strade, in città, in campagna, non c’era scampo perché l’ambiente era corrotto. E così è stato quando Adamo ha peccato, la peste era ovunque nel pianeta e continua ancora oggi. La decadenza, il disastro, l’inquinamento, il dissesto, la degenerazione non sono il risultato di un caso evolutivo; sono il risultato – o perché la situazione dovrebbe migliorare, secondo gli evoluzionisti – ma non è il risultato di una qualche anomalia, di una qualche mutazione. Le cose sono così come sono nel mondo perché Dio ha maledetto la creazione intera. L’ha maledetta affinchè l’uomo si ritrova ad affrontare in ogni momento della sua vita, la realtà mortale, distruttiva e corruttrice del peccato.
Così come dice Isaia 24:6, “una maledizione ha divorato la terra”; come dice Geremia 12:4, “la terra è afflitta”. Il destino della natura è indissolubilmente legato a quello dell’uomo, e visto che l’uomo ha peccato ed è caduto in una condizione di corruzione, anche il dominio dell’uomo è legato, o è sotto schiavitù della corruzione. Vedete questa frase nel versetto 21? La creazione stata sottoposta alla schiavitù della corruzione. C’è una connessione intima tra il peccato dell’uomo e la decadenza a cui l’intero universo è sottoposto.
Gli ambientalisti non riusciranno a ribaltare la situazione. Non riusciranno a invertirne la rotta, né a mitigarla, ci provano, ma non riusciranno a farcela. L’energia solare non funzionerà. Eliminare le impronte di carbonio non funzionerà. Sbarazzarsi dei combustibili fossili non funzionerà, l’istruzione non è una soluzione. Questa è una maledizione divina. Non siamo in fase di crescita, siamo in discesa dalla perfezione... ascoltate bene: stiamo cadendo dalla perfezione giù fino alla distruzione totale e non c’è punto d’arresto. Questa è la prospettiva del mondo Biblica perché quando l’uomo ha peccato, è stato punito avendo perso il privielgio di godere della purezza o dei benefici di un ambiente perfetto come re della terra. L’uomo era un re che aveva perso la sua corona e che cercava di governare su di una creazione indisciplinata, corrotta, decadente e mortale. Dio maledisse l’intera creazione.
Sapete, Isaia ha così tanto da dire su questo argomento che mi è difficile non leggere alcune delle cose che ha scritto, ma vi devo leggere almeno una, Isaia 24:4, “La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il patto eterno. Perciò una maledizione ha divorato la terra e i suoi abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati e poca è la gente che ne è rimasta”, e poi continua a parlare di elementi ancora più disastrosi del tentativo di vivere e di sopravvivere in questo mondo; il trentaquattresimo capitolo di Isaia ne parla ancora di più; ed al trentatreeismo capitolo l’intera creazione è maledetta. Il principio della corruzione è ovunque, e quindi la creazione sta gemendo perché è stata sottoposta alla futilità, non per sua volontà ma come accomodamento, un accomodamento necessario alla maledizione di Dio su Adamo ed Eva e su tutta l’umanità, e non può fare nulla per invertire la sua schiavitù, questo è un atto di Dio.
“Ma”, si potrebbe dire, “perché mai la creazione è in punta di piedi?” alla fine del versetto 20: “Nella speranza” - nella speranza - “che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitú della corruzione”, un immagine bellissima. L’intera creazione si trova in punta di piedi desiderosa di compiere il proposito per il quale Dio l’aveva originariamente creata, sapendo che non sarà possibile fino alla manifestazione gloriosa dei figli di Dio, alla gloriosa libertà dei figli di Dio, fino allo stato finale eterno. Questo è quello che tutta la creazione sta aspettando, è alla ricerca di un futuro migliore.
Questo è il tipo di mondo in cui viviamo. Viviamo in un mondo molto difficile. Sto scrivendo un libro che dovrebbe uscire tra qualche mese, intitolato, “Dodici eori improbabili”, sembra che alle persone interessi comprare libri che hanno un “dodici” nel titolo, quindi continuerò a scrivere libri che hanno “dodici” nel titolo – Dodici uomini ordinari, Dodici donne straordinarie – penso che il numero dodici piaccia parecchio, per cui sto scrivendo, “Dodici eori improbabili”, ed uno degli eroi è Enoc. E guardando Enoc si potrebbe dire, “Beh, ma aspetta un attimo. Un eroe dovrebbe esser qualcuno che ha un certo tipo d’impatto su molte persone... ma Enoc sembra un po’ una figura solitaria”, camminava con Dio, erano solo loro due, camminava con Dio ed un giorno camminò fino al cielo, non morì, ve lo ricordate? Enoc, proprio come Elia, è stato portato in cielo su di un carro di fuoco, e quella è una situazione piuttosto rara, ma cos’è che rende Enoc un eore? Perché lo si può considerare un eroe? Che tipo d’influenza? Che raggio d’influenza aveva? Come mai era così eroico? Era un uomo giusto che camminava così intimamente con Dio che un giorno Dio lo portò direttamente in cielo. Cosa lo rende speciale?
Vi dirò una cosa. Capite che l’intera generazione nella quale Enoc ha vissuto fu annegata nel diluvio tranne otto persone? Sapete quanto era raro Enoc? Sapete cosa significa essere l’unica persona al mondo che cammina con Dio? Enoc era un eroe, un uomo che ha vissuto controcorrente ad una società così corrotta che Dio ne uccise milioni in un colpo solo. Ecco perché era eroico. Per Enoc era il fatto che aveva camminato con Dio, e per noi? Come possiamo sopravvivere a questo mondo corrotto? Riducete un po’ le vostre aspettative nei confronti del mondo, va bene? Abbassate le vostre aspettative sul mondo, sulla sua istruzione, sulla sua politica, sulle sue strutture sociali - abbassate le vostre aspettative. Abbassatele giù allo stesso livello di quelle della Genesi, quando Dio vide che il mondo era continuamente malvagio; abbassate le vostre aspettative e starete meglio... abbassatele e camminate con Dio.
Dio ha protetto Enoc in un mondo corrotto, e questa è l’opera dello Spirito Santo. Dio lo fa ancora, non camminando con noi, ma vivendo in noi, ed è lo Spirito Santo che ci santifica in mezzo a questo mondo corrotto. Paolo la definisce addirittura una generazione storta e perversa. Questo è il ministero dello Spirito Santo. La creazione intera sta aspettando la liberazione, la libertà della gloria dei figli di Dio, quando anche lei sarà finalmente liberata dalla schiavitù della corruzione che l’ha maledetta.
Come avverrà tutto questo? Come? Ebbene, il salmista ne ha parlato nel Salmo 102, potrebbe esservi sfuggito se non avete guardato attentamente, ma è una dichiarazione meravigliosa, il Salmo 102 versetto 25, dice parlando a Dio, “O Dio mio”... e poi dice: “nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati”... tu li hai creati smetteranno di esistere e ci sarà qualcosa di nuovo, questo è il Salmo 102, ed il tutto è descritto in modo molto dettagliato in 2 Pietro 3, 2 Pietro 3 dice questo: “Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo”, proprio come ha detto il Salmista, “passeranno stridendo e gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate”, quella sarà l’esplosione atomica dell’universo composto da atomi.
E ci dice ancora di più nel versetto 12: “i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno”, il mondo, i cieli e la terra, così come li conosciamo cesseranno d’esistere, io la chiamo l’increazione, “E al suo posto sorgeranno nuovi cieli ed una nuova terra”, questo è quello che ha detto Pietro. Anche Apocalisse 20, 21 e 22 lo dicono. Quindi la creazione è in attesa di una rigenerazione cosmica.
In effetti, guardando al futuro, non c’è speranza di alcun cambiamento nella creazione da com’è oggi fino alla gloriosa liberazione dei figli di Dio. Guardate, la creazione è caduta a fondo con la caduta dell’umanità, e la creazione tornerà di nuovo nell’esaltazione dell’uomo, ok? Nei primi tre capitoli della Genesi abbiamo la maledizione della creazione, la maledizione a causa della corruzione dell’uomo, mentre negli ultimi tre capitolo dell’Apocalisse, vediamo la nuova creazione nella perfezione e nella giustizia, perché vediamo l’umanità glorificata, ma nel mezzo, c’è la triste e lunga storia del peccato e della corruzione, le due cose sono collegate. Ciò che è accaduto all’uomo nel Giardino è accaduto alla creazione, ciò che accadrà all’uomo nella gloria accadrà anche alla creazione. Sarà liberata, e dunque tutta la creazione geme, in attesa che ciò avvenga.
Il versetto 22 riassume il tutto, “Sappiamo infatti che fino ad ora tutta la creazione geme” tutta geme, perchè è tutta maledetta, dice, “geme ed è in travaglio”, un verbo che significa “dolori di parto”, e i dolori di parto sono dolori positivi, giusto? Cioè, hanno risultati positivi. Alcuni dolori hanno risultati negativi, a volte quando si sta male si può peggiorare fino persino a morire, ma il dolore del parto è fondamentalmente un tipo di dolore che anticipa qualcosa di meraviglioso, come un grande evento, qualcosa di benedetto... e questo è il tipo di dolore che la creazione sta sentendo.
Gente, non dobbiamo preoccuparci per la creazione. Posso ripetermi? L’ho già detto in passato. Calpestate l’erba, uccidete il cervo, fate quello che volete, non avete bisogno di proteggere la creazione, è qui per voi. Non dovete comportarvi da stupidi al riguardo, non c’è bisogno di essere malvagi a riguardo, ma dovete comprendere che questa è una creazione maledetta, si! È ancora in grado di produrre per noi certe ricchezze e benedizioni, ma Dio se ne prenderà cura fino a quando la distruggera completamente, va bene? Quindi non lasciatevi trasportare dal tentativo di preservare la creazione nelle condizioni in cui si trova. Sarete serviti molto meglio quando cesserà d’esistere, ok? Non comportatevi come se siate in grado di anticiparlo o di ritadarlo, è tutto nel piano di Dio.
David Martyn Lloyd-Jones ha detto: “Mi chiedo se il fenomeno della Primavera non ci fornisca una risposta parziale. La natura, ogni anno, per così dire, fa uno sforzo per rinnovarsi, uno sforzo di produrre qualcosa di permanente. È appena uscita dalla morte e dall’oscurità di ciò che è vero dell’inverno. In primavera, sembra che stia cercando di produrre una creazione perfetta, che stia vivendo una sorta di dolori di parto, anno dopo anno, ma purtroppo, non ci riesce, perchè la Primavera porta solo all’Estate, l’Estate l’Autunno e l’Autunno, l’Inverno. La povera vecchia natura cerca ogni anno di sconfiggere la vanità, il principio della morte, la decadenza, la sua stessa disintegrazione che ci si trova ma non riesce, fallisce ogni volta. Continua a provarci, come se si sentisse che le cose dovrebbero essere diverse, come se le cose dovrebbero essere migliori, ma non ci riesce mai e continua a gemere e a soffrire, e continua così da moltissimo tempo, da moltissimo tempo.
È un periodo lunghissimo, ma ogni anno si ripresenta e rinnova l’impegno. Siate gentili, non prendetevela con l’erba, non prendetevela con i fiori, è la loro natura. Ogni primavera ci riprovano”, la creazione geme per la gloria.
In secondo luogo, brevemente – giusto un paio di minuti. I credenti gemono per la gloria - versetto 23, “Non solo essa” – ovvero, la creazione - “ma anche noi; anche noi gemiamo dentro di noi, aspettando l’adozione, la redenzione del nostro corpo”.
Guarda, anche noi sentiamo il gemito della creazione nella sua imperfezione perché facciamo parte della creazione e viviamo nell’imperfezione. Gemiamo in noi stessi, lamentando la nostra situazione maledetta. Paolo dice: “Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:24. Vi ricordate 2 Corinzi 5:4? Dove Paolo dice: “Poiché noi che siamo in questa tenda, gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita”, anche Davide gemeva nel Salmo 38:9, “Signore, ti sta davanti ogni mio desiderio, i miei gemiti non ti sono nascosti”, sappiamo cosa significa gemere, anche noi gemiamo.
Ma che cosa stiamo aspettando? Per che cosa stiamo gemendo? Beh, al versetto 23 dice: “aspettando l’adozione”, e voi potreste dire: “Ma aspettate un attimo, siamo già stati adottati. Ce l’hai detto dal 14 al 16 di questo capitolo, che “siamo stati adottati”. Sì, siamo stati adottati, ma non abbiamo ancora la nostra eredità. Non è vero? E a cosa è legata la nostra eredità? Alla fine del versetto 23, è legata alla redenzione di cosa? Del nostro corpo. Formalmente siamo già stati adottati nella famiglia di Dio, siamo figli di Dio. Adesso abbiamo lo Spirito Santo che ci guida - versetto 14; abbiamo in noi lo Spirito Santo, lo Spirito dell’adozione, tramite il quale gridiamo: “Abba, Padre”, abbiamo quel tipo d’intimità con Dio. “Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito - versetto 16 - che siamo figli di Dio”, quindi, siamo stati adottati, ma non abbiamo ancora ricevuto la nostra eredità.
Vi ricordate 1 Pietro 1, dal 3 al 4? Abbiamo un’eredità che non svanisce, riservata nei cieli per noi, non ancora ricevuta - non ricevuta fino alla gloriosa liberazione dei figli di Dio, e perciò gemiamo. Gemiamo per il giorno quando questo corpo mortale indosserà immortalità, e quando questo corpo corruttibile indosserà il corpo incorruttibile, quando la morte sarà inghiottita dalla vita, giusto? 1 Corinzi 15, gemiamo per quell’esperienza. Vogliamo essere rivestiti del nostro corpo celeste, simile al Suo corpo, capitolo 3 di Filippesi. Paolo li chiama anche corpi vili, la nostra carne, la nostra caduta, la nostra umanità, il nostro peccato. Non vediamo l’ora! Siamo grati per la grazia, ma non vediamo l’ora di passare dalla grazia alla gloria, dalla grazia alla gloria.
Ce la faremo? Sì, dice il versetto 23 che ce la faremo perchè abbiamo già le primizie dello Spirito, e questo non indica ad un qualcosa che viene dallo Spirito, non dice, “le primizie dallo spirito”, ma le primizie della promessa futura di Dio che è lo Spirito. Lo Spirito è la primizia, la primizia dello Spirito Santo, Lui è la prima rata, la primizia era il primo pezzetto di raccolto che il contadino raccoglieva, la prima porzione che arrivava quando il resto stava ancora raggiungendo la completa fioritura. Il contadino raccoglieva il primo frutto e già sapeva come sarebbe stato il raccolto grazie a quel primo che arrivava. Lo Spirito Santo è la primizia del raccolto che Dio ha preparato per il suo popolo. Egli è la prima rata, l’acconto, l’anello di fidanzamento, il sigillo, il pegno, tutto questo si trova negli scritti di Paolo, è lo Spirito della promessa, è la speranza dei redenti, Colossesi 1:27, “Cristo in voi, la speranza della gloria”.
E dunque noi gemiamo fino a che tutto quello si compia, e più s’invecchia, più si geme, giusto? No, veramente! Si geme di più perchè si può fare di meno, si geme di più perché si ha più da gemere. Ma non solo personalmente, nel tuo stesso corpo, ma anche intorno a te ci sono un sacco di cose che ti fanno gemere. Quando ero più giovane non gemevo così tanto per come stavano le cose nel mondo, non gemevo così tanto per la perdita di vite e per le varie sfide. Tra una funzione e l’altra ero li seduto con John James, la cui moglie ha avuto un ictus, una perdita cerebrale, e dopo 62 anni di matrimonio, inaspettatamente questa settimana è andata in Cielo, ed ero li seduto a sentire il gemito e l’agonia del suo cuore mentre cercava di spiegarmi cosa significasse perdere sua moglie, erano entrami nella nostra chiesa dal 1972 e continuava a ripetere quanto questa chiesa era importante per loro... È una vita in gemito, e più a lungo la si vive, più il gemito cresce, e viviamo tutti nella speranza, ma quella speranza si accende sempre di più mentre invecchiamo e sperimentiamo di più la vita in un mondo corrotto e decaduto, non sto cercando di aggiustare il mondo, sto solo aspettando quel giorno quando il Signore porrà fine a tutto e creerà un un nuovo cielo e una nuova terra, viviamo nella speranza. Versetto 24: “Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora?”
In altre parole, siamo stati salvati per fede, ma siamo salvati nella speranza, giusto? Perché la nostra salvezza non è ancora completa. Siamo sempre più vicini - Romani 13 - più vicini alla salvezza. La vostra salvezza è più vicina di quando avete creduto, e questo è l’aspetto futuro della salveza ma viviamo nella speranza di ciò che non vediamo, ci speriamo e lo attendiamo con perseveranza.
Cos’è che mantiene la nostra perseveranza? Cos’è che mantiene viva la nostra speranza? È il ministero interiore dello Spirito di Dio, la primizia dello Spirito Santo, Egli è colui che ci guida, è Lui che conferma la nostra adozione, lo Spirito di adozione tramite il quale gridiamo “Abba, Padre”, è Lui che testimonia con il nostro spirito che siamo figli di Dio, è Lui che ci sostiene, ci assicura, ci fa avere una speranza perseverante tramite la quale attendiamo il ritorno di Cristo, ed aspettiamo la nostra gloria futura, e dunque la creazione geme ed i credenti gemono con lei.
Nei versetti 26 e 27, lo Spirito Santo geme. Ma questa è una sezione così grande, e la conserverò per la prossima volta, perché conduce al fatto che tutte le cose cooperano al bene, che è un versetto molto familiare, il versetto 28, ed è davvero una cosa meravigliosa quella di guardare con onestà e verità al ministero del benedetto Spirito Santo nella nostra vita ed oltrepassare la follia e la stoltezza delle immaginazioni infantili sullo Spirito Santo benedetto, meraviglioso e magnifico, ridurlo ad una sorta di nebbia blu è una follia, un travisamento dell’intenzione della nostra comprensione.
E ne parlo come di un vitello d’oro perché trasforma Dio in una sorta d’immagine visiva, e non dovremmo mai pensare allo Spirito Santo in modo visivo; non dovremmo mai pensare a Dio in modo visimo, abbiamo il diritto di vedere Gesù Cristo come uomo. La salvezza comprende la fede, che guarda indietro all’opera completata di Cristo, e comprende anche la speranza, che guarda all’opera incompiuta di Cristo, è un cammino di fede e di speranza.
Padre, ti ringraziamo per il tempo trascorso insieme oggi e per la meravigliosa musica che abbiamo goduto e a cui abbiamo partecipato, per la meravigliosa comunione con coloro che ci circondano e ancora di più per la comunione quando le cose finiscono qui e durante la giornata. Grazie per l’opportunità di tornare questa sera per il ministero della Parola, per l’adorazione e per continuare ad onorarti. Ti ringraziamo, Spirito Santo benedetto, per tutto ciò che compi in noi per santificarci ed assicurarci fino gloria eterna. Grazie, Cristo, per il provvedimento che hai preso sulla croce che ha reso tutto questo possibile; e Padre, ti ringraziamo per il meraviglioso piano che hai ordinato prima della fondazione del mondo. Grazie al nostro benedetto Salvatore per aver mandato lo Spirito affinché compia in noi la sua opera di santificazione e di rassicurazione fino a quel giorno quando saremo glorificati nei Nuovi Cieli e nella Nuova Terra. Desideriamo quella realtà, non solo per il nostro bene, desideriamo quella realtà per il bene del Signore Gesù Cristo stesso, che è degno di onore. La desideriamo per il bene dello Spirito Santo e di Dio Padre, che merita d’essere adorato per sempre nei secoli dei secoli; e quello è proprio quello che sarà il Cielo, la vera adorazione della Trinità, per sempre. Non riusciamo nemmeno a comprenderlo, ma ti preghiamo, Signore, che tu ci permetta di rimanere fedeli nella speranza mentre attendiamo quel giorno nel quale ci sorprenderai in ogni momento dell’eternità con la tua gloria e la tua bontà. Grazie per averci chiamato, grazie per averci giustificato, grazie per averci promesso di glorificarci. Nel nome del nostro Salvatore, preghiamo. Amen.
FINE
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