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Questa sera vogliamo tornare al nostro studio del movimento carismatico contemporaneo. Questo movimento presenta molti aspetti affascinanti, molte cose singolari. Mentre, per così dire, vi preparate mentalmente, Phil Johnson mi stava proprio raccontando—Phil è il Direttore esecutivo di Grace to You—che l’altro giorno una signora ha chiamato il numero verde e aveva una buona notizia per noi. Ha detto di aver ricevuto da Robert Tilton—Robert Tilton è una delle principali personalità carismatiche della televisione—il permesso di dire a tutti che gli era stato rivelato che Gesù sarebbe tornato il 15 novembre e che lei avrebbe lasciato l’intero suo patrimonio a Grace to You. Riuscite a coglierne le implicazioni? Per quelli di voi che fanno fatica a capire, sembrerebbe voler dire che noi saremo ancora qui dopo che Egli sarà venuto e se ne sarà andato. Non credo che lei ci abbia riflettuto fino in fondo; mettiamola così.

Ora, tornando alla nostra discussione sul vangelo della salute e della ricchezza, l’ultima volta abbiamo cominciato a parlare dei culti del cargo nel Pacifico meridionale, dove vi sono ancora popolazioni aborigene che adorano gli dèi del cargo. Svilupparono una religione perché, durante la Seconda guerra mondiale, moltissimi grandi aeroplani atterrarono sulle loro isole; fu il primo contatto che avessero mai avuto con la tecnologia moderna, e pensarono che fossero dèi che arrivavano in volo portando tutto quel carico. E da questo svilupparono delle religioni; ancora oggi hanno piccoli templi fatti di bambù e di altri materiali intrecciati. Templi che assomigliano a torri di controllo, ad aerei da trasporto e ad hangar, e adorano gli dèi del cargo. Una religione di carattere materialistico: vogliono che gli dèi del cargo ritornino e portino loro altri accendini Zippo, radio, dadi, bulloni, utensili e tutte le cose che arrivavano laggiù durante la Seconda guerra mondiale.

Vi ho suggerito che il moderno vangelo della salute e della ricchezza non è altro che un’altra forma di culto del cargo, nel quale le persone cercano un dio che procuri loro tutto ciò che desiderano. L’essenza del culto del cargo era che Dio esiste per procurarci ciò che vogliamo; l’essenza del vangelo della salute e della ricchezza è la stessa: Dio esiste per procurarci ciò che vogliamo e, francamente, ciò che pretendiamo. L’ultima volta vi ho suggerito che tutti gli elementi comuni alle sette si ritrovano nel movimento della prosperità, o movimento della salute e della ricchezza: una cristologia distorta, una concezione esaltata dell’uomo, una concezione errata di Dio, una teologia fondata sulle opere umane, la convinzione che stiano giungendo nuove rivelazioni capaci di svelare segreti rimasti nascosti per anni, scritti umani extrabiblici che essi considerano ispirati e autorevoli. Tutte queste sono caratteristiche tipiche delle sette.

Ora, ho detto che avremmo esaminato alcuni aspetti del vangelo della salute e della ricchezza e alcune chiavi teologiche per comprenderli. L’ultima volta abbiamo parlato del fatto che hanno il dio sbagliato. Non comprendono che Dio è sovrano. Non comprendono che Dio è in grado di agire indipendentemente. Credono che l’uomo sia sovrano, che Dio abbia ceduto la sovranità all’uomo e che ora Dio sia alla mercé dell’uomo. E, se deve fare qualcosa, dobbiamo essere noi a lasciarLo libero di farla. L’uomo è sovrano, Dio è stato deposto e l’uomo è stato messo al Suo posto. Dio dipende dalla fede umana. Dipende, soprattutto, dalle parole umane. Arrivano perfino a dire che noi siamo piccoli dèi. E poiché siamo piccoli dèi, Dio ci ha delegato l’autorità divina. E proprio come Dio parlò e le cose furono create, ora anche noi parliamo e le cose vengono create. Dunque le nostre parole possiedono un potere creativo, perché in realtà siamo piccoli dèi sovrani e Dio ci ha delegato la sovranità.

Abbiamo parlato del fatto che, avendo questa concezione di Dio, in realtà non vi è alcun bisogno di pregare Dio. Anzi, dicono che sarebbe meglio parlare alla vostra malattia o parlare al vostro portafoglio, invece di parlare a Dio, perché con il potere creativo che possedete, essendo una riproduzione di Dio stesso, potete chiamare all’esistenza qualunque cosa desideriate. Così hanno abbassato Dio e innalzato l’uomo; non torneremo su tutto questo in dettaglio, se non per richiamarlo brevemente.

Ora, in secondo luogo, questi predicatori della salute e della ricchezza e questo movimento non hanno soltanto il dio sbagliato, ma hanno anche il Gesù sbagliato, e voglio che ascoltiate con molta attenzione, perché questo è estremamente importante. Il Gesù del movimento della Parola della fede, della confessione positiva, della salute e della ricchezza non è il Gesù della Bibbia, del Nuovo Testamento. Gli insegnanti della Parola della fede dicono: “Gesù rinunciò alla Sua divinità e assunse la natura di Satana per poter morire per i nostri peccati”. Lasciate che lo ripeta. Dicono che “Gesù rinunciò alla Sua divinità e assunse la natura di Satana per poter morire per i nostri peccati”. Kenneth Copeland, che ne è un sostenitore a livello mondiale, difende la sua famigerata profezia, che mise in dubbio la divinità di Cristo, dicendo: “Perché Gesù non proclamò apertamente di essere Dio durante i Suoi trentatré anni sulla terra?”. Per una sola ragione: “Non era venuto sulla terra come Dio; era venuto come uomo”. Fine della citazione.

Sembra voler dire che Gesù venne soltanto come uomo e non come Dio. Il Gesù della Parola della fede spesso non sembra essere altro che una sorta di uomo investito di potenza divina. Cito ancora Kenneth Copeland: “La maggior parte dei cristiani crede erroneamente che Gesù fosse in grado di compiere prodigi, fare miracoli e vivere al di sopra del peccato perché possedeva una potenza divina che noi non abbiamo. Perciò non hanno mai aspirato veramente a vivere come visse Lui. Non si rendono conto che, quando Gesù venne sulla terra, rinunciò volontariamente a quel vantaggio, vivendo qui la Sua vita non come Dio, ma come uomo. Non possedeva alcun potere soprannaturale innato. Non aveva alcuna capacità di compiere miracoli fino a quando non fu unto dallo Spirito Santo, come viene narrato in Luca 3:22”. Questo sarebbe avvenuto al Suo battesimo. “Egli svolse il Suo ministero come uomo unto dallo Spirito Santo”. Queste affermazioni ci dicono che Gesù viene spogliato della Sua divinità. Evidentemente, per questo sistema conta ben poco che Gesù fosse Dio oppure uomo. Kenneth Copeland scrive inoltre: “Lo Spirito di Dio mi parlò e disse: ‘Un uomo nato di nuovo ha sconfitto Satana; il primogenito fra molti fratelli lo ha sconfitto’. Egli disse: ‘Tu sei l’immagine stessa e la copia esatta di quell’Uno’”. E io dissi: santo cielo, misericordia!

Cominciai a capire che cosa fosse accaduto lì dentro e dissi: “Ora, non vorrai dire, non oserai certo dire che avrei potuto fare anch’io la stessa cosa?”. Dio disse: “Oh, sì. Se tu lo avessi saputo, se avessi avuto la conoscenza della Parola di Dio che aveva Lui, avresti potuto fare la stessa cosa, perché anche tu sei un uomo rinato”. Poi Dio disse: “La stessa potenza che ho usato per risuscitare Lui dai morti l’ho usata per risuscitare te dalla tua morte nei falli e nei peccati”. Dovevo avere quella copia e quel modello per stabilire il giudizio su Satana, così da poter ricreare un figlio, una famiglia e un’intera nuova razza umana. Poi Dio disse: “Tu sei a Sua somiglianza”.

Ora, riassumendo, tutto questo sta semplicemente dicendo che Gesù venne nel mondo non come Dio, ma come uomo. Come uomo morì; e poi, come uomo nato di nuovo, tornò a vivere. E, in realtà, non era affatto diverso da Kenneth Copeland o da molte altre persone. Questa affermazione è palesemente blasfema. Mi stupisce che chiunque possieda anche soltanto la più elementare conoscenza della verità biblica possa accettarla come una vera rivelazione; ma, a giudicare dalla risposta al ministero di Copeland e di molti altri che insegnano la stessa cosa, centinaia di migliaia di persone vi credono. Stanno privando Gesù della Sua identità. Egli è il Dio-uomo, e dire che sia qualcosa di meno del Dio-uomo è eresia. Ancora una volta ve lo segnalo: notate attentamente che nelle sette è tipico avere una concezione aberrante di Cristo.

Il movimento della Parola della fede passa poi a parlare della Sua espiazione in termini del tutto estranei all’ortodossia. La Sua morte sacrificale sulla croce fu l’opera principale che il nostro Signore venne sulla terra a compiere. L’espiazione costituisce l’enfasi fondamentale dell’intero Nuovo Testamento ed è al centro di tutto ciò che crediamo e di tutto ciò che insegniamo come cristiani; eppure il movimento della Parola della fede insegna, riguardo all’opera di Cristo, cose assolutamente aberranti, fino al punto della bestemmia. Copeland dice, cito: “Gesù fu il primo uomo che sia mai nato dal peccato alla giustizia. Fu il modello di una nuova razza di uomini che doveva venire; gloria a Dio. Sapete che cosa fece? La primissima cosa che fece quest’uomo rinato—vedete, dovete rendervi conto che morì, dovete rendervi conto che scese nella fossa dell’inferno come uomo mortale fatto peccato—ma non rimase là. Grazie a Dio, nacque di nuovo nella fossa dell’inferno”. E aggiunge: “La giustizia di Dio fu fatta peccato. Egli accolse nel Proprio spirito la natura peccaminosa di Satana e, nel momento in cui lo fece, gridò: ‘Dio Mio, Dio Mio, perché Mi hai abbandonato?’. Voi non sapete che cosa accadde alla croce. Perché pensate che Mosè, per ordine di Dio, innalzò su quel palo un serpente invece di un agnello? Questa cosa mi tormentava. Dicevo: ‘Perché mai devi mettere lassù quel serpente, il simbolo di Satana? Perché non hai messo un agnello su quel palo?’. Il Signore disse: ‘Perché ciò che pendeva dalla croce era il simbolo di Satana’. Egli disse: ‘Ho accolto nel Mio stesso spirito la morte spirituale’, e la luce si spense”.

Più avanti, nello stesso messaggio, Copeland aggiunge: “Quando lo spirito di Gesù accettò quel peccato e fu fatto peccato, Egli fu separato dal Suo Dio e, in quell’istante, divenne un uomo mortale, capace di fallire, capace di morire. E non solo: sta per essere condotto nelle fauci dell’inferno. E se Satana riuscirà a sopraffarLo laggiù, conquisterà l’universo e l’umanità sarà condannata. Non pensate che Gesù fosse incapace di fallire, perché, se lo fosse stato, sarebbe stato illegale”. Fine della citazione.

Ma che razza di discorso sconnesso è mai questo? L’idea che Gesù sia un uomo che assume la natura di Satana, che va all’inferno perché vi viene gettato come peccatore, che attende di nascere di nuovo ed entra in una sorta di combattimento mortale con Satana, nel quale il vincitore si prende l’universo—tutto questo è assolutamente estraneo a ciò che il Nuovo Testamento insegna sull’opera espiatoria del Dio-uomo. In realtà, Copeland ha abbracciato anche un’eresia nota come teoria del riscatto dell’espiazione. È un’antica eresia secondo la quale, in sostanza, Dio sarebbe stato tenuto in scacco da Satana e, finché qualcuno non avesse pagato a Satana un riscatto, questi non avrebbe lasciato andare Gesù; Dio, dunque, si sarebbe trovato senza via d’uscita e avrebbe dovuto pagare a Satana il prezzo del riscatto per la salvezza. La morte di Cristo sarebbe stata quel riscatto pagato a Satana per soddisfare la pretesa legale che il diavolo aveva sulla razza umana a motivo del peccato di Adamo. Questa concezione, fra l’altro, contraddice il chiaro insegnamento secondo cui la morte di Cristo fu un sacrificio offerto a Dio, non a Satana; leggete Efesini 5:2.

Inoltre, Copeland e gli insegnanti della Parola della fede escono dai confini dell’ortodossia e insegnano che Cristo morì spiritualmente. Ora, talvolta diciamo che Cristo fu separato dal Padre sulla croce, e a volte descriviamo questo come una sorta di morte spirituale. Ma la realtà è che Cristo non morì spiritualmente nel senso che il Suo spirito divino cessò di esistere. È un errore insegnare che lo spirito di Cristo cessò di esistere—“la luce si spense”, come lo definì lui—o che Egli fu in qualche modo separato da Dio e divenne in un istante un uomo mortale e, peggio ancora, assunse la natura di Satana, fu trascinato nell’inferno e tormentato per tre giorni e tre notti.

Fred Price, che sostiene lo stesso genere di insegnamento in una newsletter, scrisse questo: “Pensate che la punizione per il nostro peccato consistesse nel morire su una croce? Se fosse stato così, i due ladroni avrebbero potuto pagare il prezzo al vostro posto. No, la punizione consisteva nell’andare nell’inferno stesso e scontare una pena nell’inferno, separati da Dio. Satana e tutti i demoni dell’inferno pensarono di averLo in loro potere, gettarono una rete su Gesù e Lo trascinarono fino alla fossa più profonda dell’inferno stesso, perché scontasse la nostra condanna”. Fine della citazione. Due ladroni avrebbero potuto pagare quel prezzo? Un’infinità di ladroni su un’infinità di croci avrebbero potuto pagare il prezzo del nostro peccato? Ovviamente no. La divinità di Gesù e la Sua perfetta innocenza facevano di Lui la sola Persona che potesse soffrire per i nostri peccati: l’unico Agnello di Dio senza difetto. Dire che avrebbe potuto farlo chiunque è assolutamente ridicolo. Siete stati redenti non con cose corruttibili, non con argento o oro, dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il sangue prezioso, come quello di un agnello senza difetto e senza macchia: l’Agnello, Cristo; il sangue, il Suo sangue.

Sono confusi riguardo a chi sia Cristo. Non sanno se sia Dio o se sia uomo, e sono confusi riguardo a ciò che accadde sulla croce, riguardo al significato dell’espiazione. Anche Copeland predica una concezione aberrante analoga. Ho annotato questa citazione di Copeland riportata da Fred Price: “Gesù dovette attraversare quella stessa morte spirituale per pagare il prezzo. Ora, non fu la morte fisica sulla croce a pagare il prezzo dei peccati, perché, se fosse stato così, qualunque profeta di Dio morto nei duemila anni precedenti avrebbe potuto pagare il prezzo”. Non fu la morte fisica; quella poteva affrontarla chiunque. Ciò che insegnano è che la morte di Gesù sulla croce non ci ha salvati. Secondo loro, accadde questo: Egli andò nell’inferno, ed è là che conquistò la nostra salvezza. Ma non è questo che dice la Scrittura e non è questo che Gesù intendeva quando disse: “È”—che cosa?—“compiuto”.

Ora, dietro questi insegnamenti così popolari dei due uomini vi è l’insegnamento di Kenneth Hagin. Kenneth Hagin dice: “Gesù gustò la morte, la morte spirituale, per ogni uomo. Vedete, il peccato è più di un atto fisico; è un atto spirituale. E così Egli divenne ciò che eravamo noi, affinché noi potessimo diventare ciò che Egli è, gloria a Dio; perciò il Suo spirito fu separato da Dio. Perché aveva bisogno di essere generato o di nascere? Perché divenne come eravamo noi, separato da Dio, perché gustò la morte spirituale per ogni uomo, e il Suo spirito, per ogni uomo, andò nell’inferno al posto mio. Non riuscite a vederlo? La morte fisica non avrebbe rimosso i vostri peccati. Egli gustò la morte per ogni uomo; sta parlando di gustare la morte spirituale. Gesù è la prima Persona che sia mai nata di nuovo. Perché il Suo spirito aveva bisogno di nascere di nuovo? Perché era diventato estraneo a Dio”. Egli presenta Gesù in una condizione prolungata nella quale cessa di essere Dio ed è un uomo alienato da Dio nell’inferno, che cerca di rimettersi in sesto per poter nascere di nuovo. Il movimento della Parola della fede ha escogitato questa strana teologia che fa dei peccatori degli dèi e del Figlio di Dio senza peccato un peccatore. Un simile insegnamento è totalmente antibiblico. Sminuisce il nostro Signore; sminuisce la Sua opera, come è evidente a chiunque.

Inoltre, l’espiazione non ebbe luogo nell’inferno. Fu compiuta sulla croce, quando Gesù disse: “È compiuto”, come viene narrato in Giovanni 19:30. 1 Pietro 2:24 dice che “Cristo portò i nostri peccati nel Suo corpo sulla croce”, non nell’inferno. Colossesi 2:13-14 dice: “Egli ha cancellato il debito del nostro peccato e lo ha tolto di mezzo, inchiodandolo alla croce”. Efesini 1:7 dice: “In Lui abbiamo la redenzione mediante il Suo sangue”. Qui il sangue si riferisce alla Sua morte fisica, all’effettivo spargimento del Suo sangue sulla croce, ed è lì che si trova il nostro perdono.

Gesù promise al ladrone pentito: “Oggi tu sarai con Me”. Dove? In paradiso. Non rimase nell’inferno per tre giorni. Proclamò all’inferno che le potenze del male erano state sconfitte. La Bibbia non conosce nulla del genere di espiazione che compare in questo insegnamento della Parola della fede. E la Bibbia non conosce neppure il genere di Gesù di cui parlano. Hanno il dio sbagliato e il Gesù sbagliato. In terzo luogo, hanno la fede sbagliata, hanno la fede sbagliata. Questa è una parte affascinante e assolutamente centrale del loro sistema. Lasciate che vi aiuti a comprenderla. Insegnano che la fede è una sorta di legge, una legge in qualche modo inviolabile, immutabile, invariabile e impersonale; che è come la gravità e che chiunque la applichi ottiene gli stessi risultati. Voglio dire, potreste portare dieci persone in cima a un edificio: tre potrebbero comprendere la legge di gravità, tre potrebbero non sapere nulla della legge di gravità, tre potrebbero non credere che la legge di gravità esista e una potrebbe essere sorda, muta e cieca e non sapere assolutamente nulla. Se saltassero tutte, cadrebbero tutte verso il basso. Perché? Perché la legge di gravità opera indipendentemente da ciò che credete. La legge di gravità è fissa. Non è una questione di fede. Non è questione di nient’altro. Saltate, e andate giù.

Prendono quello stesso concetto, come la legge di gravità, lo trasferiscono nella dimensione spirituale e dicono che la fede funziona allo stesso modo. Non importa chi siate: basta mettere in azione la legge della fede, ed essa funzionerà. A Pat Robertson, per esempio, fu chiesto se le leggi del regno funzionassero perfino per i non cristiani. Ecco ciò che scrisse nel suo libro intitolato Answers to 200 of Life’s Most Probing Questions: “Sì, questi principi non sono esclusivamente cristiani o ebraici, così come la legge di gravità non è cristiana né ebraica”. Le leggi di Dio funzionano per chiunque le segua. I principi del Regno si applicano a tutta la creazione. Il punto centrale della legge della fede è questo: se credete di poter avere qualcosa, la otterrete. Se credete che guarirete, guarirete. Se credete che riceverete del denaro, lo riceverete. Se credete che vi sposerete, vi sposerete, perché state mettendo in azione una legge, ed è una legge immutabile e inviolabile che funziona per chiunque, in qualunque momento. È impersonale. È fissa.

L’errore di tutto questo, detto in termini semplici, è che ripone la fiducia nella natura della fede anziché nell’oggetto della fede. Presuppone che vi sia qualcosa di intrinseco nel credere che mette in moto qualcosa, mentre non è affatto così. Non è la natura della fede a essere efficace; è l’oggetto della fede. È la mia fede in Dio a produrre risultati, non la mia fede nella fede.

Quando ero bambino c’era una canzone piuttosto popolare, I Believe; ricordate quella canzone? “Credo che per ogni goccia di pioggia che cade, cresca un fiore”. E continuava: “Credo, credo”. E quella era la frase completa: credo. E voi continuavate a voler domandare: credi che cosa? In chi credi? Credi in che modo? No: io credo. E a volte sentirete intervistare persone non credenti, le quali diranno: “Beh, io sono una persona che ha una vera fede. Sono davvero una persona che crede”. Oh, bene; ma in che cosa credete? “Oh, io credo semplicemente nel credere”. Bene. Vedete, è lo stesso genere di concetto secolare che è stato assorbito da questo movimento e che dice: se applicate la legge della fede, se in qualche modo raccogliete tutte le vostre forze per credere e dite: “Io credo”, farete sì che la cosa si materializzi. Se riuscite soltanto a eliminare il dubbio, a eliminare ogni pensiero negativo, a pensare in modo estremamente positivo e a credere davvero con tutte le vostre forze—non so con quanta intensità si debba credere, ma evidentemente più di quanto la maggior parte delle persone riesca a fare—allora accadrà. Vi sono alcune persone che diventano ricche in questo movimento, e sapete chi sono. La maggior parte delle persone rimane esattamente dov’era, povera e malata quanto lo era prima di imparare tutta questa roba.

La fede, secondo la dottrina della Parola della fede, non è una fiducia sottomessa in Dio. Non è credere alla rivelazione data nella Scrittura. La fede è una formula mediante la quale manipolate l’universo, mediante la quale manipolate le cose. Capps—Charles Capps—dice: “Le parole governate dalla legge spirituale diventano forze spirituali che operano a vostro favore. Le parole vane operano contro di voi. Il mondo spirituale è controllato dalla Parola di Dio. Il mondo naturale deve essere controllato dall’uomo che pronuncia le parole di Dio”. Così, se soltanto credete e lo dite con la vostra bocca, farete accadere la cosa. Ecco di nuovo il vostro potere creativo. Come indica il nome stesso, Parola della fede, questo movimento insegna che la fede consiste più in ciò che diciamo che in Colui nel quale confidiamo, o nelle verità che accogliamo e affermiamo nei nostri cuori.

Un’espressione prediletta nel movimento della Parola della fede è “confessione positiva”; l’avete sentita? Confessione positiva. Indica l’insegnamento della Parola della fede secondo cui le vostre parole creano la realtà, perché possiedono un potere creativo. Dicono che, pronunciando qualcosa, la create; quindi, se ci credete abbastanza da dirlo, lo creerete. Creerete la vostra ricchezza, creerete la vostra salute, vi alzerete dalla sedia a rotelle. Dicono che questo determina tutto ciò che vi accade. Le vostre confessioni, fondate sulla vostra fede nella fede, faranno accadere le cose. E Dio deve agire, perché è una legge. Che siate cristiani, ebrei o non cristiani, funzionerà. Kenneth Hagin scrive, cito: “Potete avere ciò che dite; potete decidere voi stessi che cosa ottenere da Dio, e il primo passo per farlo è dirlo, dirlo”. E ciò che cercano di fare è spingervi a dirlo, dirlo, dirlo e dirlo, finché alla fine non vi convincete di crederci. E poi, presumibilmente, quando ciò che dite diventa per voi una convinzione, lo creerete.

Più avanti Kenneth Hagin dice: “Se parlate delle vostre prove, delle vostre difficoltà, della vostra mancanza di fede, della vostra mancanza di denaro, la vostra fede avvizzirà e si seccherà. Ma, gloria a Dio, se parlate della Parola di Dio, del vostro amorevole Padre celeste e di ciò che Egli può fare, la vostra fede crescerà a passi da gigante”. Dunque dovete soltanto parlarne, parlarne.

Nel suo opuscolo intitolato How to Write Your Own Ticket with God, il sermone in quattro punti che Hagin sostiene di aver ricevuto per ispirazione è: ditelo, fatelo, ricevetelo e raccontatelo. Hagin afferma che Gesù gli disse che, se chiunque, in qualunque luogo, compirà questi quattro passi o metterà in pratica questi quattro principi, avrà sempre da Me, o da Dio Padre, qualunque cosa desideri. Scrivete da voi il vostro biglietto. Naturalmente, questa idea ha prodotto superstizione, terribili delusioni, tragedie. Non sono altro che formule magiche. È una forma di vudù; non possiede alcun valore al di là di questo. Charles Capps mette in guardia contro i pericoli della confessione negativa. Dice: “Abbiamo programmato il nostro vocabolario con il linguaggio del diavolo. Abbiamo introdotto nel nostro vocabolario la malattia, le infermità e perfino la morte. La parola principale che moltissime persone usano per esprimersi è morte. La parola morte: ‘Muoio dalla voglia di farlo’. Diranno: ‘Se non lo faccio, muoio’. ‘Mi ha fatto morire dal ridere’. Ora, amico mio, questo è un parlare perverso; è contrario alla Parola di Dio. La morte viene dal diavolo. Non abbiamo bisogno di fare amicizia con la morte. Tutti gli uomini moriranno abbastanza presto, quindi non cominciate già ora a fraternizzare con essa”. In altre parole, non dovete pronunciare quelle parole, perché la cosa potrebbe accadere. Ecco quanto siete potenti. Potreste uccidere voi stessi.

La confessione positiva—ascoltate—escluderebbe la confessione del peccato, non è vero? I libri della Parola della fede sulla preghiera, i libri della Parola della fede sulla crescita spirituale sono del tutto privi di qualsiasi insegnamento sulla confessione del peccato. Naturalmente, in questo modo minano l’insegnamento fondamentale di 1 Giovanni 1:9: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”. In realtà, la confessione positiva incoraggia le persone a ignorare completamente i propri peccati e a negarne la realtà, non è vero? Non dovete menzionare nulla di negativo. Ha prodotto moltitudini di persone che portano continuamente sul volto sorrisi privi di emozione, per paura. Hanno paura che una confessione negativa possa attirare su di loro la sfortuna, e così possono accumulare peccati che non vengono mai, mai affrontati.

È simile alla concezione indù del karma o a qualche concetto pagano della sfortuna. “Non voglio dirlo, perché potrebbe portarmi sfortuna”. Hagin ammette di pensarla così anche lui; lo cito: “Non direi a nessuno se avessi un pensiero di dubbio o un pensiero di paura”. Non dice “un pensiero peccaminoso” o “un peccato”, ma dice: “Non lo accetterei. Non lo direi a qualcuno se quel pensiero mi venisse in mente; e sapete che il diavolo può mettere nella vostra mente ogni genere di pensiero. Noi siamo un prodotto delle parole. Vi siete mai fermati a pensare che la Bibbia insegna che nella vostra lingua vi sono salute e guarigione?”. Perciò dice: “Non dovete mai dire cose negative. Io non parlo mai di malattia; non credo nella malattia. Parlo di salute. Credo nella guarigione, credo nella salute. Non parlo mai di malattia, non parlo mai di infermità”. Eppure sta proprio parlando di malattia e di infermità. “Parlo di guarigione. Non parlo mai di fallimento; non credo nel fallimento. Credo nel successo. Non parlo mai di sconfitta; non credo nella sconfitta. Credo nella vittoria, alleluia a Gesù”.

Ora, non pronunciano la parola peccato; non dicono: “Noi non parliamo mai del peccato”, ma non parlano mai del peccato. Questa prospettiva è piena di problemi evidenti. Bruce Barron racconta di una chiesa della Parola della fede nella quale il pastore scrisse, con un certo imbarazzo, alla congregazione per dare istruzioni riguardo a una questione delicata. Aveva saputo che alcuni membri della chiesa stavano diffondendo malattie contagiose fra i bambini della comunità, perché portavano i propri figli malati nello spazio riservato ai bambini. Nonostante le proteste dei volontari dell’asilo, quei genitori confessavano positivamente che i loro figli stavano bene. È una storia vera. Poiché i genitori avevano rivendicato la guarigione dei figli, non vi era nulla di cui preoccuparsi. Forse liquidavano quei piagnucolii persistenti e quei colpi di tosse come sintomi menzogneri, ma quei sintomi menzogneri si dimostrarono contagiosi, e soltanto un annuncio dal pulpito riuscì a porre fine al problema. Che follia.

La Parola della fede, negando le malattie e i problemi come “sintomi menzogneri”, priva i credenti dell’opportunità di servire con compassione e comprensione le persone che soffrono. Vi piacerebbe trovarvi in una chiesa della Parola della fede, avere il dono di esercitare misericordia e cercare qualcuno disposto ad ammettere di averne bisogno? Potreste cercare molto a lungo, perché tutti correrebbero qua e là dicendo: “Sto bene, sto bene, sono sano, sono integro, sono guarito, sono ricco”.

Come potrete aiutare qualcuno, quando a nessuno è permesso parlare di nulla? Come potete aiutare una persona, se credete che i suoi sintomi siano menzogne di Satana? O, peggio ancora, se li considerate il risultato di un’incredulità peccaminosa, così che ogni volta che qualcuno è malato lo è perché è un incredulo peccatore? Di conseguenza, molti seguaci della Parola della fede tendono a essere insensibili, duri, indifferenti, fino a diventare perfino rozzi e aggressivi verso le persone che, secondo loro, non possiedono abbastanza fede per rivendicare una guarigione. Bruce Barron racconta di un pastore e di sua moglie che non potevano avere figli e ai quali un membro della loro chiesa disse che dovevano confessare una gravidanza e dimostrare la propria fede comprando una carrozzina e passeggiando con essa per strada. Ora, questo è piuttosto crudele, non vi pare?

Alcuni anni fa ricevetti una lettera straziante da una cara donna che era stata ingannata dalla teologia della confessione positiva e credeva che Dio volesse che scrivesse a tutti i suoi conoscenti un annuncio di nascita per il figlio che sperava di concepire. Non poteva avere figli, ma inviò tutti quegli annunci di nascita. Alcuni mesi dopo dovette scrivere di nuovo a tutti per spiegare che il bambino che aveva annunciato per fede non era arrivato. Si affrettò tuttavia ad aggiungere che continuava a rivendicare per fede una gravidanza. Temeva che qualcuno potesse interpretare la sua seconda lettera come una confessione negativa.

Non riuscite neppure ad affrontare i normali dolori e le normali sofferenze della vita. Kenneth Hagin sembra insensibile perfino di fronte alla morte della sorella, avvenuta dopo una lunga lotta contro il cancro. Scrive: “Mia sorella arrivò a pesare trentasei chili. Il Signore continuava a dirmi che sarebbe morta. Continuavo a chiedere al Signore perché non potessi cambiare l’esito. Egli mi disse che aveva avuto cinque anni per studiare la Parola e accrescere la propria fede, ma, benché fosse salvata, non lo aveva fatto. Mi disse che sarebbe morta, e morì. È un esempio triste, ma è vero”. Fine della citazione. È piuttosto insensibile, non è vero? La teologia della Parola della fede fa del guaritore un eroe quando si proclamano guarigioni miracolose, ma attribuisce sempre a chi cerca la guarigione la colpa di non avere abbastanza fede quando la guarigione non avviene. Hagin descrive un episodio nel quale cercava di guarire una donna affetta da artrite. La malattia l’aveva resa invalida al punto che non poteva camminare. Egli si irritò perché lei non voleva lasciare la sedia a rotelle. “Le puntai il dito contro e dissi: ‘Sorella, non hai neppure un briciolo di fede, vero?’. Senza pensare, lei sbottò: ‘No, fratello Hagin, non ce l’ho. Non credo che sarò mai guarita. Morirò su questa sedia a rotelle’. Lo disse e così avvenne, e noi non avevamo colpa”. Fine della citazione.

Ricordate: la confessione positiva insegna alle persone che le loro parole determinano ciò che accade. Dio non è l’oggetto della loro fede e Dio non è la forza che opera nella loro vita. I seguaci della Parola della fede imparano a riporre la fede nelle proprie parole. Hagin dice apertamente: “Fede nella propria fede”. Ha scritto un libro intitolato Having Faith in Your Faith. Che cos’è tutto questo? È idolatria; significa riporre fede in voi stessi, e questo vi rende che cosa? Dio.

Cercate di seguire la sua logica mentre tenta di sostenere questa idea. Ecco ciò che scrive: “Vi siete mai fermati a pensare di avere fede nella vostra stessa fede? Evidentemente Dio aveva fede nella Sua fede, perché pronunciò parole di fede ed esse si compirono. Evidentemente Gesù aveva fede nella Sua fede, perché parlò al fico e ciò che disse si compì. In altre parole, avere fede nelle vostre parole significa avere fede nella vostra fede. È questo che dovete imparare a fare per ottenere cose da Dio. Abbiate fede nella vostra fede. Vi aiuterebbe a far scendere la fede nel vostro spirito e a dire ad alta voce: ‘Fede nella mia fede’. Continuate a dirlo finché non si imprima nel vostro cuore. So che la prima volta che lo dite suona strano; la vostra mente quasi si ribella, ma non stiamo parlando della vostra testa, stiamo parlando della fede nel vostro cuore. Come disse Gesù: ‘E non dubiterà nel suo cuore’”. Fine della citazione.

Che cos’è questo? Ancora una volta noterete che riesce a sminuire il Padre e il Figlio dicendo: “Dio ha fede e Cristo ha fede”. Possiamo parlare correttamente della fede di un Dio onnisciente e sovrano? Inoltre, trasforma la fede in una sorta di formula magica e le nostre parole in un abracadabra mediante il quale otteniamo cose da Dio, come se strofinassimo una lampada magica. Non esiste alcun fondamento biblico per nessuna di queste idee sulla fede. Gli unici oggetti appropriati della nostra fede sono Dio e la Sua infallibile Parola, Suo Figlio e il Suo Spirito. Eppure questi seguaci della Parola della fede considerano le loro confessioni positive un incantesimo mediante il quale evocano qualunque cosa desiderino. Kenneth Hagin dice: “Credetelo nel vostro cuore, ditelo con la vostra bocca. Questo è il principio della fede, e potete avere ciò che dite”.

Simili insegnamenti hanno condotto molte persone a un materialismo sfrenato. Voglio essere del tutto franco con voi. Personalmente credo che, nel caso di molti di questi capi, si tratti semplicemente di una teologia sviluppata per sostenere il loro materialismo, nient’altro. John Avanzini, uno degli insegnanti meno noti della Parola della fede, trascorse una serata sulla Trinity Broadcasting Network sostenendo che Gesù fosse in realtà ricco. Indicò il ruolo di Giuda come tesoriere e disse, cito: “Per avere bisogno di un tesoriere, bisogna gestire molto denaro”. Più recentemente, ospite della trasmissione di Kenneth Copeland, Avanzini disse di credere che la Scrittura insegni che Gesù possedesse una grande casa e indossasse abiti firmati. Tutto questo viene presentato come giustificazione dello stile di vita sfarzoso e dell’inclinazione materialistica degli insegnanti della Parola della fede.

Robert Tilton fa un passo ulteriore. Ha detto questo: “Essere poveri è un peccato”. Non vorrei proprio portare quel messaggio nell’Unione Sovietica e rivolgerlo alla chiesa. Disse: “Il mio Dio è ricco e sta cercando di mostrarvi come prelevare dal vostro conto celeste, che Gesù ha comprato, pagato e acquistato per voi al Calvario”. Tilton dice: una casa nuova, un’automobile nuova? Sono spiccioli. Non sono nulla in confronto a ciò che Dio vuole fare per voi.

Come si doveva ottenere questo cargo? Ebbene, Tilton suggeriva ai suoi seguaci di fare un voto di fede sotto forma di un’offerta al suo ministero. Ecco ciò che dice, cito: “A me piace un voto da mille dollari, perché non mi piacciono le persone tiepide, che fanno le cose a metà e dicono soltanto: ‘Beh, farò qualcosina’. A me piace un voto di fede da mille dollari. Non sto parlando a voi che li avete. Voi che li avete non fate il minimo caso a ciò che dico. Sto parlando a voi che non li avete, e vi sto mostrando come potete ottenerli. Sì, l’opera del Signore ne riceve una parte, ma voi ricevete la parte più grande, voi ricevete la benedizione più grande. Sto cercando di convincervi a uscire da quel tugurio in cui vivete. Sto cercando di convincervi ad avere un’automobile decente. Sto cercando di aiutarvi. Smettete di maledirmi, smettete di maledirmi. Dio, che cosa potrebbe strapparvi questa benedizione? Io sono una benedizione. Sono stato benedetto soprannaturalmente da Dio. Oggi vi porto una benedizione, e lo so; e la mia responsabilità è portarvela”.

Poi Tilton incoraggia i suoi ascoltatori a pregare la preghiera della fede, non una di quelle preghiere: “Signore, se è la Tua volontà”. “Io so qual è la volontà di Dio quando si tratta di guarigione, prosperità e guida divina. Non devo pregare una preghiera di dubbio e incredulità”. In altre parole, Robert Tilton vuole che facciate un voto di fede di mille dollari al suo ministero, soprattutto se non potete permettervelo. Non vuole che preghiate per conoscere la volontà di Dio al riguardo. Dopotutto, potete esigere ciò che volete e Dio deve darvelo. Che differenza fa quale sia la volontà di Dio? Fissate il vostro voto a mille dollari, esigete che Dio vi procuri il denaro, mandatelo a lui e aspettate di diventare ricchi. Come ho detto, alcune persone stanno diventando ricche, e moltissime altre sono diventate più povere di mille dollari.

Richard Roberts, facendo eco al concetto della “fede-seme” di suo padre, esortava gli spettatori a seminare un seme usando la loro MasterCard, la loro Visa o la loro American Express e, una volta fatto, ad aspettarsi che Dio aprisse le finestre del cielo e riversasse su di loro una benedizione. Una volta Oral Roberts spedì per posta sacchetti di plastica pieni di acqua santa proveniente dalla Fontana del Fiume della Vita della ORU. Per mostrare come usare quella roba, durante il suo programma televisivo ne versò un sacchetto sul proprio portafoglio mentre stava nella fontana con l’acqua fino alle ginocchia; e questa dovrebbe essere la chiave per ricevere la consegna del vostro cargo.

Perché tanti credenti—presunti credenti—provano tutta questa roba e non diventano ricchi? Fred Price spiega: “Se avete un dollaro di fede e chiedete un oggetto da diecimila dollari, non funzionerà, non potrà funzionare”. Gesù disse: “Vi sia fatto secondo la vostra fede”, non secondo la volontà di Dio per voi. “A Suo tempo, se è conforme alla Sua volontà, se riesce a inserirlo nella Sua agenda tanto impegnata”. Vedete come deride Dio e deride il concetto della volontà di Dio? Disse: “Vi sia fatto secondo la vostra fede”. Ora, io potrei desiderare una Rolls-Royce, ma avere soltanto una fede da bicicletta; indovinate che cosa riceverò? Una bicicletta. Ma indovinate che cosa possiede lui?

Così, si suppone che la capacità di Dio di benedirci dipenda dalla nostra fede. Ora, notate che sia Price sia Tilton rifuggono dall’idea di pregare: “Se è la Tua volontà”; ma è esattamente ciò che insegna la Bibbia. “Questa è la fiducia”, 1 Giovanni 5:14, “che abbiamo davanti a Lui: se domandiamo qualche cosa”—che cosa?—“secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce”. Hagin arriva al punto di affermare che nel Nuovo Testamento non viene insegnata alcuna verità del genere, cito: “Poiché non abbiamo compreso ciò che Gesù disse e poiché ci hanno fatto un lavaggio religioso del cervello, invece di istruirci secondo il Nuovo Testamento, annacquiamo le promesse di Dio e vi appiccichiamo qualcosa che Gesù non disse, aggiungendovi qualcos’altro: ‘Beh, certo che lo farà, se è la Sua volontà; ma potrebbe non essere la Sua volontà’, hanno detto le persone. Eppure nel Nuovo Testamento non trovate discorsi del genere”. Nel mio Nuovo Testamento sì.

Hagin ha anche scritto, cito: “È contrario alla Scrittura pregare: ‘Se è la volontà di Dio’”. Quando mettete un “se” nella vostra preghiera, state pregando nel dubbio. Romani 8:27 ci dice “che perfino lo Spirito Santo intercede per i santi secondo la volontà di Dio”. Lungi dal sottolineare l’amore per la ricchezza o l’importanza della ricchezza, la Bibbia mette in guardia dal ricercarla, non è vero? “I credenti, e in modo particolare i responsabili della chiesa, devono essere liberi dall’amore del denaro. L’amore del denaro conduce a ogni sorta di male. ‘Guardatevi’, avvertì Gesù, ‘e state in guardia da ogni forma di avidità, perché la vita di una persona non consiste nell’abbondanza dei beni che possiede’”, Luca 12:15.

In netto contrasto con l’enfasi posta dal vangelo della Parola della fede sull’acquisire denaro e beni in questa vita, Gesù disse: “Non accumulatevi”—che cosa?—“tesori sulla terra”. Disse anche, in Matteo 6:24: “Non potete servire Dio e il denaro”. Questo non è davvero cristianesimo; questa non è teologia del Nuovo Testamento. Il concetto che l’universo, e Dio stesso, siano governati da una legge spirituale impersonale non è biblico. È una negazione della sovranità di Dio e della provvidenza di Dio. È in realtà una forma di deismo, sia pure piuttosto rozza. Inoltre, l’idea che possiamo usare le parole in modo mistico e magico per controllare la realtà è molto lontana dal modello biblico della fede e, credetemi, ha più in comune con la Scienza Cristiana che con il cristianesimo.

La maggior parte degli insegnanti della Parola della fede nega con veemenza che i propri insegnamenti abbiano qualcosa a che fare con la Scienza Cristiana o con altre sette metafisiche, ma è così. Non so come si possa distinguere fra le due cose. Ora voglio dirvi qualcosa, e voglio che ascoltiate. Il movimento della Parola della fede—Kenneth Hagin, Kenneth Copeland, Fred Price, Charles Capps, Robert Tilton e così via, perché l’elenco continua—può essere fatto risalire a un’origine ben precisa. Ogni figura di primo piano del movimento fu formata da Kenneth Hagin o da uno dei suoi stretti discepoli. Ogni caratteristica dottrinale distintiva del movimento può essere ricondotta a Kenneth Hagin, che si trova a Tulsa, in Oklahoma.

C’è un libro intitolato A Different Gospel, di D. R. McConnell, e una delle cose estremamente interessanti che vi si trovano è che McConnell dimostra come Kenneth Hagin abbia attinto questi insegnamenti dagli scritti di un evangelista della fede di nome E. W. Kenyon. In precedenza vi ho citato Kenneth Hagin, il quale affermava di aver ricevuto tutto questo dal Signore. La verità è che ne plagiò gran parte. McConnell afferma infatti che Hagin plagiò gli scritti di un ministro della Christian and Missionary Alliance di nome John A. MacMillan. Anche un uomo di nome W. R. Scott fornisce prove solide che queste accuse sono vere. In particolare, è incontrovertibile che Hagin copiò alla lettera almeno tre quarti del suo libro The Authority of the Believer da un articolo di MacMillan pubblicato su una rivista con lo stesso titolo. Scott documenta inoltre il plagio, da parte di Hagin, di Finis Jennings Dake, autore di una Bibbia da studio molto interessante intitolata The Dake Study Bible. In altre parole, vaste sezioni degli scritti di Hagin erano state copiate da altre fonti. Non si limitò a prendere in prestito idee da Kenyon; McConnell include parecchie pagine di testi disposti in colonne parallele che dimostrano al di là di ogni dubbio che Hagin plagiò ripetutamente, parola per parola, parola per parola, parola per parola, parola per parola, lunghe sezioni degli scritti di E. W. Kenyon.

Dunque esiste una linea. Esiste una sorta di percorso storico. Le radici di Kenyon affondavano nelle sette metafisiche. Era un guaritore per fede, non nella tradizione pentecostale, ma nel senso di Mary Baker Eddy e della Scienza Cristiana. Frequentò un istituto specializzato nella formazione di conferenzieri per le sette di matrice metafisica, e importò e adattò al proprio sistema la maggior parte delle idee essenziali propagate da quelle sette; Hagin le assorbì da E. W. Kenyon, in molti casi parola per parola. La verità è che il libro di McConnell è una denuncia devastante: il libro, intitolato A Different Gospel, fu pubblicato da Peabody nel 1988. È una denuncia devastante del movimento della Parola della fede. Dimostra in modo inconfutabile che gli insegnanti della Parola della fede devono le proprie origini a gruppi come la Scienza Cristiana, lo swedenborgianesimo, la teosofia, la Science of Mind e il New Thought, non al pentecostalismo classico. Non è pentecostalismo classico. Nel suo nucleo non è realmente cristianesimo. È corrotto; ha natura settaria, non cristiana. È un sistema ibrido; è una mescolanza di misticismo, dualismo e neognosticismo che attinge alle sette metafisiche. I suoi insegnamenti perversi stanno causando un danno incalcolabile alla chiesa cristiana, come sapete bene.

Credo che sia, per usare le parole di Pietro, un’eresia distruttiva, anzi, un’eresia di perdizione. Nonostante ciò che dicono gli insegnanti della Parola della fede, Dio non è semplicemente una fonte di cargo, vero? Noi siamo i Suoi servi; non è Lui a essere il nostro servo. Egli ci ha chiamati a vivere nel servizio amorevole e nell’adorazione, non a rivendicare una supremazia divina. Egli ci benedice, ma non sempre materialmente. Non possiamo in alcun modo decidere noi ciò che Dio deve fare e aspettarci che Egli segua il nostro copione. La vita cristiana è una vita trascorsa nel perseguire la volontà di Dio, non una vita nella quale Dio corre qua e là cercando di compiere la nostra volontà. Nessuno che respinga questo concetto fondamentale della relazione fra il credente e il vero Dio, il vero Cristo e la vera fede può essere chiamato autenticamente cristiano. Ebbene, vedete quanto è grave tutto questo, vero? Se avete il Dio sbagliato, il Gesù sbagliato e la fede sbagliata, è difficile, se non impossibile, possedere la vera salvezza.

In conclusione, vi sono alcune cose che devo dire, per non essere frainteso. In queste settimane abbiamo trattato molti argomenti e voglio giungere alla conclusione; voglio che ascoltiate molto attentamente, perché non desidero essere frainteso. Conosco molti carismatici che sono credenti impegnati, coerenti, onorevoli e devoti alla Parola di Dio. Molti pentecostali sono persone pie. Numerose chiese carismatiche e singoli credenti pentecostali e carismatici respingono molti degli errori che ho messo in evidenza in questa serie. Troveremmo molti pentecostali, molte chiese pentecostali e carismatiche e molti credenti che concorderebbero con la nostra valutazione di molti di questi movimenti; non sto cercando di dipingere tutte queste persone con lo stesso colore. All’interno del movimento pentecostale e carismatico si trova di tutto, dall’ortodossia evangelica fino all’eresia più sfacciata. E sono grato che alcuni appartenenti alla tradizione pentecostale abbiano il coraggio di affrontare l’errore presente nel loro movimento e di richiamare tutti i carismatici a una prospettiva biblica; vorrei che fossero in molti di più a farlo.

Sono grato per coloro che prendono posizione contro queste cose malvagie. Uno dei primi opuscoli che richiamò la mia attenzione sul terribile, terribile insegnamento del movimento della salute e della ricchezza fu scritto da Chuck Smith, pastore di Calvary Chapel: una critica chiara e diretta dell’estremismo carismatico. Vi sono molti altri come lui che hanno preso posizione, e ringrazio Dio per il loro coraggio e per il loro desiderio di essere biblici. Non voglio che, neppure per un istante, qualcuno pensi che io non creda che nella tradizione pentecostale vi siano persone del genere, perché in realtà vi sono. Ma ascoltate attentamente. Credo anche che i semi degli errori che desiderano combattere siano talvolta insiti proprio nelle dottrine in cui essi credono. Se credete che il battesimo dello Spirito sia successivo e distinto dalla salvezza, avete creato due categorie di credenti. Se credete nell’esperienza mistica, in forme trascendenti ed esoteriche di fenomeni soprannaturali, finirete per sminuire lo studio, la disciplina spirituale e i mezzi della grazia mediante i quali crescete. Se esaltate il sentimento, svaluterete la ragione e aprirete la mente e lo spirito a potenze che le persone non possono comprendere né affrontare. Finché cose di questo genere rimangono al centro della tradizione pentecostale, il potenziale per il disastro è presente; e se credete che Dio continui a dare rivelazioni di qualsiasi genere, allora ogni limite viene rimosso. Questo libro non è soltanto una dichiarazione della verità rivolta a persone che già la credono, ma anche un appello ai miei amici carismatici affinché esaminino ciò che credono, e un appello ai non carismatici affinché vedano la differenza e comprendano che queste differenze non sono irrilevanti.

Ora, il pensiero conclusivo. Molte persone che leggeranno il mio libro e ascolteranno queste registrazioni saranno preoccupate per l’effetto che avranno sull’unità del corpo di Cristo. Voglio che sappiate una cosa: non ho alcun desiderio di scavare un abisso fra credenti carismatici e non carismatici. Non ho alcun desiderio di creare una frattura fra quei settori della chiesa. Posso dirvelo? Quella frattura esiste già, e l’unico modo per evitare di fare i conti con la sua realtà è negarla apertamente o rifiutarsi di riconoscerla. La mia preoccupazione è richiamare la chiesa all’unità intorno alla verità. Credetemi. Il danno più grave arrecato alla chiesa dal movimento carismatico si è verificato proprio nel campo dell’unità. Chi sa quante migliaia di chiese si sono divise a causa di queste questioni? Il numero ci lascerebbe tutti sbalorditi. La dottrina carismatica è di per sé scismatica, perché innalza una barriera fra il credente comune, ordinario, e coloro che sono balzati ai livelli superiori; perciò è stato lo stesso sistema carismatico a innalzare la barriera fra carismatici e non carismatici.

Vi è una seconda tendenza che aggrava il problema, ed è la disposizione di molti carismatici i quali, nel nome dell’unità, sono pronti ad accogliere chiunque, anche se questo significa trascurare la dottrina. Così, da una parte, se dite che non credete ciò che credono loro, creeranno uno scisma. Ma, dall’altra parte, se tollerate ciò che credono, vi accetteranno indipendentemente da ciò che credete voi. Capite? Senza rendersene conto, sono diventati quella forza ecumenica mondiale che, secondo molti liberali, il Consiglio Mondiale delle Chiese avrebbe dovuto diventare. Sono diventati il movimento ecumenico del mondo. I liberali non sono riusciti a farlo; i carismatici sì: cattolici, ortodossi orientali, cristiani, protestanti e ogni genere di sette. “Ismi” e scismi si stanno unendo sotto la bandiera carismatica. Lungi dall’essere un effetto collaterale positivo della crescita del movimento, questa influenza ecumenica potrebbe ben dimostrarsi l’effetto a lungo termine potenzialmente più disastroso del fenomeno carismatico. È disastrosa perché, finché tollererete ciò che fanno, vi accoglieranno.

Uno scrittore ha messo in evidenza l’incoerenza del matrimonio fra il movimento carismatico e l’ecumenismo. Ascoltate; queste sono parole di Thomas Edgar: “Non è forse incoerente che un movimento il quale afferma di essere in contatto diretto con lo Spirito Santo, di possedere tutti i doni quali la profezia, l’apostolato e la parola di conoscenza, e di comunicare direttamente con Dio mediante il parlare in lingue e altri mezzi, possa nello stesso tempo includere cattolici romani, protestanti conservatori e liberali, amillenaristi, premillenaristi, calvinisti, arminiani, coloro che negano l’ispirazione verbale della Bibbia e coloro che respingono l’espiazione vicaria di Cristo sulla croce?”.

È una domanda legittima. Se possiedono tutta questa rivelazione, certamente dovrebbero essere in grado di fare chiarezza in un gruppo del genere. Thomas Edgar scrive inoltre: “A quanto pare, lo Spirito Santo non Si preoccupa di comunicare alcuna informazione che corregga tutte queste differenze, molte delle quali sono cruciali e alcune delle quali sono errate. Tutta questa comunicazione diretta con lo Spirito, a quanto pare, non ha fatto nulla per correggere neppure gli errori fondamentali. Non ha prodotto unità fra i carismatici riguardo alla natura e allo scopo di molti dei doni. Questo movimento non ha risolto alcuna questione teologica, non ha prodotto alcun progresso nella conoscenza biblica, non ha prodotto cristiani più spirituali. Come può una simile effusione del genuino Spirito di Dio aver prodotto così poco?”.

Non pensereste che, se questo movimento stesse davvero sperimentando la piena potenza dello Spirito Santo, lo Spirito darebbe loro della sana dottrina? Anche Gordon Clark ha scritto sui pericoli dell’ecumenismo carismatico. Citò un articolo di una rivista carismatica che celebrava i progressi compiuti dal pentecostalismo all’interno del cattolicesimo, e poi disse questo—sono parole di Gordon Clark: “Diverse cose colpiscono immediatamente qualunque lettore che non sia addormentato. In primo luogo, l’esperienza del parlare in lingue è tremendamente importante. Non è vero che null’altro conti; tuttavia sembra vero che null’altro conti molto. Il parlare in lingue è il segno principale di un cristiano consacrato. La chiara implicazione è che l’adorazione della Vergine Maria sia accettabile, purché si parli in lingue. La giustificazione per sola fede ha ben poca importanza; si può accettare il merito proveniente dal tesoro dei santi, si può riconoscere la transustanziazione, purché si parli in lingue. Ancora più fondamentalmente, si può porre la tradizione sullo stesso piano della Scrittura, perfino affermare nuove rivelazioni da parte di Dio, purché si parli in lingue. Il ministro pentecostale”, menzionato nell’articolo in questione, “disse—e notate bene—che non vi era stato alcun tentativo di fare proseliti fra i cattolici romani”. In altre parole: “Il romanismo è accettabile, purché si parli in lingue”. Fine della citazione.

Vedete, il punto è che l’ecumenismo carismatico sta progressivamente erodendo l’identità del cristianesimo biblico. In Asia stanno sorgendo nuove e inquietanti sette carismatiche che mescolano il buddhismo, il taoismo, il confucianesimo e altri insegnamenti con il movimento carismatico occidentale. Il movimento carismatico nel suo insieme è del tutto impreparato a difendersi da simili influenze. Come possono affrontare gruppi devianti, perfino quelli apertamente pagani?

Ascoltate questo: nel movimento carismatico l’unità è una questione di esperienza religiosa condivisa, non di dottrina. Se la dottrina non conta, allora perché non accogliere carismatici buddhisti? Ed è esattamente ciò che sta accadendo. Così, mentre la dottrina carismatica tende a creare divisione fra gruppi ortodossi, non crea divisione fra gruppi eterodossi. Stanno costruendo ponti verso le false religioni e tagliando i ponti con la vera fede.

Ebbene, è una questione seria e dobbiamo sapere, come stiamo imparando, che cosa dice la Parola di Dio. L’unica risposta appropriata a tutto questo è molto semplice: tornare a questo Libro, giusto? Ogni cosa va esaminata alla luce di questo Libro. La triste verità è che l’eredità del movimento carismatico è stata il caos e la confusione dottrinale. Il loro approccio alla spiritualità è malsano e rischia di produrre profonda disillusione; alcune persone del movimento sono nello sconforto, deluse e sconfitte, e alcune sono ormai disperate. La vita spirituale felice di cui sentono parlare continuamente sembra non realizzarsi mai, e stanno cercando la chiave della vera vita cristiana. E io vorrei incoraggiarvi, con amore, a farvi carico con sensibilità dell’evangelizzazione di queste persone e, se in realtà conoscono Cristo, di mostrare loro la vera via della benedizione spirituale.

Padre, Ti ringraziamo questa sera per il tempo meraviglioso che abbiamo condiviso e Ti ringraziamo per la chiarezza con cui la Tua Parola parla di questioni come queste. Preghiamo per coloro che amano Cristo e che, in questo movimento, sono nostri fratelli e nostre sorelle. Dio, mostra loro la verità, affinché possano trovare la via della vera spiritualità e ottenere vittoria sulla carne, vera gioia e benedizione. Quanto a coloro che, in questo movimento, vivono nell’illusione di essere salvati mentre in realtà non lo sono, fa’ che vedano il vero Dio, il vero Cristo ed esercitino la vera fede. E, Dio, Ti preghiamo: in qualche modo, metti a tacere coloro che proclamano l’errore e da’ voce a coloro che proclamano la verità. Preghiamo a questo fine, affinché Tu sia glorificato. Nel nome del Salvatore. Amen.

FINE

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