Apriamo la Parola di Dio all’ottavo capitolo di Romani, e guarderemo insieme – essenzialmente guarderemo solamente a due versetti, solamente a due versetti. Ma per stabilirli per bene nelle vostre menti, vorrei leggere tre versetti, versetti 28, 29 e 30, che ovviamente funzionano insieme. Praticamente abbiamo già visto il versetto 28 ed almeno la seconda metà del versetto 29, ma vorrei leggerveli comunque.
Romani 8:28: “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati”.
Ora, come abbiamo imparato – giusto per darvi un po’ il quadro generale, non voglio insistere troppo su questo punto, ma è un punto importante, come abbiamo imparato, l’opera benevola, potente e meravigliosa dello Spirito Santo a favore di ogni Cristiano è sufficiente a motivare un’adorazione gioiosa e grata, e l’adorazione è la priorità per il credente. Siamo prima di tutto adoratori, il Padre sta cercando veri adoratori e noi siamo coloro che adorano nello Spirito, secondo l’Apostolo Paolo. Siamo prima di tutto adoratori, l’oggetto della nostra adorazione è il Dio Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo.
E generalmente parlando, siamo ben informati nell’adorazione di Dio Padre, comprendiamo i suoi attributi, comprendiamo le sue opere potenti e le celebriamo in adorazione sia individualmente che corporalmente. Siamo ben informati sull’adorazione del Figlio di Dio. Comprendiamo la Sua vita, il Suo ministero, comprendiamo la Sua morte, la Sua resurrezione, l’ascensione, la Sua opera d’intercessione, il Suo ritorno e facciamo bene ad adorare il Figlio. Ma non comprendiamo appieno, almeno nella chiesa Evangelica, il ministero dello Spirito Santo e di conseguenza, non lo adoriamo come dovremmo e, quindi, non adoriamo il Dio Trino nella misura più completa che Egli è degno di ricevere.
La nostra adorazione dello Spirito Santo, come quella del Padre e del Figlio, è tanto vera, tanto pura, tanto accurata e tanto estesa quanto lo è la nostra conoscenza della persona e dell’opera dello Spirito. E visto che questo è un problema molto evidente nel mondo Evangelico odierno, ci stiamo sforzando a guardare per bene al ministero dello Spirito Santo per il quale Egli dev’essere adorato. E voglio dire subito che lo Spirito Santo non è meno sovrano del Figlio o del Padre. Non è meno sovrano, non ha meno autorità degli altri membri della Trinità e dev’essere obbedito come il Figlio e il Padre e dev’essere onorato e dobbiamo sottometterci a Lui come al Figlio e al Padre.
Ma la chiesa Evangelica generale del nostro periodo è stata defraudata della comprensione dello Spirito Santo per quanto riguarda la sua persona e la sua opera, il suo ministero, e di conseguenza, la nostra adorazione dello Spirito Santo è contorta - o prende luogo nell’ignoranza. Il movimento Pentecostale/Carismatico, che naque all’inizio del XX secolo, ha prodotto un finitià d’idee errate sul conto dello Spirito Santo, un infinità di mal rappresentazioni sul conto dello Spirito Santo, un sacco di abusi, e di bestemmie del suo santo nome. E nel nome dell’unità, nel nome dell’amore e dell’accettazione, la Chiesa Evangelica ha deciso di non correggere la vasta propagazione di questi errori, e questa è una cosa seria da esser evitata, tutto questo dev’esser corretto, dev’esser esposto.
Nel movimento Pentecostale/Carismatico lo Spirito Santo è percepito, al di là di quello che si dice, ma lo Spirito Santo è percepito non come il Dio sovrano, non come lo Spirito sovrano che governa, che comanda il credente, non come colui al quale dobbiamo sottometterci, la cui Parola dobbiamo obbedire, invece, lo Spirito Santo è presentato quasi in modo impersonale come una sorta di forza, una specie di forza metafisica che serve il credente e che si sottomette alla volontà del credente, ai desideri del credente, alle parole del credente e persino, suppongo, ai comandi del credente. Desideri personali, voglie personali, fantasie personali, ambizioni personali, desideri di salute, di ricchezza, di prosperità, una brama per l’esperienze mistiche, per sentimenti esoterici, e si suppone che siano degli atti dello Spirito che sono fondamentalmente attivati dalle richieste del credente e dalle parole del credente.
Ad esempio, forse il più influente del movimento carismatico è Benny Hinn, ed ecco a voi alcune citazioni di Benny: “No, no, no non andate mai e poi mai dal Signore a dire, ‘Se è la tua volontà’”, ed eccone un’altra: “L’opera dello Spirito Santo dipende dalle mie parole. Non si muoverà finché non lo dico io”, quindi lui è sovrano e lo Spirito Santo è una forza metafisica che funziona in risposta alle sue parole. E vedrete questa cosa qui in tutti i predicatori della confessione di fede positiva, in tutti i predicatori da Joel Osteen, fino ad uno dei primi, Kenneth Hagin, che ha rubato queste idee da E.W. Kenyon, che le ha stravolte dalla Scienza Cristiana, dalla Metafisica. Ma questo è l’atteggiamento, lo Spirito è a mala pena personale, è una sorta di forza.
Benny Hinn dice che riceve questa unzione dello Spirito Santo, in particolare quando visita la tomba di due donne, predicatrici eretiche, Aimee Semple McPherson e Kathryn Kuhlman, che quando si avvicina alle loro tombe, l’unzione dello Spirito Santo viene su di lui e dice che quest’unzione è così forte che può persino togliersi il cappotto, strofinarselo addosso e così facendo l’unzione entra nel cappotto, e poi lo agita in aria e dice “Bam, bam, bam”, e le masse cadono tutte a terra perché sta esercitando quel potere chiamato ‘spirito santo’. Questo è quello che significa essere colpiti dallo Spirito, quando le persone individualmente ed in gruppo cadono sotto l’effetto di questa potenza. In effetti, gli Evangelisti come lui hanno un tale controllo dello Spirito Santo che possono pretendere che lo Spirito Santo si presenti in un certo teatro alle 7:30 di Mercoledì sera e si lasci sballottare a loro piacimento.
Questo è un sistema falso, e ancora si tratta di metafisica, è l’idea che lo Spirito Santo sia una forza mistica e che ci siano certe leggi metafisiche che operano nell’universo, e che se si dovesse riuscire ad interagire con quelle leggi, lo Spirito Santo si muoverebbe con potenza. Il nome dello Spirito Santo viene usato per dare legittimità ad un falso insegnante. Ci potrebbero anche essere degli spiriti, ma non sono lo Spirito Santo. Ma il nome dello Spirito Santo viene usato perché da una certa legittimità al predicatore, lo rende anche famoso e ricco, e così lui viene onorato mentre lo Spirito Santo viene disonorato.
Quanto è grave questa cosa? Esodo capitolo 20 versetto 7, li dove vengono enunciati i dieci comandamenti, uno dice così: “Non pronunciare il nome del Signore invano”, quella è una cosa molto pericolosa seppur è proprio quello che questo tipo di trattamento metafisico dello Spirito Santo, prende il Suo nome invano. Dice: “Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano”, non sono mica io il giudice finale di quello che succederà a queste persone, ma Dio lo è, e non rimarranno impunite. E per il bene delle persone che sono sotto quest’inganno, si potrebbe solo desiderare che la punizione arrivi più presto piuttosto che più tardi.
La Scrittura attribuisce allo Spirito Santo tutti gli attributi che sono attribuiti al Figlio e al Padre, è completamente Dio, sovrano su tutti i credenti, non ci obbedisce, non compie la nostra volontà, non agisce in risposta a certe leggi metafisiche determinate da noi stessi, non agisce secondo le nostre confessioni verbali. Non è una sorta di forza neutra che aspetta che noi la mettiamo in moto, lo Spirito Santo è sovrano sul credente, e dobbiamo obbedire alle sue parole, sottometterci alla sua autorità, dobbiamo camminare nello Spirito, dobbiamo vivere nello Spirito, obbedire allo Spirito ed essere costantemente riempiti dallo Spirito. Egli è l’autorità di Dio in noi e su di noi.
Abbiamo visto il vero ministero dello Spirito Santo in Romani capitolo 8, e quindi andiamo lì a questo punto. Qui stiamo imparando a riguardo degli elementi della sua opera benevola nei credenti. Potremmo riassumere il tutto e dirlo in questo modo - e penso che... sapete, a volte offrire il quadro generale delle cose sia importante. Il Padre ha iniziato il piano di salvezza nell’eternità passata, il Padre ha iniziato il piano di salvezza, il Figlio l’ha convalidato sulla croce e l’ha dimostrato con la sua vita, ha dimostrato qual’era l’aspetto di un’umanità perfetta; ha dimostrato qual’era l’aspetto di una persona salvata, completamente santificata e persino glorificata.
Per cui il Padre inizia il piano della salvezza, il Figlio lo convalida sulla croce e lo dimostra nella sua stessa vita, ma è lo Spirito Santo che lo attiva. Non siamo noi ad attivare lo Spirito Santo, è lo Spirito Santo che attiva l’opera di Dio nella nostra vita e quello è inclusivo. È lo Spirito Santo che ci conduce al ravvedimento, ci convince di peccato di giustizia e di giudizio. È lo Spirito Santo che ci rigenera, che ci da vita e comprensione affinchè possiamo credere. E dunque, è lo Spirito Santo che ci convince di peccato e ci rigenera, è lo Spirito Santo che ci santifica, ed è anche lo Spirito Santo che ci assicura, ovvero, che garantisce la nostra gloria futura, e per finire, è lo Spirito Santo che ci glorifica, ci farà risorgere così come ha risorto Gesù.
Per cui l’intera opera, l’iniziazione intera dell’opera della salvezza, iniziata da Dio, convalidata e dimostrata da Cristo, è successivamente attivata dallo Spirito Santo. Un altro modo di dirlo, è che il Padre si è proposto di salvare un popolo eletto, il Figlio ha provveduto al sacrificio per rendere quella salvezza possibile, e lo Spirito la produce, Egli ci porta alla convinzione, ci rigenera, ci santifica ed un giorno ci glorificherà. Lo Spirito Santo dunque rigenera, santifica, assicura e glorifica i credenti, e questa è la sua opera veritiera.
Ora, stiamo guardando all’opera dello Spirito Santo nel capitolo di fronte a noi e siamo arrivati giù fino alla sezione che va dal versetto 28 al 30, e fin dal versetto 17 abbiamo guardato ad un’opera particolare dello Spirito Santo, ovvero, l’opera dell’assicurarci. Abbiamo parlato del suo rigenerarci, abbiamo parlato del suo santificarci, nel separarci dal peccato e dalla morte capacitandoci di adempiere alla legge cambiando la nostra natura portandoci a vivere rettamente addottandoci nella famiglia di Dio e rendendoci suoi figli, tutti questi elementi della santificazione, dell’identità e dell’unione con Cristo.
Adesso però stiamo guardando all’opera finale che è presente di fronte a noi, ovvero l’opera dello Spirito Santo nel garantire o nell’assicurare la nostra gloria eterna, e questo va dal versetto 17 giù fino al versetto 30. Stiamo guardando al ministero dello Spirito di Dio tramite il quale assicura la vostra salvezza eterna, il vostro luogo nei Cieli. Ed ho propositamente letto da 1 Pietro perchè volevo ricordarvi che siete stati assicurati verso la vostra eredità futura che è preservata e protetta dalla Potenza di Dio, ovvero, dallo Spirito Santo e che ci sta aspettando, incorruttibile, incontaminabile, e che non può svanire, che è riservata per voi, e siete protetti affinchè un giorno ci arriverete, che sarebbe l’opera di sicurezza dello Spirito Santo. Lui è dunque chiamato, lo Spirito della promessa, è la garanzia, l’acconto, l’anello di fidanzamento, il sigillo di Dio che vi porterà fino alla gloria finale.
E quindi incominciando dal versetto 17, vediamo che il tema si muove dalla rigenerazione e la santificazione fino alla gloria. Nel versetto 17, incominciamo a parlare dell’essere glorificati, nel versetto 18 vediamo la gloria che dev’esserci rivelata. Versetto 21, vediamo la gloria dei figli di Dio, ed iniziamo a guardare al futuro. Nel versetto 24 arriviamo a vedere la speranza di quella gloria, e di nuovo nel versetto 25 vediamo la speranza, e giù fino al versetto 30 vediamo ancora la parola “glorificati”, per cui il tema dal versetto 17 al 30 è a la nostra gloria futura e l’enfasi è sull’opera dello Spirito Santo che ci assicura fino a quella gloria futura.
Ora, nei versetti 26 e 27 viene dimostrato che Egli compie tutto questo in modo notevole. Egli intercede per noi con sospiri ineffabili, è il nostro intercessore. Va al Padre in continuazione con un linguaggio imparlabile, in una comunione intra-trinitaria priva di parole, è lo Spirito che parla al Padre senza parole – cose troppo profonde per il linguaggio umano. La lingua umana limiterebbe questa comunione, e lo Spirito sta parlando senza parole, avendo comunione con il Padre in perfetta armonia con la volontà del Padre. Versetto 27, intercede per i santi secondo il volere di Dio ed esamina i cuori e sa quale sia – ovvero Dio – sa quale sia il desiderio dello Spirito. Per cui abbiamo il piano del Padre, conosciuto dallo Spirito che intercede nello schema di quello stesso piano, secondo la volontà di Dio, e di conseguenza in quel meraviglioso ministero d’intercessione dello Spirito, siamo assicurati per la gloria.
Lo Spirito sta gemendo perchè vuole che arriviamo alla gloria. Dal versetto 19 al 22 vediamo che la creazione sta gemendo. I credenti stanno gemendo dal versetto 23 al 25. Ma nessuno di questi gemiti è efficace. Ma il gemito dello Spirito Santo lo è, è un gemito potente che ci assicura fino alla gloria finale. Questo è quello che lo Spirito Santo sta compiendo nei nostri confronti, e grazie a tale ministero d’intercessione dello Spirito di Dio, il Padre stesso - versetto 28 – fa si che tutto cooperi per il nostro bene eterno, perchè questo era il suo scopo, ci ha chiamati a sé per amarlo per sempre.
Per cui stiamo notando che la storia si sta spostando verso la gloria futura, la rivelazione gloriosa dei figli di Dio, che è esattamente ciò che Dio ha pianificato fin dall’inizio, giusto? Ora, tutto questo ci porta ai versetti 29 e 30, giusto dopo un breve riassunto, ma abbiamo già visto lo scopo della salvezza nel versetto 29. Permettetemi di vederlo leggermente, ma abbiamo visto che lo scopo è quello di conformarci, e questo è lo scopo secondario, il penultimo: quello di conformarci all’immagine del Figlio Suo. Il suo scopo secondario, lo scopo secondario di Dio nel salvare le persone nel corso di tutta la storia della redenzione, il suo scopo secondario era quello di conformarle all’immagine del Figlio Suo.
E questo forse è più facile da comprendere in questo modo: Tutta la storia della redenzione riguarda il Padre che cerca una sposa per il Figlio. Il Padre ama il Figlio, lo ama perfettamente, vuole dare al Figlio un dono d’amore e quel dono sarebbe un’umanità redenta che consisterà in una sposa amorevole, una sposa amorevole, sottomessa e gioiosa. E dunque, durante il corso della storia della redenzione, il Padre sta attirando la sposa – sta attirando la sposa. Anche quando arriveremo in cielo, la Nuova Gerusalemme viene chiamata la Città della Sposa, che scenderà dal cielo come una sposa adornata per il suo sposo. La Chiesa è vista come una sposa, i redenti sarebbero quella sposa, e anche i credenti dell’antico Israele erano la sposa del Signore, erano la sposa del Figlio.
Per cui, il Padre sta cercando una sposa. C’è un prezzo che il Figlio doveva pagare, proprio com’era nell’antichità che quando ci si sposava bisognava pagare un prezzo ed il prezzo che Cristo doveva pagare era la sua stessa vita. Non con argento ed oro, come disse Pietro, ma con il sangue prezioso che scorreva nelle sue stesse vene quando diede la sua vita per pagare il prezzo della sposa che il Padre aveva desiderato dargli. E dunque cosa sarà il Cielo? Il Cielo sarà il radunarsi della sposa nella sua città. Una volta che la sposa sarà completa, la storia della redenzione finirà e la sposa intera si radunerà attorno al Figlio, e l’ameranno, l’adoreranno, lo serviranno, lo loderanno e con un altro elemento rifletteranno la sua gloria, saranno nella sua immagine, ed abbiamo già visto tutto questo nel dettaglio per cui non lo rivedremo ancora, ma questo è il proposito secondario, poi, il proposito primario, il proposito principale, nel versetto 29, dice, “affinchè” il Signor Gesù “sia preminente tra molti fratelli”, l’obbiettivo principale è la preminenza di Cristo. Alla fine, Dio gli darà un nome al di sopra di ogni altro nome, ed al suo nome, ogni ginocchio si piegherà.
Ma qual è lo scopo della storia della redenzione? Il Padre ama il Figlio, decide di darGli una sposa come dono d’amore che lo servirà, l’adorerà, lo loderà, l’amerà e rifletterà la sua gloria, e che in qualche modo, il riflesso di quella gloria sarà più grande di quanto sarebbe stato senza la redenzione di quella sposa, e sarà più grande perchè senza tale redenzione non sarebbe stato possibile dimostrare la grazia di Dio. Per far si che Dio metta in mostra tutta la panoplia di attributi che fanno parte della sua grazia e della sua misericordia, deve redimere dei peccatori indegni, e questo è lo scopo della salvezza. Alla fine, daremo tutta la gloria a Cristo, e come dice l’Apocalisse getteremo le nostre corone ai suoi piedi e lo confesseremo come Signore, come preminente, questo è lo scopo della salvezza, ed alla fine, Cristo sarà tutto in tutti. E poi sapete già com’è che la storia finisce. Dopo che la sposa sarà presentata a Cristo per la sua gloria ed il suo onore, Cristo prenderà se stesso e la sua sposa e li restituirà tutti al Padre in un atto d’amore reciproco, è davvero sconvolgente esser coinvolti in tutto questo.
Ora, che dire del progresso? Questo è lo scopo, abbiamo parlato dello scopo della salvezza. Lo scopo secondario è che possiamo essere trasformati nell’immagine di Cristo, lo scopo primario è che Lui sii il preminente, l’innalzato. Ma il processo per arrivare a tutto questo è descritto in questi due versetti, 29 e 30. Ora, giusto per aiutarvi, perchè a volte sentite parlare di “Teologia Riformata”, o delle “Dottrine della Grazia”, o del “Calvinismo” e sentite queste frasi e vi chiedete di cosa si tratti per esattezza. Ok, in poche parole, si tratta di quello che è scritto qui, è tutto qui, ok? Questo è il miglior riassunto delle Dottrine della Grazia, dell’essenza della Soteriologia Riformata, degli elementi essenziali del Calvinismo, è tutto qui, questo è per quanto riguarda l’aspetto salvifico, ed è tutto collegato in questa sequenza, in un processo.
E funziona così, versetto 29: “Coloro che ha preconosciuto, ha anche predestinato”, poi andate al versetto 30, “Coloro che ha predestinato, ha anche chiamato. Coloro che ha chiamato ha anche giustificato, e coloro che ha giustificato ha anche glorificato”, preconoscenza, predestinazione, chiamata, giustificazione e glorificazione, queste sono le cinque realtà cardinali che costituiscono il grande proposito redentivo di Dio nella salvezza, queste cinque cose.
A proposito, ancora una volta siamo stupidi dall’economia di parole con le quali lo Spirito Santo raggruppa queste cinque cose in poche frasi. Potrei aggiungere che su queste cinque cose sono state scritte milioni e milioni di pagine, ma diamogli un’occhiata. Cerchiamo di capire il processo, se potessimo persino chiamarlo un “processo”, perchè nulla è un processo nella mente di Dio, perchè vede tutto nella sua pienezza e completezza, ma per noi invece è tutto in sequenza proprio come viene presentato nel linguaggio di questo passaggio.
Dov’è che inizia la salvezza? Qual è il punto primitivo dal quale tutto inizia? Versetto 29: “Per coloro che ha preconosciuto, per coloro che ha preconosciuto”, ora, per alcuni questo è il punto di rottura nell’accettare la sovranità di Dio nella salvezza. Dicono: “Oh, questa è la chiave, coloro cha preconosciuto”, Egli, visto che sa tutto quello che succederà, Egli ha guardato nel futuro ed ha visto quello che le persone avrebbero fatto di loro spontanea volontà e, visto che già sapeva quello che avrebbero fatto, le ha scelte a far parte dei suoi.
È questo il significato della preconoscienza? Ha visto quello che sarebbe successo, ora lasciatemi affermare che già conosceva il futuro, che conosce la fine dal principio, conosce tutto quello che succederà prima ancora che avvenga, e questo è vero, ha una sorta di preveggenza, se vogliamo chiamarla così, una conoscenza di ciò che non è ancora avvenuto, una conoscenza completa di ciò che non è ancora accaduto. Ma è di questo che sta parlando? forse Dio guardato nel futuro di queste persone completamente indipendenti ed ha detto: “Beh, loro crederanno e loro non crederanno, e visto che so chi crederà, eleggerò quelli”.
Bè, ci sono diverse risposte che vorrei proporre, ma prima di tutto quello spoglierebbe di significato la parola “eletto”, perché di fatto Egli non ha scelto niente, per cui dimenticatevi della dottrina dell’elezione perché Egli non ha scelto nulla, sarebbe più la dottrina della reazione. Non so se volete provare a predicare la dottrina della reazione divina. O forse preferireste predicare la dottrina della sovranità umana. E poi dobbiamo porre la domanda: Con quale potere hanno vinto sulla loro caduta? Tramite quale potere queste persone che Dio ha visto nel futuro, coloro che tramite il loro libero arbitrio hanno superato la loro depravazione, la loro caduta, la loro morte, la loro cecità, la loro tenebrosità? E poi dobbiamo chiederci questo: Se Dio ha guardato nel futuro ed ha visto che le persone non avrebbero scelto il Vangelo, non avrebbero scelto di credere e quindi sarebbero andate all’Inferno, perché le ha create? Perché, vedete, l’unica ragione per la quale le persone se ne escono con queste idee, del fatto che Dio abbia semplicemente reagito a ciò che sapeva sarebbe accaduto è per toglierGli la responsabilità di ciò che accade. Cercano di salvare Dio da una brutta reputazione, come quella d’essere responsabile delle persone che vanno all’inferno, e quindi dicono, ah non possiamo farlo, per cui Dio sta solo reagendo a quello che le persone avrebbero fatto. Ma il punto è che se nessuno è stato creato, perché ha creato le persone che sapeva avrebbero fatto quella fine? Oppure si potrebbe porre una domanda ancora più difficile: Perché mai ha creato persone con il potenziale di farlo, almeno che non avesse uno scopo? Alla fine non si riesce a scagionare Dio in nessun modo. Ciò che sta accadendo rientra nel Suo proposito.
E allora cosa intendete dire con preconoscenza? Che cosa intendiamo dire? E bene capiamo tutti che questo non significa che Dio sapeva cosa sarebbe successo e quindi ha solamente reagito, e questo lo capiamo, perché? Perché in Giovanni 3, Gesù dice a Nicodemo: “Devi nascere dall’alto”, devi nascere dall’alto. In Giovanni capitolo 6, Gesù dice: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre”, alla fine del capitolo, al versetto 65, dice che le uniche persone che vengono a Lui sono quelle che il Padre attira”, e questo lo capiamo. Ascoltate a Matteo 11, versetto 27: “Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo”.
Wow, l’unico modo di conoscere Dio è se il Figlio te lo rivela, e l’unico modo di conoscere il Figlio è se il Padre ti attira a Lui. A proposito, avete notato la parola “conosciuto”? Questa è la prima chiave, “nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio”, e voi direste: “Beh, ehi, ehi, ehi, noi conosciamo il Figlio, abbiamo informazioni a Suo riguardo. Gli angeli santi hanno informazioni sul Figlio. I demoni hanno informazioni sul Padre e sul Figlio. Cosa vuol dire che nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio?” la parola “conoscere” deve aver un significato diverso del semplice “avere informazioni”, ok? Deve significare qualcosa di diverso dall’avere informazioni perché gli angeli santi, gli angeli caduti e persino le persone hanno informazioni sul Padre e sul Figlio, ma non è “conoscere”, cosa vuol dire conoscere?
Che ne dite di Giovanni 10? Questo è un passo che usa quella stessa parola, versetto 14 di Giovanni 10, “Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre” di che tipo di conoscenza sta parlando? Vorresti forse dirmi che quando Gesù dice: “Conosco le mie”, sta dicendo che ha alcune informazioni sul loro conto? Come se non avesse informazioni sul resto delle persone? In Amos 3:2, Dio dice: “Solo Israele ho conosciuto”. Solo Israele ho conosciuto. Cosa intendi dire? Tu conosci ogni cosa, in che senso hai conosciuto solo Israele? Questo è un qualcosa di diverso. In Giovanni 10:26, “Ma voi non credete perché non siete delle mie pecore”, wow, “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco”, io le conosco... di che tipo di conoscenza stiamo parlando qui? Giovanni 17 versetto 25: “Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; e io ho fatto loro conoscere il tuo nome”, ma di che tipo di conoscenza stiamo parlando?
Permettetemi di darvi un’analogia utile. Genesi 4 - non dovete andarci, ma Genesi 4, nella lingua origina dice questo, “Caino conobbe sua moglie ed ella partorì un figlio”, Caino conobbe sua moglie. In quel bellissimo linguaggio velato, eufemistico della Scrittura, questa è una conoscenza carnale, una relazione d’amore intima, e la cosa sconvolgente per Maria, quando Gabriele si presentò e le disse che avrebbe avuto un bambino, era il fatto che lei non aveva mai conosciuto Giuseppe, non l’aveva mai conosciuto. È di questa conoscenza che stiamo parlando qui. Stiamo parlando di una conoscenza intima, Osea 13:5, “Ti ho conosciuto nel deserto”, cosa significa? “Ho posto il mio amore su di te. Ho stabilito una relazione d’amore con te nel deserto.
E questo è ovunque nel Nuovo Testamento, “Molti mi diranno: “Signore, Signore, abbiamo fatto questo, abbiamo fatto quello, abbiamo fatto quell’altro”, in Matteo 7, Gesù dira, “allontanatevi da me, non vi ho mai” cosa? “Non vi ho mai conosciuti”, non sapeva chi erano? Certo che lo sapeva, sapeva chi erano... “Non ho mai avuto una relazione amorevole con voi, questo è il tipo di conoscenza di cui stiamo parlando.
Lasciate che vi mostri un paio di versetti, e forse dovreste prendere appunti perchè questa domanda sulla preconoscenza si presenta spesso e sto cercando d’aiutarvi a risponderla nella vostra mente e nella mente di coloro che potreste aiutare, ma ascoltate 1 Corinzi 8:3, è molto semplice, e la dice tutta, “Ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da Lui” avete capito? Finito, metteteci un asterisco, “se qualcuno ama Dio, è conosciuto da Lui”.
Lasciate che vi faccia una domanda, lo amiamo perchè? Perchè Egli ci ha amati per primo. Egli ci ha amati per primo ed in cambio lo amiamo e quello significa che ci consoce. Quando la Bibbia dice che siete conosciuti da Dio, il Figlio dice: “Io conosco il Padre ed il Padre Mi conosce”, un amore intimo. In Giovanni 17, Gesù dice: “I credenti sono conosciuti dal Padre e conosciuti da me stesso”, un amore intimo. È questo il significato di questa “conoscenza”, e perchè dice preconoscenza? Perché prima che quell’amore potesse persino accadere, prima che fossimo nati, quell’amore fu ordinato, ecco perché si chiama preconoscenza, è preordinazione, è stato stabilito prima che accadesse.
Galati 4:9 parla della salvezza in questo modo: “ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto”, ed amo questo, “ora che siete stati conosciuti da Dio”. Cosa significa essere salvati? Significa essere conosciuti da Dio, che cosa significa essere conosciuti da Dio? Che sa che esistete? Che ha alcune informazioni sul tuo conto? No, che ha stabilito con voi una relazione d’amore. Anche in Romani, capitolo 11, in quel capitolo davvero significativo sulla questione dell’elezione sovrana, ma all’inizio del capitolo - versetto 2 – “Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha preconosciuto”, “ Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha preconosciuto”, che cosa significa? Che ha predeterminato d’amare.
Tornate agli scritti di Mosè, spesso ci si chiede: perché Israele? Perché Israele? Come disse una volta Richard Wolffe: “Che strano che Dio abbia scelto gli Ebrei”, perché Israele? Dice: “Ho posto il mio amore su di voi non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ma perchè ho scelto di amarvi”, questo è un atto d’amore predeterminato sovrano ed in-influenzato, questa è la preconoscenza, e ne abbiamo letto anche in 1 Pietro, “Secondo la prescienza di Dio Padre, siamo stati santificati dallo Spirito, cosparsi del suo sangue”, la verità e la realtà primitiva nello schema della salvezza, inizia con la determinazione sovrana di amare certe persone, e come dice Giovanni 13, “di amarle fino alla fine”, questa è la preconoscenza, è la predeterminazione, la preordinazione, la previsione di amare qualcuno.
Ho appena letto da 1 Pietro, ma non ho letto tutto il capitolo, quindi leggiamo di nuovo 1 Pietro 1:2, “Siamo stati salvati secondo la prescienza di Dio”, e ascoltate a questo, nei versetti 19 e 20, stesso capitolo, stesso scrittore, dice così, (siamo stati salvati, redenti) “con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. Già preconosciuto prima della creazione del mondo”, che cosa significa “preconosciuto” per quanto riguarda Cristo? Dio ha forse visto nel futuro e detto, “Oh, wow, guarda un po’! Finirà sulla una croce. Devo fare qualcosa”... dire che Cristo è stato preconosciuto prima della creazione del mondo, per essere offerto come un agnello immacolato e senza macchia, è dire che Dio l’ha determinato, Dio l’ha stabilito, l’ha fissato, ed “Egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi”, è così che funziona la prescienza. Dio la determina nell’eternità passata e la realizza nel tempo.
Un’altra illustrazione che ci è d’aiuto sull’uso di questo termine si trova in Atti 2:23 dove Pietro sta predicando su Cristo nel giorno della Pentecoste, e sta parlando della morte di Cristo e del fatto che l’avevano inchiodato sulla croce, e dice che Cristo “fu dato per il determinato consiglio e prescienza di Dio”, dice che “vi fu dato per per esser crocifisso dal piano pre-determinato di Dio” ora, notate il fatto che Pietro è colui che ha scritto quello che vi ho appena letto, e Pietro è lo stesso che ha predicato questo messaggio, significa che Pietro aveva compreso il significato della preconoscienza. “Lui”, e questo è Cristo, “è stato inchiodato sulla croce ed è stato ucciso per il determinato consiglio e la prescienza di Dio”, la parola consiglio è “boulē”, usata nel Greco classico per puntare ad una decisione, un corso d’azione prescritto che deriva da una decisione. Predeterminato è “horizō”, da cui deriviamo la parola, “orizzonte”, una linea di demarcazione. Qualcosa di predeterminato è un qualcosa che è stato segnato, confinato e limitato. Dio, nel suo consiglio, ha stabilito i confini, ha preso la decisione.
Un altro modo di tradurre “predeterminato” sarebbe “destinato”, con il proposito, il piano, la decisione di Dio, tracciata, pre-decisa, e poi aggiunge, “la prescienza di Dio”, questa è la prognosi in Italiano, Prognosis, la decisione preordinata di Dio di salvare, di stabilire una relazione amorevole con certe persone. Ha posto il suo amore su di loro come ha fatto con Israele prima della creazione del mondo, questa è la prescienza, è un dato di fatto, un fatto stabilito.
Ora tornate a Romani 8. In Romani 8, e volevo solo farvi capire questa parola, “preconoscienza”, perché per quanto riguarda le altre parole possiamo anche comprenderle dalle altre risorse del passato, “Coloro che ha preconosciuto” - versetto 29 – “li ha anche predestinati”, che cos’è “predestinato”, beh, quello parla della fine, del destino finale. A proposito, “predestinato” è proorizō, è una forma intensificata che allude al “segnare i confini”, questo è il proposito finale, ci ha “predestinato”, e ce lo dice “a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia preminente tra molti fratelli”, per cui, con una decisione segnata, preordinata e stabilita dall’eternità passata, Dio ha predeterminato un rapporto amorevole intimo con alcune persone. L’ha stabilito con il suo decreto e, sulla base di quella decisione passata, ha predestinato il futuro, la fine, lo scopo finale, ha segnato la fine dal principio. Apocalisse 13:8 ed Apocalisse 17:8 dice che i nostri nomi sono stati scritti nel libro della vita dell’Agnello fin dalla fondazione del mondo. Tutto ciò che Dio intendeva fare è stato determinato fin dall’inizio ed è stato predestinato fino alla fine, questo è il quadro generale. Infatti, in Atti 4:28 leggiamo che Dio fa tutte le cose che la sua volontà ed il suo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. Qualunque cosa Egli ha predestinato, si verificherà.
Per cui la prescienza parla della sua decisione, si potrebbe anche dire che si tratta dell’elezione. La predestinazione invece parla del risultato finale di quella decisione. Per cui, quelli che ha preconosciuto, ha predestinato, e quindi andate giù al versetto 30, “quelli che ha predestinato ha pure chiamato”, ed ora ci spostiamo nel tempo, ora andiamo alla storia dell’umanità. Coloro che ha chiamato, che cosa significa “chiamato”? Ebbene questo non allude ad un semplice invito. Non intendiamo dire quello che dicono i Vangeli, che molti sono stati chiamati, “andate ed invitateli a venire”, no, questa non è quel tipo di chiamata, è una chiamata diversa, infatti, dallo stesso contesto, nel versetto 28 sappiamo che questo è un tipo di chiamata collegata al suo proposito. “Dio fa si che tutte le cose cooperino al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”, ora stiamo parlando di quello che i Teologi chiamano, una chiamata efficace oppure, una chiamata efficiente, o anche una chiamata potente, oppure, ed amo queste parole storiche, “una chiamata irresistibile”. Questa è si una chiamata di grazia, ma rimane pur sempre una chiamata efficace. Non è una chiamata esteriore, non è una chiamata che è rivolta alle orecchie e che di conseguenza può esser accettata o rifiutata; è una chiamta interiore, ed è questo che la rende è diversa.
Questa è la potente opera dello Spirito Santo nello scopo completo della rigenerazione, quetsa è la chiamata salvifica di Dio, ed è così che spesso veniamo chiamati – Romani 1:7 – “A quanti sono amati da Dio, chiamati ad esser santi”, “chiamati santi”, “a quanti sono amati da Dio, chiamati”, e questo raggruppa il tutto, visto che Dio ha predeterminato una relazione amorevole con te, ti ha anche chiamato internamente, ti ha rigenerato, con una chiamata salvifica, redentrice, rigenerante.
Ascoltate, ogni volta che vedete quest’idea della chiamata nell’epistole e negli scritti post-evangelici, ogni volta che la vedete, si riferisce sempre a quest’atto salvifico dello Spirito di Dio nella rigenerazione, e continua fino alla fine, che siamo stati chiamati. Romani 8:28 che calza a pennello, dice: “I quali sono stati chiamati secondo il suo disegno” è una chiamata collegata al suo proposito, ed il suo scopo è quello di salvare e quindi chiama per adempiere a tale proposito. Infatti, nel Nuovo Testamento, ma anche adesso, continuiamo così, siamo chiamati, “la chiesa”. Sapete cosa significa “chiesa”? Chiesa è un termine che deriva da una parola Greca ekklesia, che sarebbe un nome che deriva dal verbo ekkaleo. Kaleo significa chiamare, ek significa ‘da’. Ekkaleo, siamo la Chiesa perchè siamo stati “chiamati da...” dal mondo, dalla morte, dale tenebre, dall’ignoranza, siamo i chiamati. Questa è la grazia di Dio nei nostri confronti per adempiere al Suo proposito eterno.
Ascoltate a - non credo si possa davvero fare di meglio di 2 Timoteo, per lo meno non credo si possa, ma 2 Timoteo credo sia capitolo 1 versetto 9... sì – “Egli ci ha salvati... la potenza di Dio”, e quello sarebbe lo Spirito Santo, che è la potenza di Dio, “che ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata”, questo significa che è una chiamata alla santità, che è una trasformazione vera, una vera rigenerazione, una chiamta alla santità, una chiamta alla santità finale, una chiamata alla perfezione finale, una chiamata alla gloria eterna. Ed il tutto avviene tramite il Vangelo, non avviene a prescindere dal Vangelo, non è vero? Lo sapete, vero? La fede viene da cosa? Viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo, quindi per sentire ci dev’essere un predicatore ed il predicatore dev’esser mandato... quindi la chiamata avviene tramite il Vangelo.
Ascoltate a 2 Tessalonicesi 2:13, “Ma noi dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi, fratelli amati dal Signore”, come mi piace questa frase “amati dal Signore”, questa è una frase che si collega alla sua elezione. Egli ha posto il suo amore su di noi prima che nascessimo, prima che ci fu la creazione stessa, ma ora siamo amati dal Signore perché Dio fin dal principio vi ha eletti”, vi ha eletti fin dal principio a salvezza, e poi dice così: “A questo egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro vangelo, affinché otteniate la gloria del Signore nostro Gesú Cristo”, è tutto lì. Vi ha scelti, poi vi ha chiamati per mezzo del Vangelo, affinchè vi possa glorificare, e di nuovo, questa è una chiamata sovrana, una chiamata efficace, questa è la chiamata che conosciamo come “la salvezza”, e “Coloro che ha chiamato” – tornando al versetto 30 – “li ha pure giustificati”, ed ora arriviamo alla quarta di queste grandi realtà, di queste grandi realtà della giustificazione.
Che cos’è? Che siamo stati dichiarati giusti di fronte a Dio. Questo è un termine legale del fatto che Dio è soddisfatto dal sacrificio di Cristo per tutti i nostri peccati, e visto che Dio è soddisfatto di quel sacrificio, la pena è stata pagata appieno, la giustizia è stata soddisfatta - la giustizia divina, i nostri peccati son stati pagati appieno essendo stati imputati su Cristo nella sua morte, e per grazia, Dio imputa su di noi la Sua giustizia ed è quello che ci permette d’essere dichiarati giusti. Non è che c’è una qualche rettitudine in noi stessi, non è che ci sia una sorta di giustizia intrinseca, ma in quell’atto ci viene concessa rettitudine, quando Dio ci dichiara giusti in base al sacrificio di Cristo, sacrificio che copre la punizione che ci spetta in base all’imputazione della giustizia di Cristo nei nostri confronti. Ci copre con la stessa giustizia di Dio in Cristo, e ne sappiamo molto di questo, “egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”, 2 Corinzi 5:21.
Quindi Dio preconosce nel senso che predetermina una relazione amorevole, una relazione eterna con certo gruppo di persone, Egli predestina il fatto che quella relazione porterà alla gloria eterna... e fa tutto quello ancor prima dell’inizio del tempo. Nel tempo chiama coloro che ha scelto e giustifica coloro che ha chiamato. E poi il punto finale - versetto 30 – “Quelli che ha giustificati, li ha pure”, che cosa? “glorificati”, gente arriveremo tutti alla gloria, “Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me e non ne perderò nessuno”, ha detto Gesù. Egli intercede per noi contro ogni accusa. Lo Spirito Santo intercede per noi dall’interno e ci assicura per la gloria eterna.
Notereste una cosa qui? Tutti i verbi in quel versetto sono al passato. Questo funziona per la prescienza, ha preconosciuto un verbo al passato, funziona anche per la predestinazione perché sono cose che sono avvenute nel passato. Ma invece che dire della chiamta? Non dovrebbe dire “chiamerà”? E la giustificazione? Non dovrebbe dire che li “giustificherà”? Cioè voglio dire non è ancora successo... E a proposito, che dire della glorificazione? Perché sono tutti al passato? Questa è un’altra piccola sfumatura del Greco, un autore lo chiama Aoristo Prolettico che sarebbe una realtà meravigliosa che si vede nella Scrittura, ovvero che l’uso del tempo passato per parlare di un qualcosa di così sicuro da poterne parlare come se fosse già accaduto. La vostra gloria è tanto sicura quanto lo è la vostra predestinazione. La predestinazione è avvenuta nel passato, la prescienza è successa nel passato, e per quanto riguarda Dio, sia la vostra chiamata che la vostra giustificazione produrranno la vostra gloria finale, ed Egli ne può parlare come se fosse già avvenuta.
Spero che vi sentiate sicuri. E l’opera dello Spirito Santo - qual è l’opera dello Spirito Santo? Qualla di assicurarci, d’intercedere per noi, di testimoniare al fatto che siamo figli di Dio, di permetterci d’obbedire alla legge di Dio, di vivere rettamente, di gridare “Abba, Padre” di permetterci di godere della nostra figliolanza, della nostra intimità con Dio, di sostenerci soprannaturalmente.
Cosa vi viene in mente quando pensate alla consolazione dello Spirito Santo? Dopo tutto, lo Spirito Santo è il Consolatore, non è vero? Gesù ha detto: “Quando me ne vado, manderò un altro Consolatore”, da dove viene il conforto dello Spirito Santo? State cercando un ronzio? State cercando qualcosa che non va nella vostra vita per poter dire: “Dov’è il Consolatore?” Guarda... credo proprio che lo Spirito Santo ci doni grazia in momenti come quelli, ma il conforto dello Spirito Santo viene dalla conoscenza di ciò che lo Spirito Santo sta facendo nella vostra vita per assicurare la vostra gloria futura, non è abbastanza confortante? C’è forse qualcosa di più prezioso di sapere che la vostra eternità è assicurata dalla cura del Consolatore? Questo è il vostro conforto più grande, e non c’è conforto pari a quello.
Qualsiasi altro conforto è temporaneo e credo che lo Spirito di Dio dispensi questo tipo di cose. Penso che quella di affidarGli tutte le nostre preoccupazioni perché Lui se ne prenda cura sia un’esperienza reale dei credenti. Penso che lo Spirito di Dio conforti, ma penso anche che quel conforto non arrivi, come dire, dal nulla. Ecco perché leggiamo del conforto delle Scritture. È quando sappiamo che l’opera dello Spirito Santo è collegata all’opera del Figlio, che è collegata alla volontà del Padre, che sappiamo che il nostro conforto è sicuro. Egli è il nostro Consolatore. Ci conforta con la certezza del fatto che il suo potere pieno di grazia ci porterà alla gloria eterna. Ora, non so qual’è la vostra reazione a tutto questo, ma se pensate che sia bello, aspettate la prossima volta, quando arriverete al versetto 31 e al resto di questo capitolo.
Ora, come abbiamo detto in queste ultime paio di settimane io pregherò e voi rimarrete li in quiete e meditazione accompagnati per alcuni minuti dall’organo e fate si che queste cose vi siano impresse, però voglio dire che la nostra stanza della preghiera alla mia destra è aperta e ci piacerebbe tanto potervi servire anche li, il centro delle visite è li fuori, così come il centro per i membri è aperto per coloro che sono interessati a diventare membri o ad esser battezzati, se avete un qualche bisogno spirituale, se avete bisogno della salvezza, o di qualcuno che preghi con voi, se avete bisogno di qualcuno o di qualche consiglio, di qualche aiuto, per favore, sappiate che siamo qui per ascoltarvi, ed in particolare, se non siete sicuri di avere lo Spirito Santo, se non siete sicuri di essere in tragitto verso il Cielo, ci piecerebbe tanto parlarvi della salvezza. Per cui, preghiamo e poi potete meditare per un pochino e far si che queste cose siano impresse nel vostro cuore.
Padre, ti ringraziamo per tutto questo che ci travolge, che ci inonda nelle grandi glorie di quest’immenso proposito redentivo. E ciò che è così sconcertante è il modo in cui l’abbiamo ricevuto, senza chiederci nulla, senza alcuna scelta, senza alcuna realizzazione, senza alcun merito. Tu hai deciso di porre il tuo amore su di noi e di amarci per sempre e di darci il privilegio di conoscerti intimamente, di amarti per sempre e d’essere amati da te e da tuo Figlio. E ora siamo amati dallo Spirito Santo che ci ama e ti ama abbastanza da assicurarci per sempre. Ti ringraziamo per la potenza della Parola di Dio nel consegnarci queste verità che sono il nostro conforto. Fa si che possiamo gioire in quel conforto e che possiamo fare tutto il possibile per dimostrare questa gioia nella nostra vita, persino quando ci troviamo nel mezzo delle prove, “anche se prove svariate”, come leggiamo in Pietro, “ci colpiranno”, aiutaci ad amare queste verità tanto da condividerle con coloro che non conoscono ancora il conforto della gloria eterna che si può trovare nella fede in Cristo. Usaci a questo scopo, ti preghiamo nel nome di Cristo. Amen.
FINE
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