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Apriamo ora la Parola di Dio all’ottavo capitolo di Romani per continuare il nostro studio sulla vita nello Spirito Santo. Ci siamo sforzati di dare un’immagine più chiara alla comprensione del meraviglioso Spirito Santo benedetto. Dato che oggi nella chiesa Evangelica si parla molto dello Spirito Santo, temo che però la maggior parte sia solo un travisamento sia della sua persona che della sua opera. All’inizio ho rilasciato un’affermazione audace, e la ripeterò, ho detto che il nostro Signore Gesù ha condannato i capi d’Israele perchè attribuivano le opere dello Spirito Santo a Satana, e nel movimento moderno Pentecostale di oggi si sta verificando proprio l’inverso, dove le opere del diavolo vengono attribuite allo Spirito Santo. È un insulto, molto, molto triste, che gli porta dolore e che in alcuni casi è pesino una bestemmia contro lo Spirito Santo benedetto.

Quando adoriamo Dio, adoriamo il Dio triuno: Padre, Figlio e Spirito Santo. Per qualche ragione, l’enfasi sullo Spirito Santo è rimasta un po’ indietro, quando in realtà, lo Spirito Santo è il membro della Trinità più impegnato personalmente ed intimamente nella vita del credente.

Abbiamo imparato tutto questo nell’ottavo capitolo di Romani. Al momento siamo giù verso il centro del capitolo e vorrei leggervi dal versetto 24 al 30, dal versetto 24 al 30. Abbiamo già visto i versetti 24 e 25, ma dobbiamo rileggerli per una questione di contesto, e non arriveremo ai veretti 29 e 30, ma di nuovo, ci danno un’immagine più completa di questa sezione.

Romani 8:24, “Poiché siamo stati salvati in speranza. Or la speranza di ciò che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza. Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio. Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati”

Negli studi iniziali di questo capitolo, abbiamo imparato la meravigliosa altezza, larghezza, lunghezza e profondità del ministero dello Spirito Santo nei confronti di coloro nei quali dimora. Nei versetti 2 e 3 abbiamo visto che ci liberà dal peccato e dalla morte. Nel versetto 4, abbiamo imparato che ci capacita di obbedire alla legge santa di Dio; dal versetto 5 all’11 ci è stato detto che cambia la nostra natura, nei versetti 12 e 13 ci da la forza di vivere vite di rettitudine; dal versetto 14 al 16 abbiamo imparato che conferma la nostra adozione come figli di Dio, e questo ci ha portato al versetto 17, a questa lunga sezione che procede dal versetto 17 al 30 che si occupa dell’opera dello Spirito Santo nell’assicurare la nostra gloria eterna, nell’assicurare la nostra gloria eterna. Ed essenzialmente, abbiamo appena letto degli strumenti che lo Spirito Santo usa per assicurare tale gloria, e li approfondiremo tra un momento, quando arriveremo al versetto 26.

Ma lasciate che vi dia il fondamento del pensiero di oggi. La più grande benedizione che Dio abbia mai dato ai credenti è la promessa sicura della vita eterna nella gloria celestiale. Sappiamo già dall’inizio del capitolo che di fronte a Dio siamo in una condizione priva di condanna. Questo ci viene ripetuto nel versetto 34 quando viene proposta una domanda retorica: “Chi li condannerà?” C’è per caso una corte più elevata di Cristo o di Dio? E di nuovo, ci viene detto che non c’è niente che può separarci dall’amore di Dio che è nostro in Cristo Gesù il nostro Signore, per cui il tema di questo capitolo, dall’inizio alla fine è che la nostra condizione di fronte a Dio è inalterabile ed incambiabile; è una condizione priva di condanna, ed è permanente. E questo sarebbe a dire che coloro che appartengono a Cristo saranno glorificati. Questa cosa l’abbiamo già vista sintetizzata al versetto 29, “Siamo stati predestinati ad essere conformi all’immagine di Suo Figlio”, e questo significa che andiamo dall’essere predestinati, all’essere chiamati, all’essere giustificati fino all’essere glorificati, e nessuno si perde.

Ve lo dico, miei cari, non c’è dottrina della Scrittura più confortevole, che ci dia più forza di questa, ed è per questo che viviamo con speranza, viviamo con speranza, non con desiderio ma con una speranza che è fissata con certezza, una speranza basata sulle promesse di Dio.

C’è un passaggio comparabile che ci è di molta istruzione, e lo troviamo nelle parole di Pietro nella sua prima epistola, capitolo 1 versetto 3, questa è una sorta di benedizione, una sorta di dossologia in contemplazione a questa realtà della nostra gloria sicura. Pietro scrive, “Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesú Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile, conservata in cielo per voi, che siete protetti dalla potenza di Dio” e ci credo che esplode in dossologia! Abbiamo la promessa di una gloria futura, siamo protetti dalla potenza di Dio tramite la fede, ovvero Dio ci ha dato sovranamente una fede che non fallirà mai, una fede che non morirà mai, e quella fede è sicura tramite la potenza di Dio, e la potenza di Dio non è niente poco di meno che lo Spirito Santo stesso.

Gesù ha detto essenzialmente la stessa cosa in Giovanni 6, quando ha detto: “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori... Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me ed io non perderò nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma li risusciterò nell’ultimo giorno”, e poi ha detto, “questa è la volontà del Padre”. Il Nuovo Testamento, chiama questa cosa qui, in 1 Corinzi ed Efesini, “il sigillo dello Spirito” che ci sigilla con sicurezza per la gloria futura. Paolo ne parla in questo modo, “colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesú”, però forse non c’è testo più grande o più forte su questa grande dottrina che quello di fronte a noi. Gemiamo per la realtà della nostra glorificazione, e questo l’abbiamo già imparato, non è così? Viviamo in un mondo maledetto.

Noi stessi, seppur rigenerati all’interno, siamo ancora incarcerati in una carne non redenta, e nella nostra umanità gemiamo. Le cose che vogliamo fare non facciamo, e le cose che facciamo, non le vogliamo fare. Abbiamo un corpo di morte attaccato a noi, come dice Paolo in Romani. Abbiamo ancora, come dice in 1 Corinzi 15, ‘corpi corruttibili’, un corpo corruttibile di cui desideriamo sbarazzarci. Vogliamo che il deteriorabile prenda l’indeteriorabile, che il mortale prenda l’immortale, che il corruttibile prenda l’incorruttibile, desideriamo la gloria.

E dunque, incominciando dal versetto 19, scendendo giù fino al versetto 23, Paolo parla dei desideri, dei gemiti della creazione, di come il mondo stesso, sia quello animato che quello inanimato, impersonale, geme sotto il peso della maledizione della caduta di Adamo ed Eva, ma non è solo la creazione a gemere, anche noi gemiamo, versetto 23 dice che anche noi gemiamo desiderando di essere tutto ciò che ci è stato promesso in gloria. Sentiamo il peso del peccato, sentiamo il peso della maledizione di Dio, sentiamo la forza della corruzione dentro di noi, comprendiamo la decadenza e l’inevitabilità della morte che ci persegue. Noi gemiamo, la creazione geme, come vi ho detto la settimana scorsa, l’intera creazione sta gemendo, attendendo la manifestazione gloriosa dei figli di Dio, la rivelazione dei figli di Dio, e tutto quello che accadrà alla creazione dei nuoi cieli e della nuova terra, e la maledizione svanirà in una sorta di “decreazione”, una sorta d’implosione atomica, gli elementi si scioglieranno con calore fervente e tutto in quest’universo creato da Dio cesserà d’esistere, e al suo posto ci sarà un nuovo cielo e una nuova terra senza maledizione.

La creazione qui è personificata come se sentisse il dolore, l’attesa, il desiderio intenso di quel giorno, e di fatto anche noi desideriamo genuinamente quel giorno. Mentre guardo al Cielo, riconosco che ciò che trovo attraente non sono le strade dorate – seppur sarei felice di viverci – ma è l’assenza di peccato, è l’assenza di tentazione, l’assenza d’ignoranza. Desideriamo la gloria.

Ma c’è un terzo gemito in questo passaggio che è abbastanza incredibile, il gemito dello Spirito Santo, è il gemito dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo benedetto con il quale godiamo comunione, chiamata la comunione dello Spirito Santo – anche Lui sta gemendo e sta gemendo attendendo la nostra glorificazione, la creazione è addolorata dalla maledizione, noi siamo addolorati dalla maledizione, e persino lo Spirito Santo soffre l’insoddisfazione dei credenti nei quali dimora fino al giorno quando la maledizione sarà rimossa.

Nel mentre abbiamo visto questo capitolo, abbiamo essenzialmente imparato questo, che lo Spirito Santo è responsabile di tre ministeri meravigliosi nelle nostre vite: prima di tutto, il ministero della rigenerazione, “ci ha dato vita”, siamo nati dallo Spirito; siamo nati dallo Spirito, “ci ha dato vita quando eravamo ancora morti” – la rigenerazione.

In secondo luogo, il ministero della santificazione. È Lui che ci rende sempre più conformi all’immagine di Cristo, 2 Corinzi 3:18, di gloria, in gloria, in gloria, in gloria, mentre guardiamo a Cristo così com’è rivelato nelle Scritture, che è il modello perfetto di un essere umano ripieno dello Spirito. Mentre lo guardiamo come l’esempio, mentre l’osserviamo nella sua completa espressione di divinità ed umanità, lo Spirito ci conforma sempre di più alla sua immagine di gloria in gloria; e questa è la sua opera di santificazione.

Ed insieme a quell’opera di santificazione il terzo ministero che offre in quest’era della grazia è il ministero della sicurezza, ci assicura fino a quel ministero finale, il ministero della glorificazione, quando vedremo che come ha resusitato Cristo dai morti, resusciterà anche noi a sua immagine.

Io considero l’opera dello Spirito Santo nella mia stessa vita, mi ha rigenerato, santificato, assicurato per la gloria futura, che ministero benedetto! E mentre penso a questo, sono addolorato per l’ironia incredibile, l’ironia incredibile del fatto che sono proprio questi ministeri dello Spirito Santo – che sono per noi così preziosi, e così chiaramente rivelati nelle Scritture – sono questi ad essere negati nel movimento pentecostale/carismatico. Affermano di essere il movimento della pienezza dello Spirito Santo. Affermano di avere una sorta di conoscenza dello Spirito Santo. Sostengono d’avere un tipo d’esperienza con lo Spirito che noi non abbiamo. Eppure negano l’opera stessa dello Spirito nella vita del credente.

Prima di tutto, negano l’opera della rigenerazione. La Bibbia c’insegna che siamo tutti morti nelle nostre colpe e nei nostri peccati, che non siamo in grado di vivificarci da soli, che dobbiamo nascere dall’alto, che dobbiamo nascere dallo Spirito, e che questa è un’opera totalmente di Dio, non della volontà della carne nè della volontà dell’uomo, ma di Dio. Lo Spirito Santo soffia dove vuole, come il vento; fa quello che vuole con chiunque voglia, questa è un’opera sovrana, potente e divina. I Carismatici vogliono farci credere che si tratta di un’opera sinergica, ovvero che lo Spirito dev’essere coinvolto, ma che il peccatore ha potere di compiere da solo i passi necessari per vivificarsi in cooperazione con lo Spirito Santo. Negano anche la sua potente opera di santificazione. Sono interessati ben poco all’opera interiore dello Spirito Santo, sono poco interessati al suo perfezionarci a somiglianza di Cristo, sono poco interessati al suo coltivare in noi amore per la santità, amore per la rettitudine, amore per la purezza, sono molto più interessati all’esteriore.

Viene chiamato, “il movimento della santità”, ma di fatto non è a riguardo della santità. Viene chiamato “il movimento dello Spirito Santo”, anche se non è a riguardo dello Spirito Santo. Hanno poco interesse nei confronti della santità interiore e la purezza che di fatto costituiscono l’opera vera dello Spirito Santo. E invece dimostrano un’interesse esclusivo in fenomeni esteriori che attribuiscono allo Spirito Santo quando in realtà non hanno niente a che fare con Lui, cose come: presunti miracoli, lingue, cadute, sentire voci, abbaiare come cani, ridere sfrenatamente, prosperità materiale, successo mondano – e visto che nulla di tutto ciò ha a che fare con la santificazione, il movimento stesso è ricolmo di scandali, sesso, egoismo, corruzione e perversione.

Sapete, leggere un po’ a riguardo della storia di questo movimento è una cosa molto interessante. Se vi dovessi chiedere: “qual’è la religione al mondo che sta crescendo più velocemente?” probabilmente non rispondereste correttamente, la risposta corretta è il Pentecostalismo, questa è la religione che sta crescendo più velocemente al mondo. Nel 1900 non esisteva, c’erano giusto una manciata di persone che iniziarono qualcosa nel 1901 in Topeka, Kansas, seguite da qualcos’altro qui a Los Angeles nel 1906. Ed al giorno oggi, si stima che ci siano qualcosa come mezzo miliardo di persone che s’identificano con questo movimento – da nessuno, nel 1900, a mezzo miliardo di persone. Si divide in tre forme: c’è il Pentecostalismo tradizionale, c’è il Neo-Pentecostalismo, e dal 1960 in poi c’è stato il movimento Carismatico, ma si mischiano un po’ tutte.

Quello che è accaduto in questo movimento è che il centro d’interesse si è spostato dal Vangelo al “Battesimo dello Spirito Santo”. Il centro è stato quindi spostato dalla Bibbia all’esperienza, alle esperienze false governate da una falsa teologia. Il culto è stato quindi radicalmente reindirizzato da quello che era un culto in spirito e verità ad una semplice induzione di forti emozioni. La gente era sempre più annoiata con la Bibbia, annoiata dalla predicazione e così la predicazione cominciò a svanire e la sana dottrina doveva essere eliminata perché il movimento non poteva sopravvivere sotto l'esame della sana dottrina. E dunque invece della predicazione della Bibbia e di sana dottrina, è stata introdotta musica sfrenata, emotiva e manipolatoria. La verità è stata sostituita con la menzogna, ed è diventato tutto il suo stesso giudizio, il suo stesso giudizio.

L’opera dello Spirito Santo è stata totalmente travisata. Nel Cristianesimo ci sono essenzialmente tre forze. Questa è chiamata la terza forza: Il Cattolicesimo Romano, il Protestantesimo ed il Pentecostalismo. Nel corso degli anni la Chiesa ha parlato molto degli errori del Cattolicesimo Romano, abbiamo detto molto meno sugli errori del Pentecostalismo perché ci hanno minacciato con l’accusa d’essere divisivi e questo era abbastanza per mettere alcuni a tacere.

Non sto difendendo la verità per il bene della mia chiesa o per amore della mia opinione personale. Desidero difendere la verità per amore dello Spirito Santo, non che Lui abbia bisogno di me come difensore, ma vuole che non lo addolori, che non lo spenga, che non lo insulti, e certamente vuole che riconosca che cos’è che lo disonora. Mi sento come il Salmista che diceva: “gli insulti di chi ti oltraggia sono caduti su di me”, quando lo Spirito Santo viene disonorato, ne sento il dolore, e sembra che sia uno sport molto popolare al giorno d’oggi.

Quindi, guardiamo al vero ministero dello Spirito Santo per quanto riguarda i suoi gemiti in relazione alla nostra sicurezza. È una sezione stupefacente della Scrittura, in particolare al versetto 26, “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili”, questo testo è uno dei grandi tesori biblici. Descrive i mezzi tramite i quali lo Spirito Santo ci sostiene e ci assicura nel nostro cammino di grazia verso la gloria finale. Questo è uno dei testi del Nuovo Testamento più abusati dai Carismatici; mi aspetto sempre che la mia Bibbia sanguini in questo punto perché è stata ferita così tante volte. Vogliono farci credere che questo è un testo che sostiene il parlare in lingue, quando dice, “con sospiri ineffabili”, vogliono farci credere che questo versetto sta dicendo che quando non sai che parole dire mentre preghi, ti devi lasciare andare in una glossolalia con parole che non capisci e che quello sarebbe lo Spirito Santo, facendo cose che non puoi fare. Ma come vedrete tra poco, questo non è questo il significato di questo versetto, è un significato assolutamente estraneo e lo si dovrebbe imporre.

Riprendiamo dal contesto: “Allo stesso modo lo Spirito” – “allo stesso modo”, in che senso “allo stesso modo”? Allo stesso modo in cui la creazione geme, aspettando pazientemente la manifestazione gloriosa dei figli di Dio, allo stesso modo in cui noi stessi gemiamo, “aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”, allo stesso modo lo Spirito Santo geme. Abbiamo visto il gemito della creazione, il gemito del credente, ed ora il gemito dello Spirito Santo - e tutto questo gemere è in direzione alla nostra gloria futura. Sarebbe una cosa se la creazione volesse esser glorificata, una cosa se i credenti volessero esser glorificati... ma entrambe le cose non garantirebbero necessariamente la gloria, ed ecco perchè vediamo il gemito più importante di tutti, il gemito dello Spirito Santo per la nostra gloria futura. Allo stesso modo, lo Spirito geme “con sospiri ineffabili”, un concetto incredibile.

Lo Spirito Santo è intimamente coinvolto nella straziante realtà del fardello e del peso del peccato nella vita di coloro in cui vive. Si unisce al nostro desiderio d’essere liberi dalla carne, dalla nostra umanità non redenta, e di ricevere la piena salvezza, la piena figliolanza, la completa giustizia perfetta. La nostra gloria eterna è assicurata, quindi, da quest’intercessione di sospiri ineffabili dello Spirito Santo, e questo è necessario. Tornate al versetto 26, dice che lo Spirito “viene in aiuto alla nostra debolezza”, abbiamo già identificato la nostra debolezza. Nel versetto 23 vediamo che “Gemiamo dentro di noi”, abbiamo l’anticipo della nostra gloria futura, abbiamo le primizie, ma gemiamo sotto la debolezza debilitante del nostro peccato residuo, e lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza.

Questo non sta parlando di preghiere deboli, non significa avere una vita di preghiera debole. Non indica una sorta di debole comprensione di ciò che sta accadendo, questo si riferisce alla forza debilitante della nostra caduta che è rimasta in noi, si riferisce alla nostra debolezza generale come esseri decaduti, è una parola completa, l’intera portata della nostra peccaminosità è un peso, ed è un fardello così pesante, così opprimente che non sappiamo nemmeno pregare come si conviene e non abbiamo nemmeno una strategia per affrontare la questione, siamo così impotenti nel nostro peccato e così impotenti nella nostra sofferenza, che non sappiamo come superare il potere della nostra caduta. Non abbiamo ciò che serve per custodire la nostra anima.

Stavo leggendo un teologo popolare Carismatico che ha detto questo: “Credo che lo Spirito sia molto forte, ma il suo sigillo può essere spezzato se una persona sceglie di vivere sul lato oscuro tramite il suo libero arbitrio. I peccati possono tenere i Cristiani fuori dal Paradiso. Se non puoi rimanere fedele al tuo coniuge, non puoi neanche rimanere fedele al tuo Signore e non si riuscirai a rimanergli fedeli nemmeno dopo essere entrato in Paradiso. Come Satana e gli Angeli, potresti esser cacciato”, davvero? Quanto si può essere insicuri? Non ho le capacità d’esser fedele qui, e non potrò neanche esserlo in Cielo a tal punto che potrei esserne cacciato fuori? Questo significa ignorare completamente, ignorare completamente le Sacre Scritture che descrivono il ministero di sicurezza dello Spirito.

Lasciatemelo dire in parole povere: se potreste perdere la vostra salvezza, la perdereste. Se potessi perderla, la perderei. Anzi, se dovessi fare qualcosa per mantenerla, non potrei. Non ne ho il potere. Non so nemmeno come armarmi, sono troppo debole. Non mi mantengo dal mio potere, non mi mantengo dalle mie preghiere. Si, “vegliate e pregate per non entrare in tentazione”, ma da solo, senza l’aiuto della potenza di Dio, non ce la farei.

Questo ci viene illustrato nel ventiduesimo capitolo di Luca, dove Pietro è sull’orlo del suo classico fallimento attorno al fuoco del processo del nostro Signore, e Gesù lo avverte. Al versetto 31 di Luca 22, Gesù gli dice: “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarti come si veglia il grano”... Satana ti sta cercando, e certamente l’ha fatto. Ma il versetto 32 dice: “ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno”, qual era l’atteggiamento di Pietro di fronte a questa tentazione? Ha detto: “Anche se tutti ti deluderanno, io non lo farò”, confidava in se stesso. Non sapeva come pregare per se stesso, non capiva la natura profonda della propria debolezza. Non aveva la capacità di comprendere le forze che avrebbe incontrato. Non era protetto dalla sua fede, non era protetto dalla sua forza di volontà, era protetto perché il Signore Gesù aveva pregato affinché la sua fede non venisse meno; questa è l’opera d’intercessione del Signore Gesù Cristo che protetto Pietro, e questo è anche modello della sua opera sacerdotale, “Egli vive sempre per intercedere per noi”.

Il motivo per cui arriverete alla gloria, il motivo per cui rimarrete salvi, è perchè avete un sommo sacerdote in cielo che vive sempre per intercedere per voi; e avete anche un secondo sacerdote intercessore che dimora in voi, ovvero lo Spirito Santo. Quanto potere ci vuole? Quanta potenza divina è necessaria per portare un credente dalla grazia alla gloria? Si tratta dell’intercessione continua, incessante ed implacabile del Figlio e dello Spirito.

Pensate di potercela fare da soli? Non potremmo mai raggiungere la risurrezione della gloria con la forza della nostra carne, non potremmo mai superare la nostra peccaminosità. Non potremmo mai proteggerci dal fallimento. Dobbiamo ricevere da Dio una fede che non fallirà mai, una fede sostenuta da Cristo e dallo Spirito Santo. Ecco perché, come Grace ha cantato poco fa, non importa cosa ci viene incontro, la nostra fede non fallirà. Illustrazione: Giobbe; la nostra fede non fallisce.

In che modo, in questo caso, versetto 26, in che modo lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza? Al fatto che non sappiamo come difenderci, neanche tramite la preghiera, com’è che ci aiuta anche attingendo alla potenza divina? “Lo Spirito stesso intercede”, “lo Spirito stesso intercede”, Huperentunchano, una parola composta forte che significa “riscattare qualcuno che si trova in grande pericolo senza risorse”, come qualcuno che sta galleggiando verso le cascate del Niagara, questa è la realtà estrema di questo verbo. Abbiamo bisogno di qualcuno al di là di noi stessi ed al di sopra di noi stessi con intuizioni e con un potere molto più grande del nostro, lo Spirito stesso. Mi piace questo pronome, “auto”, che punta allo Spirito stesso, non a qualcuno delegato dallo Spirito Santo, ma allo Spirito stesso, è la sua opera, questa è la sua opera! È Lui che ci ha dato la vita, è Lui che ci conforma sempre di più all’immagine di Cristo, è Lui che ci assicura.

Come? “Con sospiri ineffabili”, “con sospiri ineffabili”, per favore... questo non ha niente a che vedere con grugniti, con parole incomprensibili o con le lingue; non si tratta di discorsi estatici; non si tratta di dire qualcosa che non può esser compreso, questo è lo Spirito Santo che dice cose che non si possono sentire, e lo dice “sospiri ineffabili”, sono gemiti, non di uomini, ma dello Spirito. La bellezza magnifica di questo è che il cuore dello Spirito Santo soffre per la glorificazione di ogni credente. E quel desiderio doloroso e compassionevole per la manifestazione dei figli di Dio lo porta a parlare silenziosamente al Padre in una conversazione inter-trinitaria per il bene dei credenti. Non siamo sicuri perché Dio l’ha detto, siamo sicuri perchè Dio l’ha detto e perchè si assicura, tramite l’opera di Suo Figlio e del Suo Spirito, che avvenga.

Lo Spirito Santo comprende la nostra carne, comprende la nostra debolezza, comprende le tentazioni. Non ci condurrebbe mai e poi mai in una situazione che non possiamo gestire, giusto? “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana”, Dio ci presenterà sempre una via d’uscita. Giovanni 18 ne è d’illustrazione, quando vennero ad arrestare Gesù, non permise che arrestassero i discepoli, perché era necessario che si adempisse la Scrittura del fatto che nessuno di loro avrebbe disertato, e che quindi non si sarebbero mai trovati in una posizione tale; è una sicurezza tale che non è semplicemente un fatto dichiarato, è una sicurezza caratterizzata dall’opera costante dell’intercessione del Figlio e dello Spirito, lo Spirito Santo desidera la nostra gloria finale.

E realmente, questo è il cuore di Dio. Stavo leggendo Osea capitolo 11 e mi sono imbattuto nel versetto 8 dove Dio dice: “Come farei a lasciarti, o Efraim? Come farei a darti in mano altrui, o Israele? .... Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni si accendono”, e sapete, in un certo senso, Dio non abbandona mai Israele, non è vero? Riporterà Israele a sè, questo è il cuore di Dio, “come farei a lasciarti?”

Questi gemiti hanno contenuto, hanno un significato, hanno un proposito, sono espressi individualmente, sono comunicazioni Inter-Trinitarie, senza parole, che trascendono il linguaggio, e che assicurano il tuo posto in Cielo. E a chi starebbe parlando lo Spirito Santo? Tornate indietro al versetto 27: “colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito”

Chi è? Chi è che esamina i cuori? Be, 1 Samuele 16:7 dice, “l’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore”; 1 Re 8:39 dice, “tu solo conosci il cuore di tutti i figli degli uomini”; 1 Cronache 28:9 dice, “il Signore scruta tutti i cuori e penetra tutti i disegni e tutti i pensieri” Salmo 139: “Signore, tu mi hai esaminato e mi conosci. Tu sai quando mi siedo e quando mi alzo”, ed il Salmo intero presenta quest’argomento. Proverbi 15:11, “Il soggiorno dei morti e l’abisso stanno davanti al Signore”, Geremia ha detto, “Il cuore è ingannevole piú di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo”, la risposta: “Io, il Signore, che investigo il cuore”; Atti 1:24, “Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti”... “e non v’è nessuna creatura”, dice lo scrittore di Ebrei, “che possa nascondersi davanti a Lui. Ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto”; e quindi lo Spirito Santo sta intercedendo per noi in questa sorta di comunicazione priva di parole dalla sua mente eterna e santa a quella del Padre. Colui che scruta i cuori, Dio, conosce la mente dello Spirito, una comunione perfetta, perchè Egli intercede per i santi secondo la volontà di Dio.

Qual è la volontà di Dio per i santi? Qual è la volontà di Dio per noi? Che saremo glorificati? È quella la Sua volontà? Era forse che chiunque avesse predestinato sarebbe stato chiamato? E chi avrebbe chiamato sarebbe stato giustificato? E chi avrebbe giustificato sarebbe poi stato glorificato? Era la sua volontà quella di portare in cielo un’umanità redenta? È questa la sua volontà? È questo il suo scopo? È questo il suo piano? Assolutamente si, il Padre l’ha pianificato, il Figlio l’ha provveduto, e lo Spirito Santo lo preserva, lo protegge. Quindi lo Spirito sta pregando per la nostra gloria in coereza con la volontà del Padre. Il Padre ha pianificato la nostra gloria, il Figlio ha provveduto per la nostra gloria e lo Spirito protegge la nostra gloria, questo è semplicemente un versetto incredibile!

Mentre continuate nel corso della vostra vita considerate molte cose che sono sia attorno a voi che al di fuori di voi, pensate mai alle cose interiori? Pensate mai all’opera continua d’intercessione dello Spirito di Dio, che non sonnecchia nè dorme perchè Dio non sonnecchia nè dorme? Pensate mai al fatto che in tutte le vicissitudini, le lotte ed i problemi della vita, lo Spirito di Dio intercede incessantemente per voi silenziosamente, e sempre in perfetta comunione con Dio, per realizzare i propositi di Dio? E che avete persino un avvocato per ogni accusa che vi viene mossa, cioè Gesù Cristo, che sta alla destra del Padre in vostra difesa come Colui che ha pagato per intero il prezzo di tutti i tuoi peccati? È per questo che arriverete alla gloria, ecco perché nessuno potrà mai condannarvi.

Ora, tutto questo produce le verità del versetto 28. Tutto questo ci porta al versetto 28. E lo so che il versetto 28 è un versetto popolare, tutti coloro che sono venuti in chiesa da un po’ lo conoscono, e per questo viene isolato un po’, ma il contesto ci offre il ricco significato di questo versetto, e bisogna vederlo nel contesto. “Or sappiamo” - questo è sequenziale, è successivo, è collegato. È grazie al gemito, al ministero d’intercessione dello Spirito Santo in perfetta armonia con gli scopi di Dio con il proposito di portarci alla gloria eterna, è grazie all’opera d’intercessione dello Spirito e grazie al proposito divino di Dio che Dio stesso, in risposta alle suppliche dello Spirito, “fa si che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.

Questo non accade sotto vuoto. E lasciatemi dire che - perché non possiamo approfondire tutto quello che c’è da vedere nel versetto 28 così come ho fatto negli anni passati, perchè si può continuare e continuare perchè è uno di quei versetti espandibili - molto espandibili. Ma basta dire che il “bene” qui riferitosi è la gloria eterna, il “bene” a cui si riferisce è la gloria eterna perchè la gloria eterna è l’obiettivo di tutto, come indica il versetto 30, “glorificati”; il versetto 19, “la manifestazione dei figli di Dio”; versetto 21, “la gloriosa libertà dei figli di Dio”, questo è il tema; versetti 24 e 25, la nostra “speranza”, il bene di cui si parla è la nostra gloria eterna.

Il punto è questo: grazie al piano di Dio, alla provvisione di Cristo e la protezione dello Spirito Santo tramite il suo ministero d’intercessione, Dio fa sì che tutte le cose cooperino per il nostro bene finale, eterno e definitivo. Non tutto in questa vita coopera al bene, tutt’altro. Oh sì, potreste trarne una buona lezione, potreste trarne un buon risultato. Potrebbe finire con il portarvi al Signore, potrebbe aumentare la vostra vita di preghiera, potrebbe rafforzarvi, potrebbe darvi pazienza, potrebbe perfezionarvi, maturarvi, potrebbe rendervi capaci di consigliare altre persone e d’incoraggiarle, perché riuscirete a confortare coloro che Dio ha portato nelle stesse sfide.

E tutte queste sono realtà meravigliose, ma non sta parlando di questo. Il “bene” che domina questo brano è il bene finale, la glorificazione dei veri credenti. Siamo assicurati per quel bene finale, quello che è il migliore, “Dio fa sì che tutte le cose” - in risposta all’opera intercessoria dello Spirito Santo benedetto – “che tutte le cose cooperino al bene”, l’estensione della sicurezza, l’estensione della sicurezza, eccola li – “tutte le cose” – “tutte le cose” – “tutte le cose”. Che cosa significa? Significa che non c’è niente che può cambiare quel bene, niente. Questo sarebbe il modo positivo di dire che ci troviamo in una condizione priva di condanna, non ci sono limiti, “Tutte le cose”, pantos, qualunque sia la natura, qualunque sia il numero, qualuncque sia l’estensione, o il carattere di qualsiasi cosa possa mai arrivare in un mondo decaduto e corrotto a persone che portano ancora il peso della maledizione nella loro umanità non redenta - tutto. Tutto ciò che arriva - tutto - è intessuto da Dio per il nostro bene finale.

“cooperano” è sunergei, da cui deriva la parola sinergia, potremmo dire che Dio è il grande sinergizzatore, questa è la provvidenza, la provvidenza di Dio. Non è detto che tutte le cose siano buone di per sé, non è detto che tutte le cose si combinino per portare un qualche bene in questa vita. Alcuni di voi stanno vivendo in questa situazione, la vita non sta andando bene: malattie, perdita del lavoro, perdita di casa, perdita di un sacco di cose, di amici... Ma alla fine c’è un bene, il bene dei beni, la gloria eterna, che si realizzerà. Quello è il bene di cui si sta parlando qui, ed è legato alla speranza di cui si parla nei versetti 24 e 25, la nostra speranza eterna.

E questo è un bene nel senso morale, non è kalos, che è un bene superficiale. Questo è agathos, un bene in un senso morale, la vera bontà, la bontà reale, il bene dei beni, così che possiamo riferirci alle cose buone – e ovviamente la vita è piena di cose buone, siamo benedetti. Le cose buone cooperano per il nostro bene, ma anche le cose negative. Le cose brutte cose cooperano per il nostro bene - sofferenze, lotte con le tentazioni, e persino il peccato. Dio usa tutte queste cose per il nostro bene finale in risposta all’opera intercessoria dello Spirito Santo.

E dunque questa è l’estensione della nostra sicurezza. Come potremmo mai perdere la nostra salvezza se tutto ciò che ci succede coopera per il nostro bene eterno? Non c’è altra opzione.

Quindi questa è l’estensione della nostra sicurezza, chi sono i destinatari? Chi sono i destinatari di questa sicurezza, di questa promessa? Velocemente, il versetto 27 ci dice che lo Spirito sta intercedendo “per i santi” – “per i santi”, i santi che sono stati rivestiti della giustizia di Cristo e quindi davanti a Dio sono santi. Ma poi, nel versetto 28, li definisce ulteriormente in questo modo: “a coloro che amano Dio”, “coloro che amano Dio”, ecco chi sono i destinatari di tutto questo.

Ti sei mai posto la domanda: “Come si fa a sapere se qualcuno è un Cristiano? Come si fa a saperlo? Beh forse perchè hanno recitato una preghiera, sono andati in chiesa... Come si fa a sapere se qualcuno è Cristiano? Ecco la risposta: Amano Dio. Amano Dio. Amano Dio. Perché amano Dio? Perché sono i chiamati, questa è la chiamata efficace, la chiamata efficace. Non è un invito come vediamo in Matteo 22, quando il Signore stava invitando le persone a venire, è una chiamata efficace, è una chiamata assoluta. Versetto 30: “e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati”, questa è la chiamata a vita dalla morte spirituale Questa è la chiamata alla vita dalla morte spirituale. Questa è la “Chiamata Efficace”, come definita dai teologi; tutti coloro che sono stati chiamati in questo modo, chiamati alla vita, chiamati alla salvezza dalla potenza dello Spirito Santo, sono descritti come coloro che amano Dio.

Come si può riconoscere un vero Cristiano? Amano Dio, amano Dio, fondamentalmente amano Dio e amano Cristo, “Se qualcuno non ama il Signore Gesù Cristo, sia anatema” 1 Corinzi 16:22. Essere Cristiani significa amare Cristo, amare Cristo. Siamo come la donna di Luca 7 che amava molto perché le era stato perdonato molto. Il grande comandamento dell’Antico Testamento è quello di amare il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente la mente e con tutta la tua forza, e noi lo desideriamo, non lo facciamo, ma amiamo Dio. In tutta la Scrittura, i veri credenti sono descritti come coloro che amano Dio, “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui”, amiamo Dio, amiamo Gesù Cristo.

È un amore che medita sulla Sua gloria maestosa, è un amore che desidera adorare, cantare le sue lodi, è un amore che cerca la comunione con altri che lo amano, è un amore che ama coloro che lo amano e sono amati da Lui, è un amore che ricerca la comunione con Dio, una comunione intima, è un amore che ricerca la conoscenza di Dio nella Parola di Dio, per conoscerlo meglio, è un amore sensibile all’onore e al disonore di Dio, è un amore che odia ciò che Dio odia e ama ciò che Dio ama, è un amore che si addolora per il peccato e gioisce nella giustizia, è un amore che rifiuta il mondo, è un amore che desidera la venuta di Gesù Cristo. Ma soprattutto è un amore che obbedisce alla Scrittura, “Se mi amate” - che cosa? – “osservate i miei comandamenti”; “Chi osserva la mia Parola, è lui che mi ama”.

Per tutti i veri credenti che amano il Signore, la promessa è una promessa meravigliosa. Lo Spirito Santo intercede in perfetta armonia con la volontà di Dio, affinchè Dio faccia sì che tutto ciò che accade nelle vite di coloro che lo amano si riuniscano alla fine per il loro bene eterno e per la loro gloria eterna, perché quello era il suo proposito fin dal principio, predestinati a quel proposito. Questa è l’opera dello Spirito Santo. Penso che sia giunto il momento, nella chiesa del Signore Gesù Cristo, di rendere onore allo Spirito Santo, di adorarlo, di amarlo, di attribuirgli la gloria che gli spetta e di porre fine alle assurdità che portano disonore al suo santo nome.

Facciamo molto per adorare Dio, diciamo molto sull’adorazione di Dio. Sembra che, soprattutto in quest’epoca, sembra che stiamo celebrando molto, e ovviamente il Padre e il Figlio non si potrebbero mai celebrare troppo, ma stiamo celebrando parecchio la croce, l’opera di Cristo, e non si potrebbe mai fare troppo, ma nel mezzo di tutto questo, mi sembra che lo Spirito Santo sia stato lasciato un po’ da parte, seppur sia ugualmente Dio ed ugualmente degno d’essere onorato ed adorato.

E queste sono confidenze che abbiamo, il versetto 28 dice: “Noi sappiamo”, “Lo sappiamo”, questo non è un “forse”, lo sappiamo! Questa è la certezza della nostra sicurezza. “Lo sappiamo”, com’è che lo sappiamo? Perché conosciamo il proposito di Dio di predestinare, chiamare, giustificare e glorificare un popolo redento, questo è il piano. Cristo ha fornito il sacrificio necessario e lo Spirito fa funzionare il piano fino alla fine.

Ora, i versetti 29 e 30 sono due versetti profondi per la prossima volta, ma ora voglio che mi ascoltiate. Di solito, quando finisco di studiare la Parola di Dio, prego e voi vi alzate e ve ne andate di corsa, non so dove andate, non so cosa ci sia di tanto urgente... io presumo solo che sia frutto di una convinzione profonda, ed il primo che si alza è il più convinto... e quindi ve lo chiediamo prima, perché quando insegniamo la Parola di Dio, lo Spirito di Dio sta operando, non è vero? E a volte la cosa termina, e quindi quello che voglio fare, è che voglio avere una preghiera finale alla fine del servizio e vi faccio già sapere che la sala della preghiera è disponibile ed aperta per qualsiasi necessità spirituale, per qualsiasi cosa vi serva, il centro per i membri è aperto per qualsiasi informazione sul come diventare membri o su come procedere verso il battesimo e tutto il resto, ma già lo sapete.

Ma vorrei chiedervi, che dopo la preghiera di chiusura, rimaniate seduti in quiete e in modo meditativo e di pensare a ciò che avete sentito mentre Steve suonerà per circa 30 secondi, per darci un po’ di sottofondo silenzioso, e cercate di cogliere alcuni momenti di riflessione personale, ok? E poi, quando colpirà i pedali con entrambi i piedi, quello sarà il segnale che potrete iniziare a muovervi. Che ne pensate? Possiamo concludere in un meditazione dopo la preghiera?

Padre, grazie per... grazie per questo. Cosa possiamo dire? Cosa possiamo dire? Cosa possiamo comprendere di questa magnificenza di questa grazia generosa, di questa misericordia travolgente che ci ha donato? Ti ringraziamo per averci dato non solo Cristo come difensore celeste, ma anche lo Spirito Santo come intercessore terreno che grida per la nostra gloria. E che Tu ascolti e rispondi, e noi siamo sicuri grazie a un protettore soprannaturale. Ti rendiamo gloria, o Figlio di Dio, per la potente opera sulla croce, per il prezzo della nostra redenzione. Ti diamo gloria, o Spirito Santo benedetto, per averci rigenerato, santificato, messo al sicuro e un giorno glorificato. Vogliamo onorarTi, Dio trino in ogni modo e vivere vite che adorino tutto ciò che è vero di Te, per quanto possibile per esseri umani deboli come noi. Grazie che ci hai fatti tuoi figli, ci hai adottati come figli, e anche noi gemiamo fino al giorno della nostra gloria, quando potremo cadere ai tuoi piedi e adorarti, o Dio, in piena rettitudine. Questa è la nostra preghiera. Nell’attesa, ti offriamo il resto di questo cammino di grazia in obbedienza, affinché Cristo sia onorato, innalzato e attiri altri a sé. Preghiamo nel Suo nome.

FINE

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