Stiamo guardando a Romani capitolo 8 - Romani capitolo 8 e stiamo parlando di vivere nello Spirito, vivere nello Spirito Santo. Per coloro che non sono stati con noi nelle nove settimane precedenti dove abbiamo discusso quest’argomento, questo è il messaggio numero dieci. Non so voi, ma per me sta andando veloce e ci sto avendo un periodo meraviglioso nella preparazione di questi messaggi. Ma l’obiettivo di questa serie su Romani 8 è di aiutarvi a comprendere il vero ministero dello Spirito Santo in un’epoca in cui, nel mondo Evangelico, il ministero dello Spirito Santo è frainteso e travisato.
Questa è in gran parte l’eredità del movimento Pentecostale/Carismatico, che nel Cristianesimo è una sorta di terza forza: c’è il Cattolicesimo Romano, il Protestantesimo e il Pentecostalismo. Queste sono le tre forze e, ovviamente, comprendiamo gli errori del Cattolicesimo Romano, ed è per questo che esiste il Protestantesimo, come protesta contro i loro errori. Ma non abbiamo ancora protestato, come avremmo dovuto fare, contro le aberrazioni Pentecostali delle Scritture, ho cercato di portare avanti una piccola protesta per molti anni, scrivendo un libro intitolato “I Carismatici”, seguito da un altro libro intitolato “Caos Carismatico” letto da molti di voi, è in circolazione ancora oggi e si spera che stia aiutando le persone che sono coinvolte in quel movimento e nel suo inganno dottrinale.
Per cui in questa piccola serie abbiamo cercato di portare lo Spirito Santo alla luce delle Scritture e di portarlo fuori dall’ombra dei travisamenti Pentecostali; conoscere la verità sullo Spirito Santo significa poter adorare Dio appropriatamente. Dio dev’esser adorato per chi è veramente e per cò che ha compiuto nella sua espressione Trinitaria, dobbiamo adorare il Padre, il Figlio e lo Spirito, e dobbiamo adorare in Spirito e verità, e quindi, una comprensione corretta dello Spirito Santo è essenziale.
È uno strano paradosso il fatto che il movimento Pentecostale/Carismatico affermi d’essere il movimento dello Spirito Santo e che allo stesso tempo sia il più colpevole di mal rappresentare chi è e cosa fa. È quasi come se pensassero che se continuano a parlare dello Spirito Santo, le persone si convincerebbero del fatto che possiedono la potenza dello Spirito Santo, quando in realtà c’è da dubitare a casua delle deviazioni dottrinali che sono parte integrante del movimento e che di fatto lo definiscono. La maggior parte di esse hanno a che fare con lo Spirito Santo, anche se non si limitano allo Spirito. Ci sono deviazioni sulla dottrina delle Scritture, o sulla dottrina della rivelazione divina, e quello non è un problema da poco. Sono convinti che Dio si stia ancora rivelando, che Dio stia ancora parlando, che stia dando visioni, parole di saggezza, parole di conoscenza, che stia ancora rivelando cose alle persone, e tutto questo mette in discussione la singolarità della Sacra Scrittura e ci fa venire in mente gli avvertimenti alla fine del libro dell’Apocalisse che “se qualcuno vi aggiunge qualcosa a questo libro, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro”, confondere la rivelazione divina è un grave errore, che è una cosa molto comune in questo movimento.
E poi c’è la questione dell’interpretazione, come s’interpretano le Scritture... e nel movimento Pentecostale/Carismatico si tratta in gran parte non solo di un’interpretazione superficiale, di una spiritualizzazione, d’interpretare la Bibbia per intuizione, per esperienza, leggendovi dentro nel testo quello che si vuole – questa la chiamiamo eisegesi. C’è anche un grave errore nella questione dell’autorità. Dove si trova l’autorità nella Chiesa? Si trova forse nell’esperienza? È forse il caso che i sentimenti di qualcuno abbiano autorità? È la verità determinata forse dall’esperienza esistenziale? La verità è convalidata dall’esperienza esistenziale? La persona ha il potere di creare il proprio mondo? Abbiamo l’autorità di far nascere il nostro mondo come ci viene detto dalla confessione positiva nel movimento? Possiamo crearci la nostra realtà? Abbiamo persino autorità su Dio? Di costringerlo a fare certe cose perché le abbiamo pronunciate? E con la nostra fede lo costringiamo ad agire a nostro favore? La questione dell’autorità è enormemente travisata in quel movimento.
La questione dell’unicità apostolica è un altro problema. Secondo il movimento Pentecostale, ci sono ancora Apostoli e profeti. Gli apostoli hanno ancora i segni degli Apostoli. C’è una nuova ondata di cosiddetti Apostoli che si suppone siano in grado di operare miracoli, leggere la mente delle persone e ascoltare rivelazioni da Dio, e tutto questo mette in discussione l’unicità del ministero Apostolico dei veri Apostoli che hanno visto il Gesù risorto e sono stati designati nel Nuovo Testamento.
Ci sono altre questioni che riguardano. L’esternalismo, la preoccupazione per i fenomeni esteriori più che per la santificazione interiore. Ma sembra che nessun’area di travisamento sia più vasta di quella che riguarda lo Spirito Santo. Si suppone che molto di ciò che accade sia tramite la potenza dello Spirito o dell’opera dello Spirito, mentre in realtà non è affatto così.
Considerando il contesto d’influenza dominante del movimento Pentecostale/Carismatico nei media Cristiani, è importante che comprendiamo il vero ministero dello Spirito Santo. Inoltre, come credenti che desiderano adorare il Signore, vogliamo comprendere chi è che adoriamo e perchè lo adoriamo, e questo vale anche per lo Spirito Santo. Penso che la maggior parte di noi abbia una sorta di comprensione di Dio, della sua natura, della sua gloria, adoriamo Dio, conosciamo i suoi attributi; abbiamo tutti un po’ una comprensione di Cristo, della sua persona e opera, di ciò che ha compiuto, e lo celebriamo. Ma c’è molta più confusione e disguido sulla persona e sull’opera dello Spirito Santo. Come vi ho detto, credo una settimana fa, vi ho detto del libro scritto dal bambino di quattro anni sulla sua esperienza di viaggio in Cielo, che una volta tornato ha riferito che lo Spirito Santo è una nebbia blu trasparente... e quel libro ha venduto cinque milioni di copie in nove mesi. C’è una confusione incredibile sul ministero dello Spirito Santo e se ci avviciniamo alle Scritture, possiamo vederlo chiaramente identificato e vedere il suo ministero, delineato.
Ed è proprio quello che stiamo cercando di fare guardando al capitolo 8 di Romani, quindi ora potete andare a Romani 8, se non siete già li, ma non è che Romani 8 sia l’unico passo nel quale troviamo queste istruzioni - in realtà sono presenti in tutta la Scrittura - ma questo è un ottimo punto focale perché c’è così tanto qui che sembra quasi che un po’ tutte le cose che sono importanti sul ministero dello Spirito Santo nella vita del credente sono raggruppate qui in questo grande capitolo, che mi piace chiamare “Il capitolo dello Spirito Santo”, “Il capitolo dello Spirito Santo”.
L’errore che ha dato il via al movimento Carismatico/Pentecostale nel 1901 era una mal rappresentazione del battesimo dello Spirito Santo. Si sono inventati qualcosa che hanno identificato come “il battesimo dello Spirito Santo” che non ha niente a che fare con l’opera di Cristo che, tramite lo Spirito Santo, battezza ogni credente al momento della fede salvifica che li porta a far parte del corpo di Cristo, questo è quello che insegna il Nuovo Testamento - ma si sono inventati l’idea che il battesimo dello Spirito Santo sia un evento, un evento ripetibile che si verifica dopo la salvezza... lo si deve cercare, lo si deve trovare e quando lo si trova, si sa di averlo ricevuto perchè si inizia a parlare in modo incomprensibile, si ha più potere e si è elevati ad un livello superiore di potere spirituale.
In effetti, se si riceve una dose sufficiente di questo presunto “Battesimo dello Spirito Santo”, si può anche entrare in quello che chiamano “Perfezionismo Cristiano”, dove non si pecca più volontariamente, si possono commettere errori involontari, ma non si pecca più intenzionalmente. Questa è una completa mal rappresentazione del battesimo dello Spirito Santo, che è una semplice descrizione dell’opera di Cristo quando c’inseirsce, al moemnto della salvezza, nel corpo di Cristo, nella chiesa, tramite la potenza dello Spirito Santo. Questo avviene una volta sola a tutti i credenti, al momento della salvezza e non è ripetibile e non dovrebbe esser ricercato.
Ma ancora una volta, l’intero movimento inizia con questa posizione aberrante e poi continua ad altre posizioni altrettanto aberranti. Non vogliamo rimaner bloccati in questo movimento, vogliamo uscirne, ma mi limiterò a giocarci un po’ perchè voglio che capiate che si tratta di un movimento enorme, enorme. Vi ho detto che ad oggi, solo cento anni dopo il suo inizio, si suppone - e questa è una statistica che ho visto in questi giorni – ma si suppone che ci siano circa mezzo miliardo di persone che affermano di far parte di questo movimento. È una crescita davvero sorprendente per questo movimento aberrante.
Quindi stiamo guardando a Romani capitolo 8 cercando di entrare in contatto con il ministero vero ed autentico dello Spirito Santo. E v’incoraggio al fatto che tutti questi messaggi sono disponibili e potete scaricarli dal sito GTY.org o se volete avere la serie potete ordinarla in CD su Grace To You perchè è tutto disponibile per voi.
Andiamo adesso a Romani 8 dal 26 al 30 - Romani 8 dal 26 al 30, abbiamo visto i versetti 26, 27 e 28 e riprendiamo da lì. Lasciate che vi legga la sezione in modo che la abbiate in mente: “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati”.
Questa porzione particolare delle Scritture, si potrebbe dire che in un certo senso è la sintesi e il fondamento di ciò che comprendiamo essere la Teologia Riformata. Si potrebbe dire che il Calvinismo potrebbe benissimo esser nato da questa porzione delle Scritture. Tutte le componenti che comprendiamo esser Bibliche a riguardo della salvezza, della preconoscenza, della predestinazione, della chiamata, della giustificazione, e della glorificazione sono tutte menzionate qui, e ovvimanete non sono oscure, non sono confusionarie e non sono difficili da comprendere, è una porzione della Scrittura molto chiara.
In questa sezione particolare di Romani 8, stiamo esaminando a questo ministero dello Spirito Santo, al fatto che Egli garantisce la nostra gloria futura. D’accordo? In precededenza abbiamo visto altre cose che compie, abbiamo visto che ci libera dalla morte, dal giudizio. Abbiamo visto che ci rende capaci di osservare la legge, di adempiere la legge, di comportarci rettamente, abbiamo visto che ci cambia la natura, ci adotta come figli nella famiglia di Dio. E poi, quando siamo scesi giù a partire dal versetto 17, abbiamo cominciato a sentir parlare di glorificazione. E dal versetto 17 al 30, abbiamo visto che l’intera sezione parla di come lo Spirito Santo ci assicura per la gloria eterna – di come ci assicura per la gloria eterna, e questa è la più grande di tutte le benedizioni.
Abbiamo letto in Efesini 1: “Siamo benedetti con ogni benedizione nei luoghi celesti”, ebbene, nella mia lista di tutte le benedizioni, questa sicurezza è al primo posto. Essere benedetti con una salvezza che non può essere revocata, che non può fallire, è la più grande di tutte le benedizioni. E questo significa che come dice Efesini 1:12, significa che speriamo in Cristo – che speriamo in Cristo, è lì che si trova la nostra speranza. E lo Spirito Santo è lo Spirito Santo della promessa - versetto 13 di Efesini 1 – datoci come pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria”, lo Spirito Santo è l’anticipo, la garanzia, l’anello di fidanzamento, la prima rata della nostra gloria futura. Il dono dello Spirito Santo è un dono di protezione, Pietro ha detto: “Siamo custoditi dalla potenza di Dio fino alla gloria, per ricevere la nostra eredità”, la potenza di Dio che ci custodisce non è impersonale, la potenza di Dio che ci custodisce non è altro che lo Spirito Santo. Questa è la più grande di tutte le benedizioni della nostra salvezza.
Detto questo, ascoltate a questa citazione, è una frase di un noto leader del movimento Pentecostale, dice così, cito: “Il più grande inganno che sia stato escogitato da Satana è la falsa dottrina del “una volta salvati, sempre salvati”, questa è un’accusa piuttosto grave, “Il più grande inganno che sia stato escogitato da Satana è il fatto che la salvezza sia permanente”, è davvero un inganno Satanico? Questo è il fondamento della loro teologia. È una menzogna profonda quella di dire che la dottrina della sicurezza del credente è un inganno Satanico, che i credenti Cristiani possono perdere la loro salvezza, ed in questo capitolo e nella sezione che abbiamo davanti a noi, vi mostrerò la prova assoluta, inviolabile, incontrovertibile, non contraddittoria che la vostra salvezza è per sempre.
È sempre un po’ triste per me, pensare a quelle persone che si trovano in quell’ambiente, quelle persone che sono sempre alla ricerca del prossimo fenomeno per rafforzare i loro timori ed i loro dubbi, le loro paure, è un esperienza triste. Vivono sempre in un timore vano, timore di cadere, timore di perdere la loro salvezza... e quindi devono chiedersi domande come questa: Come faccio a mantenermi salvo? Come faccio a resistere? E quelle stesse domande attribuiscono alla volontà umana un potere che non ha. Se resistere dipendesse da te, non riusciresti. Se rimanere salvi dipendesse da voi, non riuscireste. Queste persone vivono nella paura di perdere una salvezza che è per sempre, una paura vana. E questo insulta lo Spirito Santo, il cui ministero è quello di assicurare tramite la grazia i Cristiani fino alla gloria. Le persone di questo movimento vivono nel disagio, nel timore, nel dubbio, nella paura, ed è per questo cercano fenomeni esterni per rafforzare la loro fede debole ed eliminare la loro paura.
Iniziamo dal versetto 28, perché abbiamo già visto i versetti 26 e 27; ma nel versetto 28 dice: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene”, e quel bene, come vi ho detto la volta scorsa è il nostro bene eterno, la nostra gloria eterna; “Dio fa sì che tutte le cose cooperino alla gloria eterna di quelli che amano Dio”, che è una designazione dei veri credenti, “i quali sono chiamati secondo il suo disegno”, questo versetto è molto, molto importante. Dio fa si che tutte le cose sinergizzano - quello è il verbo, sinergizzare, “tutte le cose per il nostro bene eterno”, ciò significa che non c’è niente che può produrre un risultato negativo, che ogni cosa, le cose buone, le cose brutte e le cose indifferenti - Dio fa si che ogni cosa cooperi per il nostro bene eterno.
E perché? Perché lo fa? E questo è chiave! Voglio che comprendiate questa cosa anche se fosse l’unica cosa che comprendiate questa mattina, perchè continueremo a tornare su questo punto, ma il motivo per il quale Dio lo fa, è perchè “quello è il suo disegno”, alla fine del versetto: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene”, al nostro bene eterno, “di quelli che amano Dio” non per quelli che non lo amano, e questa è una designazione dei veri credenti, “per quelli che amano Dio” perché sono stati chiamati a farlo, e tutto questo funziona perchè è tutto secondo il suo disegno! La salvezza è ciò che Dio ha designato che fosse, possiamo partire da qui? La salvezza è ciò che Dio ha designato che fosse, è ciò che ha pianificato che fosse in base alle sue intenzioni. Noi siamo al sicuro perché è così che Dio ha designato la salvezza. Ciò che sarà alla fine corrisponderà esattamente con ciò che era all’inizio. Qualunque sia l’intenzione di Dio per il suo piano di salvezza, sarà quello che sarà.
Non ci sono variabili, non ci sono questioni in sospeso. Ecco perché Gesù dice in Giovanni 6: “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me, e colui che viene a me, non lo caccerò fuori, e tutti quelli che il Padre mi ha dati io non ne perderò nessuno, ma li risusciterò all’ultimo giorno”, non c’è nessuna perdita, qualunque cosa Dio ha deciso di fare, succederà. Quindi la fine della salvezza sarà determinata dal suo principio. Permettetemi di mostrarvi questo con una porzione della Scrittura molto importante che dovreste conoscere bene, si trova nel quarantaseiesimo capitolo d’Isaia, indietro nell’Antico Testamento al quarantaseiesimo capitolo d’Isaia. All’inizio del mio percorso di studio della Parola di Dio nel tentativo di comprendere tutte queste verità, questa parte particolare delle Scritture mi è venuta addosso come una dichiarazione potente e convincente a riguardo della natura della salvezza e dei propositi di Dio. È stata davvero una parte delle Scritture che mi ha cambiato la vita.
Versetto 9 di Isaia 46, e qui Dio ovviamente si sta mettendo in confronto con gli idoli di Babilonia, “Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me”, questo è il monoteismo, c’è un solo Dio. E qui vediamo ciò che distingue Dio come Dio, dice “io annunzio la fine sin dal principio”, in altre parole, quest’affermazione significa che già dal principio Dio sa esattamente che cosa succederà alla fine. Questa è l’onniscienza di Dio, e la sua onniscienza si estende fino alla fine.
Non importa se le cose sono accadute o meno, non importa se possono essere registrate storicamente o meno, non importa se sono state conosciute o vissute da qualcuno, sono conosciute da Dio. Dio conosce ciò che non è accaduto così come conosce ciò che è accaduto. Dio conosce il futuro così come conosce il passato. Conosce il futuro perfettamente come conosce il passato. Non c’è nulla che Egli non conosce. Il fatto che non sia accaduto non significa che non conosca il fatto che accadrà, e mi spingerei persino a dire che non è solo che Dio sa che cosa accadrà, ma determina ciò che accadrà. Egli stabilisce la fine dal principio. Quindi, qualunque sia il fine stabilito da Dio per la salvezza, quello sarà effettivamente quello che succederà.
Continuate a leggere, il versetto 10 dice: “Io annunzio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico” – e questo è chiave, “Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà”, questa è la dichiarazione di Dio stesso della determinazione assoluta che ha di compiere esattamente quello che vuole compiere. Alla fine del versetto 11, “Sí, io l’ho detto e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò”, ora prendete questo concetto ed applicatelo alla salvezza. Qualsiasi cosa Dio abbia pianificato è quello che accadrà, e cos’è che ha pianificato? Cos’ha pianificato? Qual’è lo scopo della salvezza? Prima di rispondere a questa domanda, voglio tornare indietro e sigillare la vostra comprensione di questo concetto del proposito di Dio – del proposito di Dio, è importante che lo comprendiamo bene.
Questa mattina parleremo del proposito di Dio nella salvezza e poi Domenica prossima perleremo del processo tramite il quale Dio fa si che il suo proposito si realizzi. Per cui oggi vedremo il proposito e settimana prossima il processo.
Torniamo per un momento a Efesini 1, e l’ho letto proprio per il suo collegamento, Efesini capitolo 1. E vorrei che traiate da questo passo meraviglioso che avete in mente - perchè vel’ho letto - il fatto che abbiamo a che fare con la storia intera della salvezza, abbiamo l’adozione, la grazia, la redenzione, il sangue di Cristo, il perdono dei peccati - tutte quelle cose che sono collegate alla salvezza - ma voglio che comprendiate che ciò che guida il tutto è il disegno divino.
Versetto 4: “In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo”, perchè ci ha scelti? Qual era il suo scopo? “perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui”, e questo non succederà mica in questa vita, non è vero? Non succederà. So che la giustizia di Cristo ci viene imputata in questa vita mentre viviamo in questo periodo di grazia, ma l’obiettivo finale della predestinazione era quello di avere un popolo santo davanti a Cristo. Quindi “Egli ci ha predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi Figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà”, tutto inizia con la Sua volontà. Ma notate il versetto 6, dov’è che va tutto parare? “A lode della gloria” - della Sua cosa? - “della Sua grazia”. Quindi l’obiettivo della salvezza è salvare delle persone per grazia, di mantenerle per grazia, di portarle alla gloria affinchè Egli potrà manifestare la sua grazia tramite di loro per sempre.
E anche gli angeli ne parteciperanno. Paolo dice che gli angeli gaurderanno alla gloria del Vangelo perché non hanno mai sperimentato la grazia. Se non ci fossero peccatori redenti dalla grazia, quell’aspetto della natura di Dio non sarebbe mai stato dimostrato, per cui, a lode della gloria di Dio, a lode della gloria della Sua grazia, Egli redime peccatori e li porta alla Sua presenza eterna per mettere in mostra la Sua grazia per sempre, questa è la sua volontà, questo è il disegno benevolo della sua volontà. È benevolo perchè nei suoi confronti noi ne siamo i beneficiari. È benevolo per noi, ma è destinato alla lode della Sua grazia.
Inoltre, nel versetto 7: in lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati, e le ricchezze della Sua grazia che Egli ha riversato su di noi, e tutte queste cose... ma perchè lo fa? Versetto 11: “Abbiamo un’eredità, siamo stati predestinati secondo il Suo proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà”, aveva uno scopo. Ci ha predestinati a quello scopo. Opera ogni cosa secondo quel proposito, secondo la Sua volontà - versetto 12 - “affinchè, noi che per primi abbiamo sperato in Cristo, saremmo stati a lode della sua gloria”, in altre parole, il fine è che tutte le persone predestinate saranno salvate, saranno glorificate e saranno per sempre a lode della gloria della Sua grazia. Questo è il Suo scopo, questa è la Sua intenzione, questo è il Suo piano, ed è esattamente ciò che sta compiendo. E ci ha dato “una garanzia”, versetto 13, alla fine del versetto, “siamo stati sigillati in Cristo”, sigillati, protetti, “con lo Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità” la garanzia, “fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati”, ovvero noi, e di nuovo, “a lode della sua gloria”.
Se non capite il concetto della sicurezza del credente nel contesto più ampio della potenza divina di Dio, dello scopo di Dio e dell’onniscienza di Dio, non riuscirete ad afferrare come dovreste quest’enorme realtà cosmica.
Nel sesto capitolo di Ebrei, c’è un’altra testimonianza molto convincente della sicurezza che possediamo grazie al proposito di Dio. In Ebrei capitolo 6 versetto 17 - a proposito, prima nel capitolo 6 parla di quelle persone che si sono allontanate dalla verità, perchè non erano veri credenti, di coloro che si sono allontanati nonostante fossero esposti a tutta la rivelazione, dice il versetto 8 che sono privi di valore, sono maledetti, bruciati, ma poi cambia le carte in tavola e inizia a parlare ai credenti nel versetto 9 e dice: “Tuttavia, carissimi, siamo persuasi riguardo a voi di cose migliori”, e parlando di noi stessi, scendendo giù al versetto 17 dice: “Cosí Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l’immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento”.
Questo è incredibile! Dio ha voluto mostrare agli eredi della promessa, la promessa di Dio per la gloria eterna. Noi siamo gli eredi in attesa dell’eredità. Ha voluto mostrarci “l’immutabilità del suo proposito”, del fatto che non cambierà. Qualunque sia il suo proposito, lo farà, qualunque sia il suo proposito, lo compierà, “invervenne con un giuramento... affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione in noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti”, quali sono le due cose? Una promessa e un giuramento. Dio ha promesso e poi ha giurato di esser fedele alle sue promesse, e tramite queste due cose immutabili, Dio dichiara l’immutabilità del suo proposito, e di conseguenza, Colui che non può mentire ci ha permesso di rifugiarci con grande consolazione, nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti, e questa speranza, dice il versetto 19, la teniamo come un’ancora dell’anima.
Non so come si fa a vivere sotto un tipo d’insegnamento che ti minaccia con la perdita della tua salvezza. Abbiamo un’ancora che è letteralmente - dicono i due versetti successivi di Ebrei 6 – un’ancora che penetra oltre la cortina, oltre il luogo Santissimo e che va fino a Cristo stesso. Abbiamo un Dio immutabile che ha fatto promesse immutabili e che poi ha anche giurato sulla sua stessa promessa, affinchè, grazie alle due realtà immutabili, il Dio che non può mentire ci ha garantito la promessa della gloria eterna e quindi ci ha dato una speranza che è sicura. E siamo protetti dall’intercessione del Figlio di Dio alla destra di Dio e dalla continua intercessione dello Spirito, versetti 26 e 27, con cui lo Spirito intercede Egli stesso per noi secondo la volontà di Dio e così siamo assicurati, prima di tutto, dalla promessa di Dio; in secondo luogo, dall’opera sacerdotale di Cristo; ed in terzo luogo dall’intercessione del benedetto Spirito Santo in modo personale.
La tua salvezza è eterna perché è così che Dio l’ha disegnata, è così che l’ha pianificata ed è così che avverrà. Tutto coopera per il nostro bene, perchè tutto questo è coerente con il proposito di Dio. E dunque qual è lo scopo di Dio nella nostra salvezza? Qual è? Beh, voi potreste dire: “di farci andare in Paradiso”, ebbene, quello sarebbe un po’ poco rispetto al vero proposito, cioè è certamente una tappa, ma credo che molte persone pensano che si tratti solo di portarci in Paradiso, di arrivarci e sperare che quando passano a distribuire le arpe ne riceviamo almeno una piccola, che per lo meno ci ritroviamo con una nuvoletta sulla quale sederci per poterla suonare per sempre nel luogo perfetto; ma tutto questo è molto lontano dalla realtà del Paradiso, anche questo fa parte delle sciocchezze che vengono fuori da questi libri scritti da queste persone che scrivono dei loro viaggi in Paradiso.
E io sono in procinto di scrivere un altro libro, e sarà qualcosa del tipo, “Vuoi conoscere la verità sul Paradiso?” Perché quando si confrontano tutte queste storie assurde di queste persone che sono andate in Paradiso, ci si rende conto che non sono mai d’accordo, per cui ovunque stiano andando, non stanno andando in Paradiso, altrimenti sarebbero tutti d’accordo perché il Paradiso è il Paradiso, e non è quello che dicono tutte queste persone che sono in disaccordo, la verità si trova nella Parola di Dio. E quando arriveremo in cielo, quale sarà la meta? Quale sarà l’obbiettivo?
Voglio che lo vediate, quindi torniamo a Romani 8 e giusto per pochi minuti guardiamo al proposito – il proposito. Il proposito di Dio si realizzerà, questo è il punto che abbiamo stabilito, questo è un fatto, il fatto del Suo proposito, che è stato stabilito prima della fondazione del mondo. Egli l’ha predeterminato ed è così che andrà a finire. Qualunque cosa Egli pianifica si verificherà, la fine sarà uguale al principio, ma qual è questo proposito? Qual è l’obiettivo? Perché Dio sta facendo cooperare tutto per portarci alla gloria eterna? Perchè è questo il suo proposito? Perché siamo stati chiamati a questo fine? Perché siamo stati preconosciuti, predestinati? Ecco la risposta, metà del versetto 29, ecco lo scopo secondario, l’obiettivo secondario: “Che ci conformassimo all’immagine del Figlio Suo”... che ci conformassimo all’immagine del Figlio Suo - avete sentito? Che ci conformassimo all’immagine del Figlio Suo.
Nel libro del bambino di quattro anni, ha detto: “Il cielo è pieno di bambini che corrono dappertutto”, davvero? Il Paradiso è pieno di bambini che corrono dappertutto? Non credo proprio, non credo proprio. Chiunque si trova in cielo è conforme a chi? A Cristo. Una virilità ed una femminilità completa e glorificata, questo è l’obiettivo secondario della salvezza: che ci conformiamo all’immagine del Figlio Suo, quello è lo scopo. E che cosa significa essere come Cristo? Non vuole dire che gli assomiglieremo, in termini di lineamenti fisici, ma quello che significa che, per quanto sia possibile che un’umanità glorificata possa essere come la divinità incarnata, lo saremo. Filippesi 3, 20 e 21 dice che avremo un corpo simile al suo corpo glorioso, giusto? 1 Giovanni 3:1 e 2: “saremo come Lui, perché Lo vedremo com’ Egli è”, questo è il premio della vocazione celeste, Filippesi 3: “corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione”, qual è il premio della vocazione celeste? L’essere come Cristo.
Ora, proprio adesso lo Spirito Santo ci sta conformando, non è vero? Di gloria in gloria, e questo l’abbiamo già visto, ma ci sta modellando all’immagine di Cristo mentre contempliamo la sua gloria nelle Scritture. Man mano che Cristo diventa più glorioso, man mano che lo conosciamo di più, lo Spirito ci modella nella sua immagine, ma tutto questo non sarà completo, non sarà perfetto fino a quando non saremo risuscitati e non avverrà la redenzione del nostro corpo, come già menzionato in precedenza nel capitolo. Ma quando arriveremo in cielo, l’obiettivo sarà che ci conformeremo - il verbo significa “portare nella stessa forma”, proprio come dice – esser portati nella stessa forma dell’immagine di Cristo. Immagine è eikōn da cui deriva la parola “icona”, questa è usata quattro volte nel Nuovo Testamento con riferimento a Gesù Cristo. È il versetto usato - la parola usata in 2 Corinzi 3:18, “che saremo conformati a sua immagine di gloria in gloria”, è usata di nuovo nel capitolo 4, parlando di nuovo della forma di Cristo. In Colossesi 1, Colossesi 3, questa forma è una forma derivata, non una forma accidentale. In altre parole, non si tratta di un “oops” - si è presentato ed assomiglia molto a Gesù, proprio com’è nel caso di somiglianze umane in questa vita. Si tratta di una forma derivata. Letteralmente, dice, “siamo portati intenzionalmente nella Sua stessa forma”, e di nuovo, non significa che avremo tutti le caratteristiche fisiche di Cristo, ma significa che saremo essenzialmente ciò che è ovvero che saremo un’umanità perfetta, un’umanità matura, retta, santa e pura.
E ricordate che ne abbiamo parlato, non è vero? Che Cristo è il modello di uomo perfetto, e ci mostra cosa sia la purezza perfetta, la santità perfetta, la rettitudine perfetta, è lo standard; era in forma di Dio, poi ha assunto la forma di uomo, ed è venuto nel mondo, sì per convalidare il piano di Dio fornendo un sacrificio per il peccato. Ma è anche venuto per dimostrare il piano di Dio. Quindi, quando pensate al Paradiso, pensate a Cristo e pensate al fatto che tutto ciò che sapete esser vero di Cristo sarà anche vero per voi. E ce ne vuole ancora, non credete? Manca parecchio, ma essenzialmente, Egli ci mostra cosa sia l’umanità perfetta, cosa sia un’umanità assolutamente santa e giusta. E lo scopo di Dio è quello di conformarci a quell’immagine. Non si tratta di cose accidentali, ma di essere come Cristo, di essere come Cristo. Mentre lo contempliamo, lo Spirito Santo ci modella a poco a poco nella sua immagine, a poco a poco. Paolo dice: “Non ritengo di averlo già afferrato”, in Filippesi 3, “ma corro verso la meta”, seppur è vero che un giorno saremo come Lui.
E questo è lo scopo secondario di Dio - questo è lo scopo secondario di Dio. E qual è lo scopo primario? Continuate a leggere, indietro al versetto 29. Lo scopo primario è che Lui - lo scopo secondario è che tu sia conformato a Suo Figlio; lo scopo primario è che Lui, Suo Figlio, sia il primogenito tra molti fratelli. Ora, voi potreste dire: “Beh, ma non sembra molto importante... primogenito tra molti fratelli. Sembra un po’ banale”, e quello è perchè non capite il termine “primogenito”, e per certi versi, sarebbe bello se non l’avessero tradotto così, perché prōtotokos significa molto di più di quello che si pensa quando si vede quella parola, il primogenito, il primo figlio nato in una famiglia. Questo è un po’ il modo in cui la comprendiamo nella nostra società, perché non facciamo come nell’antichità, non diamo un merito speciale al primogenito di una famiglia come se fosse il figlio principale.
Siamo cresciuti in una Democrazia nella quale tutto dovrebbe essere uguale e anche tra i figli dividiamo tutto in parti uguali, ma nell’antichità, quando si passava il patrimonio, lo si passava al figlio più maturo, che sarebbe stato il primogenito, quello che aveva la forza e le capacità di gestire il patrimonio di famiglia, che avrebbe preso tutti gli assetti, e tutte le responsabilità, ed avrebbe sistemato tutto e così facendo avrebbe portato avanti il patrimonio di famiglia e si sarebbe preso cura della famiglia allargata, questo è un po’ il significato nell’antichità, e quindi si dava il tutto al primogenito, colui che aveva più esperienza, più maturità perchè era più grande, ed era considerato il primo. Ed è da qui che deriva questa parola, ma in realtà il suo significato è molto più esteso.
La parola “primogenito”, mi piacerebbe che la vedreste un po’ come il “preminente” - il preminente – così che quando la leggete la vedete come, “affinchè Egli sia preminente tra molti fratelli”, sapete, è incredibile che in Ebrei capitolo 2, il Signore non si vergogni di chiamarci suoi fratelli! Credenti, siamo stati adottati nella famiglia di Dio. Siamo figli della famiglia, in un certo senso siamo fratelli di Cristo, siamo partecipi della natura divina - per quanto più sia possibile che un’umanità glorificata sia come la divinità incarnata, di tal maniera saremo, di tal maniera lo sperimenteremo. Non so l’essenza di tutto questo, ma so che la realtà è la santità, una santità, una purezza ed una giustizia assolutamente perfetta.
E quindi tutto questo sarà nostro, e non c’è alcuna riluttanza da parte di Dio di darci la sua stessa giustizia, perchè di fatto l’ha già imputata sul nostro conto con la giustificazione ma sarà realizzata nella glorificazione. Non è riluttante a darcela, in un certo senso, non è riluttante a condividere con noi la sua gloria finale. Infatti, ci conformerà all’immagine di Suo Figlio, affinchè riusciremo a riflettere la gloria del Figlio. Ma alla fine, anche se siamo fratelli, Cristo sarà il prōtotokos, Lui sarà il preminente. Questo, cari amici, è l’obiettivo della salvezza. L’obiettivo della missione di Dio nel mondo, è quello di creare preminenza per suo Figlio, il Figlio del suo amore, l’amato, preminenza in un cielo eterno dove sarà innalzato per sempre da coloro che l’amano e l’adorano. E voi potreste dire: “Beh, anche gli angeli avrebbero potuto farlo...” non dal punto di vista della grazia, non dal punto di vista della misericordia. E non può mettere in mostra per sempre la lode della gloria della sua grazia se non crea gli esseri umani, redime i peccatori e li porta in cielo.
Alla fine, e l’ho già detto nel corso degli anni, ma alla fine lo scopo della salvezza è che il Padre ha amato il Figlio così perfettamente, così infinitamente, così gloriosamente, così maestosamente - in modo così perfetto che doveva dimostrare tale amore. E com’è che il Padre avrebbe dimostrato mai tale amore a suo Figlio? Gli avrebbe dato un vasto gruppo glorificato di santi che l’avrebbero lodato ed onorato per sempre, ecco perché ha fatto tutto questo. Il fatto che sarete conformati alla sua immagine è secondario. La cosa primaria è che in vista del fatto che sarete conformati a Sua immagine, potrete glorificarlo per sempre. La preminenza di Cristo è tutto. Ecco perché Filippesi 2 dice che gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome; affinchè al nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi.
In Colossesi 1, c’è un’affermazione che inizia al versetto 15: “Egli è l’immagine del Dio invisibile, è il prōtotokos di ogni creatura, il primogenito di ogni creatura”, seppur non era la prima persona creata perchè prima di Gesù furono create un sacco di persone, ed ovviamente Egli era il Figlio eterno, che di fatto non è mai stato creato, ma nella sua umanità, Gesù è stato creato nel grembo di Maria; ed ovviamente cronologicamente parlando non è il primogenito tra tutte le creature, ma tra tutti coloro che sono stati creati Lui è il prōtotokos, è il primo, è il preminente, ecco cosa significa. E per continuare a definire questo concetto, dice che Egli è “il prōtotokos di ogni creatura, perchè in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono, sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli che è il principio, il prōtotokos dei morti; cioè, di tutti coloro che sono stati risuscitati dai morti, Egli è il primo ed il preminente... affinchè in ogni cosa abbia il primato.
E poi questo: “Poichè al Padre piacque”, che cos’è che voleva Dio? Al Padre piacque onorare suo Figlio. Al Padre piacque redimere peccatori che avrebbero costituito un corpo eterno di persone che avrebbero onorato suo Figlio, che avrebbero glorificato suo Figlio, che avrebbero servito suo Figlio e che avrebbero persino riflesso la sua stessa gloria, questo era il suo proposito. Il suo scopo non era quello di portare le persone a metà strada verso il Paradiso per poi perderle all’inferno. Il suo scopo non era quello di salvarle per un po’ di tempo. Il suo scopo non era di portare loro il Vangelo, sperare che avrebbero creduto e sperare che avrebbero resistito. Il suo scopo era di creare un’umanità redenta di santi che sarebbero arrivati in Cielo per grazia e che avrebbero lodato per sempre e per l’eternità colui che morì per rendere possibile il tutto: il Figlio di Dio.
Dio ci dà la gioia, la pace, il Cielo, ma non è tutto per noi, noi siamo solo il proposito secondario, all’apice dell’obbiettivo divino è che tutti noi saremo li per sempre, glorificando Suo Figlio. Cristo è il punto focale della storia della redenzione. Egli dev’essere eternamente glorificato ed onorato. E dunque, lo scopo della salvezza è Cristo, è l’amore del Padre nei confronti del Figlio. Spesso l’ho detto così: Il Padre si è messo in cammino nella redenzione per trovare una sposa a suo Figlio. Per questo il Cielo viene chiamato la città nuziale, la Nuova Gerusalemme, giusto? Adornata come una sposa. Per questo la Chiesa è chiamata la sposa di Cristo e Lui è lo sposo. Tutta la storia della redenzione è caratterizzata dal Padre alla ricerca di una sposa sottomessa e amorevole per Suo Figlio, che lo loderà e l’onorerà nei secoli dei secoli. Questo è lo scopo di Dio e questo è quello che sta facendo.
Torniamo a Isaia 46: “Io l’ho disegnato e l’eseguirò”, e poi di nuovo in Giovanni 6, Gesù ha detto: “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me e non ne perderò nessuno, ma li risusciterò nell’ultimo giorno”, di conseguenza, “chiunque Dio ha preconosciuto” - versetto 29 - “li ha pure predestinati, e li ha predestinati a esser conformi all’immagine del Figlio Suo, affinché il Figlio suo sia il preminente tra molti fratelli”, e poi c’è il processo: “li ha pure predestinati, li ha chiamati, li ha giustificati e li ha glorificati”, non c’è alcuna perdita, coloro che ha predestinato, ha chiamato, coloro che ha chiamato, ha giustificato e coloro che ha giustificato ha anche glorificato.
E a proposito, il versetto 31: “Se Dio è per noi” - cosa? Se questo è il piano, pensate che qualcuno possa mai rovinarlo? Per cui rallegratevi nella vostra sicurezza, rallegratevi dell’opera d’intercessione di Cristo presso il trono di Dio a vostro favore, rallegratevi dell’opera d’intercessione continua dello Spirito nel vostro cuore, rallegratevi del magnanimo, grazioso e meraviglioso proposito di Dio, che si realizzerà. Ora, alcuni di voi stanno guardando a quelle parole: “preconoscienza”, “predestinazione”, “chiamata”, e vi state chiedendo: “Come funziona tutto questo?” e questo sarà il tema di Domenica prossima, va bene? Sarà per la prossima Domenica.
Ora, tra un minuto pregherò, ma continueremo a fare quello che abbiamo fatto la settimana scorsa. Pregherò e poi voglio che rimaniate seduti in silezio, senza andarvene, e come ho detto la settimana scorsa, vorrei che questo fosse un momento di meditazione, un momento per pensare un po’ a quello che è stato detto; come sapete, qui abbiamo un po’ l’attitudine di correre al prossimo evento. Ma vorrei che rimaniate seduti in silenzio per un momento a pensare alle cose che avete sentito nel mentre Jan ci accompagnerà all’organo. E poi, quando ci sarà un po’ più di rumore lo saprete e potrete continuare in comunione... ma prima di concludere con una preghiera vorrei ricordarvi che questa sera ci raduneremo attorno alla cena del Signore e so che sarà un momento meraviglioso. Sarà un momento di celebrazione della croce nel mentre ci avvicineremo al Signore tramite la comunione. Quindi tornate quetsa sera alle 6:00, e sappiate che La stanza di preghiera alla mia destra è aperta per chiunque abbia dei bisogni spirituali e ci piacerebbe davvero se veniste perchè ci sono delle persone che vorrebero parlare con voi.
Ora, Padre, siamo così grati del tempo che abbiamo a disposizione questa mattina per cercare di parlare di queste cose. Mi sento così debole, così fragile e così incapace di esprimere la grandezza di queste verità. Questo predicatore non è in grado di cogliere l’infinita maestosità di queste realtà. Possiamo solo pregare, Signore, che in qualche modo le nostre parole umili, i nostri deboli sforzi possano essere potenziati ed arricchiti, ancora una volta, dal meraviglioso maestro che risiede in noi, dall’unzione che abbiamo da Dio, lo Spirito Santo affinchè Egli ci porti ancora più in profondità nelle glorie di queste realtà redentrici. Grazie per le persone che sono qui presenti e che gioiscono di una vera salvezza eterna e che vivono in una speranza fiduciosa, la cui speranza è ancorata - le loro anime sono ancorate, perché la loro salvezza è reale. Signore, ci sono alcune persone qui che non hanno la fiducia d’avere la vera salvezza, persone che stanno lottando, forse alcune che sanno di non avere la salvezza, di non avere speranza, che sanno di essere senza speranza, senza Dio nel mondo e che sanno che stanno approcciando il giudizio. Prego, Signore, che vengano a Cristo e alla promessa della vita eterna in Lui. E ci sono altri che hanno dubbi, domande, che si chiedono se sono davvero salvi oppure no, e ti prego, Signore, che tu possa attirarli in modo autentico e salvifico a Cristo e che tu gli possa dare la vera speranza. E che lo Spirito testimoni al loro spirito che sono veramente figli di Dio. Grazie per tutto quello che hai depositato nelle nostre menti, e fa si che possa passare dalle nostre menti ai nostri cuori affinché si traduca in adorazione e obbedienza. Preghiamo nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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